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La poltrona del Papa, un corto delicato sull’adozione.

Cristina Capotondi: l'esordio alla regia è un inno alla vita e alla famiglia.

Il 13 di marzo scorso, come molti di voi sapranno, il mondo ha festeggiato l’anniversario dell’elezione di Papa Francesco. In questo anno insieme, denso di avvenimenti, ce ne sono stati di toccanti, emozionanti. E tanti eventi curiosi. Senza dubbio uno degli episodi più curiosi è stato quando un bambino, incurante delle barriere, è andato da quel signore vestito di bianco che parlava a tutti. 

E che si è fermato per un attimo a parlare con lui. La sua presenza non lo infastidiva: addirittura si è seduto sulla sua poltrona! Molti hanno pensato: ma i genitori dove sono? Quel bambino fa il comodo suo? Tutti però hanno apprezzato il gesto di tenerezza del Papa: la carezza, il lasciarlo fare. Come se fosse stato suo nonno. C’è chi ha pensato di prendere quel gesto di tenerezza, ed esaltarlo con un cortometraggio. 

Cristiana Capotondi, attrice giovane e coi capelli rossi e le lentiggini, che tutti abbiamo apprezzato in “Notte prima degli esami”, ha voluto fare al Papa un regalo. A lui e al movimento Amici dei bambini, che si occupa di assistere le coppie in attesa di adottare. Una storia delicata, girata con un tocco leggero da lei stessa, in qualità di regista. Lo stesso bambino che si è seduto sulla poltrona del Papa recita nel corto. Alcuni passaggi mi hanno molto impressionato. Anzitutto, le scene iniziali, praticamente mute. Solo un gioco di sguardi ci spiega tutta la drammaticità delle donne che scoprono di essere infertili. Ed è in quel momento che entra in scena Papa Francesco, che dalla tv fa riferimento alla figura di Giuseppe, il padre amorevole che prende in mano la situazione. 

Ed il papà mancato della storia a Giuseppe si ispira, e si muove per adottare. Tanto che, quando il bimbo chiede: “chi è quell’uomo vestito di bianco?” La mamma risponde: “Lui è l’uomo che ci ha fatti incontrare”. In pochi minuti una storia di amore, una storia di famiglia. Pulita, semplice. Che ci insegna che far passare bei messaggi è difficile, perché serve una grande arte per non essere stucchevoli o moralisti. Ma quando ci si riesce, è bellissimo.

Giovani prolife / EP

Papa Francesco: l’aborto è un orrore.

Vita, famiglia, giovani, pace, i temi al centro dell’incontro con il diplomatici.


Il Santo Padre ha incontrato gli ambasciatori durante la tradizionale udienza di inizio anno. Francesco ha affidato ai diplomatici il suo appello ai governi perché tutelino la vita e la famiglia sempre più aggredita dalla crisi economica, e sappiano investire sui giovani  “con iniziative adeguate che li aiutino a trovare lavoro e a fondare un focolare domestico”.

Francesco ha ricordato come “il lessico familiare è un lessico di pace”. Una scuola di fraternità minata dall’aumento del “numero delle  famiglie divise e lacerate, non solo per la fragile coscienza del senso di appartenenza che contraddistingue il mondo attuale, ma anche per le condizioni difficili in cui molte di esse sono costrette a vivere, fino  al punto di mancare degli stessi mezzi di sussistenza".

Francesco ha richiamato anche alla difesa dei bambini dalla violenza degli uomini. Il pontefice ha così denunciato l’orrore dei bambini costretti a combattere e quello dei bambini che “non potranno mai vedere la luce, vittime dell'aborto”. Il Papa ha quindi ricordato il dramma del continente africano, facendo particolare riferimento alla situazione della Repubblica Centroafricana, "dove la popolazione soffre a causa delle tensioni che il Paese attraversa e che hanno seminato a più riprese distruzione e morte".

TE

Papa Francesco nella città di Francesco.

L'incontro spirituale tra il Santo e il Papa all'insegna della pace e della vita.


Oggi Papa Francesco sarà nella città di Francesco. Col passare del tempo affiorano i dettagli sulla visita ad Assisi. Scopriamo così che il pontefice pranzerà presso il centro di accoglienza della Caritas insieme ai suoi ospiti abituali. A condividere il giorno di festa con Francesco ci saranno i disoccupati, gli ex carcerati e le ragazze madri. A ben vedere per ciascuno è portatore di una delle tante sfide che questo pontefice ha lanciato alla Chiesa, e a ciascun credente, per dare risposta all’emergenza del lavoro, delle carceri e alla “prima sfida”, quella dell’accoglienza della vita.

Esiste tra i due Francesco una particolare simmetria che possiamo ripercorrere con le parole dello storico Emile Gebhart che indica i caratteri della spiritualità del poverello d’Assisi: “la libertà di spirito, l’amore, la pietà, la serenità gioconda”. Con i dovuti mutamenti anche le vicende storiche sembrano avvicinarsi. Grazie all’apporto del fracescanesimo la religione riuscirà infatti a muoversi liberamente attraverso la metafisica sottile, la teologia raffinata, le inquietudini della casistica, la disciplina e la devozione [1], guadagnando immediatezza e testimonianza. Proprio come il Papa Francesco ci ha abituato a capire in questi mesi di pontificato non tanto con le parole ma con i gesti.

San Francesco è stato tra i primi cantori della maternità e della vita nascente, suo la grande intuizione del presepe che da tanti secoli accompagna la nostra fede nella scoperta e nella meditazione dell’incarnazione (ne abbiamo parlato qui). Come il “suo” santo anche Papa Francesco ha più volte esaltato il valore primario della vita umana invitando a difenderla senza moralismi e con una visione integrale dell’esperienza umana (per esempio in occasione della giornata dell’Evangelium Vitae, leggi qui, oppure parlando ai medici cattolici, leggi qui).

Ci pare significativo allora ricordare che proprio la città di Assisi è stata scelta dai volontari del Movimento per la Vita per il prossimo convegno nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita. Assisi si conferma ancora una volta la città della pace e della vita. Luogo prediletto di testimonianza e impegno cristiano e insieme universale sulla scia dell’invito di Paolo VI “Se vuoi la pace, difendi la vita” [2] che accompagna i giovani prolife.

(Giovani prolife/TE)

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[1] Emile Gebhart, Italie mystique, Parigi, 1906.
[2] Messaggio di Paolo VI per la X Giornata della Pace, 1977.

Francesco: riconoscere il valore della vita dal concepimento.

Il Pontefice incontrando i medici cattolici ha ricordato le parole di Benedetto XVI: Non c’è vero sviluppo senza apertura alla vita.


Qualcuno ha commentato che Francesco non parla di bioetica, al contrario dei suoi precedessori. Un falso mito che il pontefice ha affrontato direttamente nella sua intervista ad Antonio Spadaro e che abbiamo commentato qui. Al contrario forse sono i media che selezionano i passaggi di Francesco a seconda del gusto dei lettori per la bioetica.

Capita così che lo spazio lasciato al discorso del pontefice tenuto in occasione dell’incontro con la federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici sia passato in sordina. Ma nelle parole pronunciate nella sala clementina da Francesco c’è tutta la bioetica della dottrina sociale. Il Papa ha messo in guardia dallo smarrimento della vocazione medica: “Il disorientamento culturale ha intaccato anche quello che sembrava un ambito inattaccabile: il vostro, la medicina! Pur essendo per loro natura al servizio della vita, le professioni sanitarie sono indotte a volte a non rispettare la vita stessa”.

Il papa ha poi ricordato le parole di Benedetto XVI: “Non c’è vero sviluppo senza questa apertura alla vita. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono. L’accoglienza della vita tempra le energie morali e rende capaci di aiuto reciproco (Caritas in Veritate, n. 28)”.

Avviandosi alla conclusione il Pontefice ha poi dato il suo mandato agli operatori sanitari: “siate testimoni e diffusori di questa “cultura della vita”. Il vostro essere cattolici comporta una maggiore responsabilità: anzitutto verso voi stessi, per l’impegno di coerenza con la vocazione cristiana; e poi verso la cultura contemporanea, per contribuire a riconoscere nella vita umana la dimensione trascendente, l’impronta dell’opera creatrice di Dio, fin dal primo istante del suo concepimento”.

Infine, in linea con quanto aveva già chiesto al mondo prolife riunitosi per la Giornata dell’Evangelium Vitae (leggi qui) dello scorso 16 giugno, Francesco ha esortato i presenti e con loro ciascun volontario al servizio della vita: “Il Signore conta anche su di voi per diffondere il vangelo della vita”.
(TE)

Leggi il discorso completo: www.vatican.va

Intervista di Papa Francesco: dalla proposta le conseguenze morali

In molti hanno titolato alla svolta epocale commentando l’interista di Papa Francesco. Ma cosa ha detto il papa sulla bioetica? 


Nell'intervista concessa al direttore de La Civiltà Cattolica, Antonio Spadaro, emergono due gli elementi principali: Francesco da una parte la conferma della dottrina sociale riguardante la biotica, non avevamo dubbi, dall’altra l’invito a una teologia della vita pastorale e non assolutizzata sul fronte dottrinario.

Sul primo punto Francesco non lascia spazio a fraintendimenti: “Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione”. Quanto basta a smontare i titoli sensazionalistici. Sul secondo punto invece occorre meditare seriamente. Il pontefice invita a “trovare un nuovo equilibrio, altrimenti anche l’edificio morale della Chiesa rischia di cadere come un castello di carte, di perdere la freschezza e il profumo del Vangelo”.

Troppo spesso infatti la bioetica è presentata o mascherata come la morale dei no: no a questo, no a quello. Esattamente come accade per la lettura dei comandamenti il rischio è quello di smarrirne il senso, la carica della proposta, ciò che realmente Dio vuole. E quando parliamo di vita sappiamo che “la gloria di Dio è l’uomo vivente” (Ireneo di Lione, Contro le eresie, 4,20,5-7).

Dunque il rischio è quello di presentare la bioetica personalista priva della sua carica propositiva. La dottrina sociale sui temi della vita è parte integrante della proposta evangelica e come tale deve seguirne lo stile: raggiungere l’universalità attraverso l’integralità evitando i particolarismi dell’integralismo. Un stile che Francesco delinea in tre parole: “la proposta evangelica deve essere più semplice, profonda, irradiante. È da questa proposta che poi vengono le conseguenze morali”.

Le parole di Francesco ci riportano alle radici stesse del nostro volontariato. Il nostro è il Movimento Per la Vita, guardate bene, un movimento Per. Questo smentisce ogni sorta di etichetta negativa, prima di qualsiasi  Contro No viene il nostro Per, il nostro Sì alla vita, che è da sempre un Sì alla vita della donna e del bambino insieme, come pure del malato, dell'anziano, del disabile senza discriminazione alcuna.


Parafrasando potremmo dire che anche il nostro volontariato e la nostra proposta deve farsi più semplice, profonda, irradiante. In una parola se il nostro impegno prolife vuole essere autenticamente cristiano e autenticamente universale deve farsi missionario. Cosa vuol dire ce lo spiega Francesco: “L'annuncio di tipo missionario si concentra sull’essenziale, sul necessario, che è anche ciò che appassiona e attira di più, ciò che fa ardere il cuore, come ai discepoli di Emmaus”.

(TE)

Squilla il telefono: "Sono Francesco"

Ancora un’altra telefonata che fa il giro del mondo. Ancora una volta Papa Francesco a portare una parola buona a chi sente il bisogno di essere rassicurato nel proprio cammino di fede, e non solo.È Anna, questa volta, la protagonista della vicenda, che tempo fa invia una lettera al pontefice dove descrive Lui la dura situazione che si è trovata ad affrontare nell’ultimo periodo. 


Dopo non troppo tempo e senza tanto indugio il Papa telefona alla ragazza, quasi come a cercare l’unico modo per avere un contatto che più vicino non si può… e la tranquillizza dicendole: hai fatto la scelta giusta. Ci sono io a sostenerti. La giovane, infatti, alla luce della vicenda confessa ai giornalisti: “Sono una ragazza madre con un divorzio alle spalle, poi mi sono fidanzata con un uomo. Quando a giugno ho scoperto di essere incinta ho saputo la verità: era sposato, aveva un figlio e voleva che abortissi» Una storia comune quella di Anna, ma sempre e ricorrentemente dolorosa. 

Una donna sola, tradita, delusa dalle mille aspettative su un amore naufragato e un bambino in grembo che non manca di portare dubbi su dubbi alla giovane ragazza madre. Con un coraggio ammirevole, però, e con la forza di chi crede che il bene debba comunque vincere sul male, Anna decide di tenere il bimbo, forse maschio forse femmina.... sicuramente vero germoglio d’amore nato da quella che era stata profonda incertezza e frustrazione. 

Al contrario di quel che molti credono infatti, un bimbo concepito in queste situazioni difficili, forse può essere l’unica soluzione per far rimarginare ferite profonde anni e anni di sofferenza. Il suo sorriso, una volta nato, quei suoi occhi persi nel vuoto e quei suoi abbracci pieni di tenerezza, potranno ricordare che la brutta vicenda di cui ci si è trovate protagoniste non è stata solamente uno scherzo del destino… ma forse il tratto di un disegno fatto per noi da Altre mani, un disegno che col tempo capiremo meglio.

 “E’ un dono di Dio” le dice il Papa, rassicurandola anche che non avrà problemi a trovare un padre spirituale che battezzi la creatura una volta nata, “in caso contrario,” le riferisce il pontefice “sappi che ci sono sempre io”. La gioia di Anna è immensa… è una gioia semplice, umile di chi si sente riconciliata con una famiglia, di chi si sente accarezzata da quell’affetto che le permette di dire forte il suo Sì alla Vita. Forse, allora, la morale rimane sempre la stessa. 

Quando anche solo una persona è disposta a prendersi cura di una mamma in difficoltà, a dedicargli un po’ del suo tempo, del suo amore… la Vita ha già cominciato a riservare meraviglia tale da poterla poi accogliere davvero in pienezza. Grazie Papa Francesco, a nome dei tanti volontari per la vita: la Sua è stata una delle lezioni più belle ricevute… la più semplice e al tempo stesso sconvolgente!

Meeting: gettare il fuoco sulla terra

Emergenza Uomo: dal concepimento alla morte naturale

Dignità, Unicità e Preziosità: nelle parole di Papa Francesco l'urgenza di servire l’uomo, andando a cercarlo fin nei meandri sociali, e di restituire "l’uomo a se stesso".


Ieri è ufficialmente iniziato il Meeting 2013 dedicato all'emergenza uomo. Un'edizione dedicata alla questione antropologica che non rimarrà però immune al tema della crisi economica e sociale che attraversa l'Europa e l'Italia. Al contrario ci ricorda come al centro del sistema economico l'emergenza principale sia appunto quella dell'uomo, nella sua integralità.

Un centralità sempre ricordata anche dalla dottrina sociale. Lo ripete ancora una volta Papa Francesco nel suo saluto: "L’uomo è la via della Chiesa [...] perché è la via percorsa da Dio stesso". Il Pontefice ha poi ricordato: "l’urgenza di restituire l’uomo a se stesso, alla sua altissima dignità, all’unicità e preziosità di ogni esistenza umana dal concepimento fino al termine naturale"

Il primo appuntamento è stato con la Santa Messa presieduta dal Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi. Commentando il Vangelo della domenica il Vescovo ha ricordato il primo impulso della salvezza dato dal dono della vita di Gesù nella passione. Un dono che però non lascia indifferenti chi si apre a riceverlo: "La croce è il vero roveto ardente dell’amore più grande, che accetta anche la morte perché ne venga la salvezza di tutti."

Il pastore ha dunque interrogato i giovani, e non solo, partecipanti al Meeting: "Ma qual è la nostra risposta a questo desiderio incandescente di Gesù?". Lambisi ha poi continuato: "Una vita sazia e annoiata, che non genera una testimonianza, non colora una esistenza, non accende una gioia. Ma, d’altra parte, c’è un segno positivo, ed è la sorprendente novità di oggi. Il vento dello Spirito ha ricominciato a soffiare forte e il suo fuoco ha ripreso fiamma".

Dal discernimento occorre poi passare all'azione, che è anzitutto apertura e incontro all'altro: “Andiamo incontro a tutti, senza aspettare che siano gli altri a cercarci!". Ritorniamo così alla missione indicata dalle parole di Papa Francesco: "servire l’uomo andando a cercarlo fin nei meandri sociali e spirituali più nascosti".

I giovani prolife e tutti i volontari del Movimento per la Vita sono pronti ad andare incontro a ogni vita umana, in qualsiasi momento o condizione. Pronti a riconoscerne l'inviolabile dignità e il riflesso del Dio della Vita che ogni vita ha pensato per il suo amore sin dall'eternità.

Francesco: Difendiamo la vita!

Il Pontefice ricorda il ruolo della difesa della vita come opposizione alla cultura dello scarto

La vita umana deve essere sempre difesa, sin dal concepimento: è quanto afferma Papa Francesco in un Messaggio in occasione della Settimana nazionale della famiglia in Brasile. L'incontro è incentrato sul tema "Trasmissione ed educazione delle fede cristiana nella famiglia".

“[...] di fronte alla cultura dello scarto, che relativizza il valore della vita umana – sottolinea Papa Francesco - i genitori sono chiamati a trasmettere ai loro figli la consapevolezza che essa deve essere sempre difesa, sin dal grembo materno, riconoscendovi un dono di Dio e garanzia del futuro dell’umanità, ma anche nella cura degli anziani, specialmente dei nonni, che sono la memoria viva di un popolo e trasmettono la saggezza della vita”.

Cristiane Murray (RADIO VATICANA)  ha chiesto a mons. João Carlos Petrini, vescovo di Camaçari e presidente della Commissione episcopale brasiliana per la vita e la famiglia, come i vescovi del Paese stiano affrontando le problematiche familiari: "La realtà ci costringe ad affrontare questa situazione, cioè: la mamma che lavora fuori di casa, il papà che lavora fuori di casa; quando rientrano, alla sera, hanno mille cose da fare e noi vediamo che le nuove generazioni sono lasciate un po’ da parte per quanto riguarda l’educazione alla fede".

Fonte sito Radio Vaticana: radiovaticana.va

Papa Francesco: Diciamo Si alla Vita

Papa Francesco durante l'omelia per la Giornata dell'Evangelium Vitae.

Papa Francesco invita i cristiani a difendere la vita umana: rifiutare le logiche egoistiche ricordando che  il Dio cristiano è il Dio della Vita e della misericordia.

L’OMELIA. Papa Francesco si appresta ad iniziare l’omelia in occasione della Giornata dell’Evangelium Vitae davanti a al popolo della vita radunato in piazza San Pietro da oltre venti nazioni differenti. Anzitutto il papa si sofferma sull’occasione speciale: “Con questa Eucaristia, nell’Anno della fede, vogliamo ringraziare il Signore per il dono della vita, in tutte le sue manifestazioni; e nello stesso tempo vogliamo annunciare il Vangelo della Vita”. A questo punto Papa Francesco propone come ci ha abituato dall’inizio del suo pontificato alcuni semplici spunti di meditazione: anzitutto il Dio che è Vita, Gesù che dona la vita ed infine la via di Dio che conduce alla vita. 

DIO VIVENTE. Papa Francesco ricorda come l’uomo quando agisce sostituendosi a Dio, diviene uno strumento di morte. Al contrario Dio è l’autore e il promotore della Vita. Il pontefice disegna il ritratto del Dio Vivente: “colui che dona la vita e che indica la via della vita piena. Penso all’inizio del Libro della Genesi: [...] è grazie al suo soffio che l’uomo ha vita ed è il suo soffio che sostiene il cammino della sua esistenza terrena”. Gli stessi comandamenti ricorda ancora Francesco, non sono un elenco di divieti, di ‘no’, essi sono al contrario un “inno al “sì” a Dio, all’Amore, alla vita. Cari amici, la nostra vita è piena solo in Dio, perché solo Lui è il Vivente!” 

L’INCARNAZIONE. Quale la novità cristiana? Sembra rispondere a questa domanda la seconda di riflessione del Papa: “In tutto il Vangelo noi vediamo come Gesù con i gesti e le parole porta la vita di Dio che trasforma.” Il messaggio cristiano si condensa allora nella frase che Francesco invita a ripetere insieme a tutti i fedeli: “Dio, il Vivente, è misericordioso!”. Ma chi ci introduce alla vita di Dio? A questa domanda Francesco risponde lo Spirito Santo e interroga ciascuno: “Siamo aperti noi allo Spirito Santo? Ci lasciamo guidare da Lui? [...] Chi si lascia condurre dallo Spirito Santo è realista, sa misurare e valutare la realtà, ed è anche fecondo: la sua vita genera vita attorno a sé”. 

SI ALLA VITA. Nonostante l’uomo sia figlio di questo Dio Vivente spesso non sceglie il “Vangelo della Vita”, preferendo ideologie e logiche egoistiche: “E’ la costante illusione di voler costruire la città dell’uomo senza Dio, senza la vita e l’amore di Dio. [...] Il risultato è che al Dio Vivente vengono sostituiti idoli umani e passeggeri, che offrono l’ebbrezza di un momento di libertà, ma che alla fine sono portatori di nuove schiavitù e di morte.” Al contrario per recuperare la vera libertà occorre rispondere “sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai delude”.

Guarda il video:
http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&tic=VA_GIZS621D

Il testo integrale: 
http://www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130616_omelia-evangelium-vitae_it.html

Uno per tutti, tutti per “Uno di noi”


Migliaia di persone unite dalla stesso messaggio e dalla volontà di comunicarlo al mondo: “Sì alla vita, sempre e comunque”. È stato questo lo scenario della Mobilitazione Nazionale per “uno di noi” e della Marcia nazionale Per la Vita che si è svolta domenica a Roma, perché la vita è preziosa e va tutelata, fin dal momento del concepimento. 

Tante le adesioni e tanti i messaggi positivi che raccontano la mobilitazione di Roma e delle altre città italiane che a distanza hanno fatto parte di quel popolo della vita così entusiasta e così unito. Un popolo fatto di famiglie, sacerdoti, bambini, vari gruppi religiosi e laici. Numerosi i volti noti, della politica ma non solo, a testimoniare come la vita sia un valore che accomuna partiti, religioni e lingue. 


Particolarmente preziose le storie dei partecipanti, che vengono riportate in un articolo di Zenit: “si parla tanto di morte ma troppo poco di Vita – racconta Simone, 27 anni, arrivato da Siracusa per partecipare alla manifestazione pro life – gli abortisti rivendicano la libertà della donna di abortire ma io ho una concezione diversa della libertà. Per me libertà è la possibilità di scegliere di fare il bene piuttosto che il male soprattutto quando sembra impossibile. Dov’è la libertà dell’essere umano se, di fronte alle situazioni difficili, l’unica soluzione possibile è quella di scappare dalle proprie responsabilità?”. Il bisogno della gente è che siano veicolati messaggi positivi, carichi di speranza, come fa la marcia stessa nel suo universale “Sì alla vita”. 

E come una benedizione che arriva dall’alto, le parole di Papa Francesco che danno nuova forza e nuovo entusiasmo al popolo pro life: “"Saluto i partecipanti alla 'Marcia per la vita' che ha avuto luogo questa mattina a Roma e invito a mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento. A questo proposito, mi piace ricordare anche la raccolta di firme che oggi si tiene in molte parrocchie italiane, al fine di sostenere l’iniziativa europea “Uno di noi”, per garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza”. 

Sì, perché il popolo per la vita si è unito alla marcia anche spiritualmente, dalle diverse parrocchie in cui è proseguito il lavoro comune di tutela della vita, portando avanti la campagna di sensibilizzazione volta a riconoscere "pieno statuto" all’embrione e a dire ’no’ ai finanziamenti per la sperimentazione sugli embrioni umani (http://www.mpv.org/uno_di_noi/). 

Il prossimo appuntamento giunge direttamente dalle parole di Papa Framcesco “un momento speciale per coloro che hanno a cuore la difesa della sacralità della vita umana sarà la “Giornata dell’Evangelium Vitae”, che avrà luogo qui in Vaticano, nel contesto dell’Anno della fede, il 15 e 16 giugno prossimo”. Come si fa a dire di no?

Papa Francesco!


I giovani del Movimento per la Vita italiano 
salutano pieni di gioia Papa Francesco, pronti a iniziare
 un cammino di fratellanza, di amore e di fiducia fra noi!

I giovani del Movimento per la Vita italiano salutano pieni di gioia Papa Francesco, pronti a iniziare un cammino di fratellanza, di amore e di fiducia fra noi!
 
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