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Figlia del silenzio



"Si vede crescere normalmente. Abbiamo consultato la letteratura internazionale e, se riusciremo a farla nascere, sarà il primo caso al mondo di una donna che arriva in coma con così poche settimane di gestazione." Queste sono le parole del Dott. Caradente riferite alla piccola Maria, una bambina che sta lottando con una tenacia incredibile per poter nascere. Sua madre Carolina Sepe lotta anche lei la sua solitaria e silenziosa battaglia per la vita. 

Già perchè Carolina Sepe, 25 anni di Avellino, lotta contro il coma. Da quella fatidica sera del 25 Agosto quando Domenico Aschettino, ora in carcere, le ha sparato alla testa dopo aver ucciso suo padre. 

Il marito Giampiero non si è mai rassegnato. E' tutti i giorni ore a parlare con la moglie, a farle ascoltare le canzoni che un tempo hanno ascoltato insieme. Tutti i giorni rinnova sui social network la sua richiesta di preghiera per la salute della moglie...e della figlia. 

La piccola Maria dovrebbe nascere intorno a Natale. Uno splendido regalo per suo padre, per sua madre avvolta nel silenzio. E per tutti noi.

Giovanni Gori

Ungheria: l’amore e la vita generano un miracolo


31 anni, in stato di morte cerebrale da tre mesi, 27 settimane di gestazione. Il pensiero immediato è che si tratta di un caso disperato, sul quale non resta che pregare.
Succede a una donna di Decrecen, Ungheria, che era incinta di 15 settimane era in casa quando in seguito ad un ictus ha perso conoscenza. La donna non ha più ripreso conoscenza ed è caduta in coma. Dichiarata clinicamente morta, è stata sottoposta a ventilazione artificiale per mantenere i suoi organi in funzione.
Gli esami cui è stata sottoposta hanno mostrato che il feto non solo era in vita, ma si muoveva attivamente. E così, la vita ha mostrato la sua forza, superiore a quella che gli uomini si aspettano: la donna ha dato alla luce un bimbo sano, con parto cesareo straordinario.
Il bimbo, dopo il parto è stato portato in terapia intensiva ma è sano con tutti gli organi ben sviluppati e con un peso di 1420 grammi.
La forza della vita e la forza dell’amore: la famiglia e i medici hanno deciso di tentare quello che sembrava impossibile e hanno ottenuto il più bel risultato, facendo nascere il bambino.  L’operazione non è stata facile ma, dopo innumerevoli problemi medici il team è riuscito a far sviluppare il feto nel ventre della madre.  A partire dalla 20esima settimana le infermiere hanno iniziato a parlare al feto e a chiamarlo per nome. La famiglia lo visitava regolarmente; il padre e le nonne accarezzavano il ventre della madre e parlavano col bimbo.

L’amore continua, per la vita e oltre la vita: dopo la nascita del piccolo, la famiglia del bambino ha deciso di donare gli organi della madre per aiutare altre persone.

Giovanna Sedda
 
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