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Convegno dei Centri di Aiuto alla Vita: alleati per Vita e Maternità.
Il messaggio centrale del Convegno CAV appena concluso conferma la vocazione dei volontari prolife italiani da sempre al fianco delle donne e delle mamme.
"Opporsi allo sfruttamento della vita e della maternità a fini commerciali. Lavorare per condizioni di accoglienza per la maternità, per i disabili, per gli anziani. Su questi impegni potremo trovare nuovi e insospettabili alleati." Lo ha detto il presidente del Movim:: ento per la Vita Italiano, On.Gian Luigi Gigli, a chiusura del Convegno dei Centri di Aiuto alla Vita e delle Case di Accoglienza del MpVI, nel 40° anniversario della sua fondazione.Nasce la Federazione MPV CAV del Molise.
Il 20 ottobre è stato un giorno speciale per le associazioni molisane. Le sedi del Movimento per la Vita di Termoli, Isernia, Montenero di Bisaccia e Guglionesi si sono Federate.
L'assemblea Costitutiva si è riunita presso la sede del Movimento per la vita di Termoli ed è stata presieduta da Patrizia Ciaburro, presidente di Federvita Abruzzo, in qualità di delegata del presidente Nazionale G. Gigli. In questo modo si solidifica un lavoro che già da tempo è svolto in rete tra le varie associazioni molisane. Assente purtroppo la sede di Campobasso in quanto la presidente, Anna Maria Bernini Carri pochi giorni fa è mancata ed è stata ricordata da tutti per la sua vita spesa sempre in difesa della vita nascente.La FEDERVITA MOLISE sarà presieduta e coordinata da Rita Colecchia, presidente della sede di Termoli, che entrerà di diritto nel Consiglio Direttivo Nazionale, Vice-presidente Anna Zarlenga Mpv Isernia, segretario Michele D'Anselmo Mpv di Guglionesi e Tesoriere Natalino Finocchio Mpv di Montenero di Bisaccia. Nuovi scenari si aprono per le associazioni mensionate della nostra regione che avranno l'opportunita di relazionarsi con il Movimento per la vita Nazionale in modo ancor più diretto e potranno usufruire di opportunità progettuali che arricchiranno le loro attività.
RC
In viaggio con i braccialetti rossi: dal dolore alla gioia.
Insieme a Daniela scopriamo perché siamo così prolife, così innamorati della vita. Da "Braccialetti rossi" alla domanda di senso: perché a me il dono e il dovere di aiutare ad aprire il cuor?
Viaggia sulla stessa intensità la sigla di queste puntate, dal testo tanto semplice quanto evocativo, dalla musicalità tanto carica eppure quasi silenziosa, tra i pensieri che si fanno avanti. Passo passo si apre una finestra nel tempo, e mentre, magari, stai guidando in una strada di campagna che non finisce più, tra le curve attorcigliate, ti ritrovi dove mai avresti pensato ….
Lotta la storia, per un nuovo sorriso.
Lotta un volontario, per una nuova mamma con in braccio il suo bambino.
Il buio è diverso dal vuoto: hai ragione, caro Niccolò… forse non le conosci le nostre operatrici CAV, ma pensa un po’… loro di questa frase ne hanno fatto filosofia di vita. E ci credono talmente tanto che ogni giorno cercano di squarciare il buio di tutte le mamme che incontrano esattamente provando a far sì che, con un bimbo, venga alla luce. La luce riempie, scalda, accarezza… come potrà farlo una nuova vita, che piccola e fragile, tra le nostre braccia griderà al mondo di esserci. Se quella Vita, quel suono non riempie il vuoto, il silenzio, la disperazione... ditemi voi cosa potrà farlo in migliore.
Io, nel dubbio, vi dico che di vuoti riempiti da gioia profonda, ad oggi, ho avuto la fortuna di vederne parecchi.
La campagna che ho intorno, comunque, sembra non ascoltare i miei pensieri: nel momento in cui penso alla luce, nuvoloni grigi si avvicinano (o sono io che vado verso di loro?). Porteranno vento e pioggia, ancora… questa volta, però, solo fuori di me. Non importa, perché io lo so. Lo so, che l’arcobaleno, prima o poi, splenderà delicato e lucente….nel frattempo sorrido.
Credici, perché puoi…e infondo infondo lo sai anche !
Sono quasi a casa mentre Agliardi canta questo verso e quando me ne rendo conto sul mio volto si distende un sorriso.
Grazie, Niccolò, per il regalo che mi hai fatto, con questo testo e questo ritmo incalzante… e scusami se non ho ricordato neanche per attimo i tuoi (e i miei) amati braccialetti rossi (che ogni domenica mi fanno comprendere l’importanza di avere sempre un pacchetto di fazzoletti a portata di mano).
“Io non ho finito!”
Promuovere la vita nelle parole di Rita.
La testimonianza di Rita Colecchia, Presidente del MPV e del CAV di Termoli, tratta dalla trasmissione “Vivere la Vita” trasmessa il 29 Gennaio 2015 su Molise tv.
Concorso europeo: condivisione e confronto.
Oggi Enrica ci racconta i suoi giorni da vincitrice del Concorso Europeo e la scoperta del volontariato del Movimento per la Vita Italiano.
Enrica Concas (Sardegna)
La strada dell’amore: appuntamento a Macerata.
La strada dell’amore per il tesoro della vita: giovani in movimento…. per la Vita!
Stanchi delle solite giornate monotone? Avete tra i 16 e 35 anni? Avete a cuore il tema della vita?Se la risposta è sì a tutte e tre le domande, fatevi furbi e partecipate con noi al seminario di formAzione e divertimento dedicato proprio alla Vita, alla sua difesa, al suo senso… e perché no, anche al nostro.
Questo seminario, organizzato dai giovani marchigiani del Movimento Per la Vita, che si svolgerà dal 25 al 27 aprile a Macerata, presso la Domus San Giuliano, è un’occasione eccezionale per divertirsi crescendo e guardando in faccia problematiche troppo spesso offuscate e traviate.
In quest’occasione avrete modo di ascoltare conoscere relatori che collaboreranno con noi per fornirvi ottimi spunti di riflessione e formazione: Arturo Buongiovanni, Giovanna Sedda, Andrea Violi, Erika Cherubini e Tony E. Persico… questi sono solo i nomi delle grandi persone che potrete conoscere.
Laboratori e conferenze vi apriranno gli occhi su un mondo talvolta dimenticato, e sul quale, questa volta i giovani marchigiani e non solo, hanno deciso di scommettere. Che altro dirvi, se non invitarvi, in conclusione, ad un esperienza nuova, di cui sicuramente rimarrete stupiti? Ragazzi, marchigiani e delle regioni limitrofe, io e anche lo staff che questi giorni è all’opera per far sì che un sogno come questo si possa avverare, vi aspetto. Ah, mi raccomando: portate con voi del buon umore, un po’ di voglia di mettervi in gioco e l’entusiasmo della vostra età… al resto penseremo noi!
Per maggiori info relative al seminario e all’iscrizione consultate la pagina fb MpV Giovani Marche, lì troverete tutto il necessario.
Giovani prolife.
Road Show :“All’Università di Pescara non c’è spazio per la violenza”
Si tratta del secondo Road Show, dopo quello realizzato dal Movimento Per la Vita in Piazza Salotto domenica 16 Marzo, atto a sensibilizzare sulla tematica della violenza e ad offrire una opportunità concreta alle vittime. Lo slogan che accompagnerà il Road Show , “All’Università di Pescara non c’è spazio per la violenza”, intende sottolineare l’importanza dell’argomento anche nell’ambito accademico, dati i sempre crescenti fenomeni di cronaca che riguardano soprattutto la fascia di età giovanile.
I prossimi appuntamenti per la divulgazione del progetto e di una cultura che contrasti la violenza saranno all’interno degli Istituti superiori e in appositi Seminari di approfondimento. Per ulteriori informazioni, si può contattare il Movimento Per la Vita (Ente attuatore) alla mail: progetto.lspv@gmail.com.
GS
Volontari insieme per crescere.
Si conclude a Roma il progetto di formazione. Una sfida culturale: educare alla vita e alla accoglienza.
La formazione dei volontari dei Centri di Aiuto alla Vita (CAV) è al centro dl Progetto "Insieme per crescere", supportato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che si conclude in questi giorni presso l'Università Cattolica di Roma. L'incontro di oggi e domani chiude un ciclo di seminari sul volontariato prolife dedicati al Centro Italia, due analoghi cicli si concluderanno nel prossimo mese per le regioni del Nord e del Sud del Paese. Nel corso della mattinata la formazione si è concentrata sull'esperienza di ascolto e accoglienza all'interno dei CAV e sul ruolo della comunicazione. In particolare volontri e volontarie hanno simulato i colloqui tra operatore del centro e madre in difficoltà. La simulazione, guidata dalla psicoterapeuta Maria Pia Burrachini, ha permesso di riflettere sugli elementi chiave di un intervento di aiuto efficace.
Il pomeriggio del sabato 15 febbraio ha visto diversi relatori intervenire in una tavola rotonda sull'educazione alla vita e alla sessualità. L'incontro ha esplorato le possibili sinergie tra Centri di Aiuto alla Vita e Centri per l'Insegnamento dei Metodi naturali. Gli intervenuti sono stati Roberto Bennati, Vicepresidente del Movimento per la Vita, e Paola Pellicanò, Presidente del Coordinamento nazionale Metodo Billings. Con loro a confrontarsi sul tema, i presidenti delle federazioni regionali del Movimento per la Vita e gli insegnanti del metodo Billings nel Centro Italia.
Angelo Filardo della FederVita Umbria ha illustrato il format di incontri adottato nella regione che propone il ruolo della diversità come elemento fondante della relazione tra le persone: cioòconsente di affrontare anche la sessualità come dono totale e procreazione. Rita Colecchia, presidente del Movimento Per la Vita di Termoli e insegnante del metodo Billings, sottolinea ľesistenza di una emergenza educativa verso la tematica del linguaggio della sessualitá. Emergenza che inizia ormai in etá precoce, fin dalľ etá delle scuole medie, infatti, i ragazzi hanno i primi rapprti sessuali.
Maria Fanti, insegnante del metodo Billing a Viterbo, rileva la precocitá della problematica, raccontando la sua attivitá formativa anche alle classi del IV anno delle scuole elementari. La formazione deve essere rivolta anche ad altre figure, tra cui i sacerdoti, che devono avere gli strumenti per accompagnare le coppie nel cammino delľamore. Gli ostacoli che si incontrano nella divulgazione di una cultura della conoscenza di sé da parte della donna sono tante. Per l'ing. Bennati: "c'è un modo di pensare che vorrebbe i metodi naturali confinati a un ristretto numero di persone, mentre essi rappresentano una proposta per tutti". La dott.ssa Pellicanò ha sottolineato come: "la dignità della vita e la dignità dell procreazione siano strettamente correlate".
Al termine della tavola rotonda la dott.ssa Maria Luisa di Ubaldo e Leo Pergamo, responsabile naz. Dei giovani, hanno presentato l'aggiornamento del manuale CAV che incorpora l'esperienza degli ultimi vent'anni per rispondere in modo concreto alle nuove esigenze dei volontari. In particolare la Di Ubaldo sottolinea: "la formazione è cruciale, ogni operatore deve essere informato e formato per affrontare e risolvere le nuove sfide, in particolare un ruolo decisivo è affidato ai giovani, la cui presenza nei centri rappresenta una risorsa irrinunciabile". Le conclusioni del progetto Insieme per crescere sono affidate al presidente del Movimento per la Vita Italiano, Carlo Casini, che incontrerà i volontari domenica mattina.
Giovani prolife / GS
Le buone notizie del Movimento.
Zenit.org dedica un prezioso contributo al volontariato per la vita: scopriamolo insieme.
Secondo un pregiudizio diffuso, il movimento per la vita sarebbe costituito da moralisti che sanno solo parlare contro. È vero che il popolo per la vita si oppone a politiche che favoriscono aborto, eutanasia, eugenetica, selezione delle nascite, uteri in affitto…Ma la realtà più profonda del Movimento per la Vita e per la galassia di attività associazioni di cui è riferimento, è l’attività caritativa rivolta in particolare ai nascituri, alle mamme, alle famiglie. Basta leggere Sì alla Vita la rivista che esce ogni mese da trentasei anni per vedere quante buone notizie provengono dal mondo.
Nel numero di Sì alla Vita in distribuzione per esempio tra i tanti articoli di grande interesse e attualità, c’è un servizio sulle buone notizie per la vita, le donne e la famiglia nell’anno 2013, ed in particolare c’è un dossier in cui si riporta delle vite salvate, delle mamme e delle famiglia assistite, dai Centri di Aiuto alla Vita, dalle case di accoglienza e dal progetto Gemma. Pochi lo sanno, ma ...
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Fonte: Zenit / Antonio Gaspari
Diritti delle donne: premio Sakharov a Malala, minacciata di morte dai talebani.
"Attivista coraggiosa per l'istruzione ci ricorda il nostro dovere verso i bambini, in particolare verso le bambine, Malala è una ragazza eroica e il premio Sakharov è stato deciso all'unanimità", ha detto il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz. Il Premio Sakharov 2013 per la libertà di pensiero del Parlamento europeo è stato, così, assegnato a Malala Yousafzai la ragazzina pachistana ferita gravemente un anno fa dai Talebani in un attentato e le sarà consegnato nella sessione plenaria del Parlamento che si terrà a Novembre.
"Malala - ha commentato il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo Joseph Daul - impersona la lotta per l'istruzione delle ragazze in aree in cui il rispetto per le donne e per i loro diritti fondamentali è completamente ignorato. E' un'icona del coraggio per tutte le adolescenti che osano perseguire le loro aspirazioni e che, come una candela, illumina il percorso fuori dall'oscurità"." E' assurdo - ha fatto eco il capogruppo dell'Alleanza dei socialisti e democratici all'Europarlamento, Hannes Swoboda - che oggi donne e ragazze debbano ancora lottare per l'eguaglianza e l'istruzione. Il premio Sakharov simboleggia l'apprezzamento dei suoi sforzi e dovrebbe ricordare a tutti noi che l'eguaglianza ed il diritto all'istruzione non possono essere dati per scontati".
Malala viene resa nota dalla cronaca nell’Ottobre 2012, quando a soli 15 anni viene ferita da un talebano al collo e alla testa, nel bus che la riportava a casa da scuola. E non si è trattato di un incidente o di un azione di bullismo pensata e realizzata nello stesso momento. Il miliziano che la ha colpita ha fermato il bus e chiesto chi fosse proprio lei, Malala. Nessuno ha risposto ma gli sguardi hanno tradito l’identità della ragazza. Malala dava fastidio perché da anni, raccontava come una fatwa impedisse alle bambine e alle ragazze di studiare. Insieme a lei furono ferite due compagne di Malala, ma le condizioni di quest’ultima si mostrarono più serie: fu trasferita nell'ospedale di Peshawar, capoluogo della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, con un elicottero inviato dal premier Raja Pervez Ashraf, ma qui l'equipe medica consigliò di trasferirla in un ospedale all'estero ''per salvarla''. Venne scelto l'ospedale Queen Elizabeth di Birmingham, in Gran Bretagna, dove ha subito una delicata ricostruzione del cranio e dal quale venne dimessa solo l'8 febbraio scorso. A marzo è potuta tornare a scuola, la Edgbaston High School di Birmingham.
Una persona comune avrebbe “imparato la lezione” e avrebbe pensato a tenere cara la propria vita. Ma l’eroicità sta proprio al di fuori delle scelte banali ed egoistiche che uno potrebbe fare. Per questo, Malala ha continuato ed anzi potenziato la sua sensibilizzazione e impegno nei confronti dell’istruzione femminile. Ha scritto le sue memorie per testimoniare la sua vicenda e per essere un coraggioso esempio per tante ragazze che vivono le stesse condizioni in cui ha vissuto lei. Naturalmente, come è logico pensare, i talebani non l’avranno presa bene. La reazione del movimento dei talebani pakistani, il Tehreek-e-Taliban Pakistan è stata dura : “Malala – ha detto all'Afp il portavoce del gruppo, Shahidullah Shahid - non ha fatto nulla per meritare il premio che le hanno assegnato i nemici dell'Islam perché ha abbandonato la religione musulmana ed è diventata laica e proveremo di nuovo ad ucciderla”.
Ma come si riporta spesso in questo blog, la forza delle donne va spesso oltre le minacce e le paure. E con essa la volontà di fare del bene al prossimo. In questo, Malala è un grande esempio per la nostra realtà: come donna e come “volontaria” al servizio di una grande causa.
Giovanna Sedda
Dare è la migliore comunicazione.
Le ragioni del volontariato spiegate in un video virale.
Non mi è mai stata particolarmente simpatica come modalità, perché l’ho sempre considerata un po’ violenta, un po’ invasiva, nel suo non lasciare possibilità di scelta nell’entrarvi in contatto oppure no. Beh, mi sbagliavo o almeno, io personalmente, ho cambiato idea. Da qualche giorno si trova di frequente sui principali social network un video che si intitola “dare è la migliore comunicazione”.
Incuriosita da titolo, e avendo un debole per la formazione sulla comunicazione, ho ceduto alla tentazione di guardare il video, vincendo la mia critica nei confronti delle aziende che usano materiale fortemente emotivo per vendere il proprio prodotto. E la descrizione del video mi dava questa conferma: “Dare è la migliore comunicazione’ è il motto usato per lo spot pubblicitario dell’azienda thailandese di telecomunicazioni True Move H, un capolavoro di bellezza della durata di tre minuti”. Ma mi incuriosiva, allo stesso tempo. Pensavo già alle critiche che gli avrei potuto muovere.
È al minuto 1:52 che ho cambiato idea, quando mi sono accorta di avere gli occhi lucidi. E a riflettere sulla profondità del messaggio. In tre minuti si raccontano trent’anni di vita: un bambino che ruba delle medicine perché la mamma è malata, che viene sgridato dalla padrona del negozio ed aiutato dal proprietario del ristorante affianco che assiste alla scena ed è capace di andare oltre i fatti e indagare sulle ragioni del gesto.
Capisce la necessità, senza troppe parole, anzi senza alcuna parola, basta un gesto del bambino che annuisce alla sua domanda. E, oltre alla medicina gli regala una zuppa di verdure. La vita continua così per il ristoratore che nella sua attività continua a riservare attenzione ai più bisognosi. Una vita che ha a cuore l’altro, quello più in difficoltà. Ma, c’è sempre un ma nelle storie. Il ristoratore si ammala e deve ricorrere a un intervento molto delicato che non si può permettere dal punto di vista economico.
La figlia è disperata. Se non che… non voglio rovinare il finale e qui vi linko il video. http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=nKWnhYxyIPE Anche perché vale la pena di spendere tre minuti della nostra giornata per capire, che la vita va vissuta appieno e che possiamo fare questo solo nel dono all’altro. L’amore per il vicino, la solidarietà, l’attenzione per il bisognoso sono i sentimenti che caratterizzano l’uomo e ne fanno una netta differenza con l’essere vivente. L’uomo in pienezza è fatto per amare, e si ama solo donando un poco di sé agli altri.
La morale non è che facendo bene si avrà qualcosa in cambio, o meglio è così solo nel senso più profondo. Perché la gioia di dare è la più grande ed è il sentirci utili a qualcun altro che ci fa sentire veramente vivi. Ed è questo il dono che ci viene dato in cambio, per ogni volta che ci mettiamo al servizio dell’altro.











