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Gli antidoti all'opposto dell'amore




Lo conosciamo bene l’opposto dell’amore. Lo vediamo, lo riconosciamo, lo viviamo ogni giorno. Tutti i volontari al servizio della vita conoscono l’opposto dell’amore. Questo senso di sconfitta che resta quando l’amore se ne va, quando scende come un tramonto sulla superficie dell’umanità.

L’opposto dell’amore toglie la vita, nelle università africane, come nei mercati dell’Asia, come nei viali di Parigi e toglie la vita nel grembo materno e nella malattia. Oggi siamo smarriti. Ma lo smarrimento si ferma con la ricerca di quello cha abbiamo perduto. La ricerca, questa azione primaria della rete scorre sui nostri social. Da Facebook che ci informa dei nostri amici a Parigi, a Twitter dove col passare delle ore si ricompongono le notizie sui dispersi restituendo foto in bianco e nero cariche di desolazione. 

L’opposto dell’amore toglie la vita e allora dalla vita dobbiamo ripartire. Madre Teresa a ragione gridava che “se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me”. Se l’opposto dell’amore non è solo la causa ma l’effetto, l’eredità strisciante nei nostri dialoghi, dobbiamo allora cercare l’antidoto della vita, del rispetto della dignità umana, dell’umanità come famiglia e valore universale. L’opposto dell’amore non si ferma che con l’amore.

"Non sei sola" al CAV di Firenze...



Si inaugurerà il lunedì 26 Maggio la mostra “Non sei sola”, organizzata dal Movit di Firenze con il contributo del DSU Toscana. Le foto, realizzate da due giovani volontarie del CAV di Pontedera, Eleonora Signorini e Stefania Geri, è centrata sul tema dell’accoglienza della maternità, anche in situazioni di difficoltà. L’intento è far conoscere alle madri che vivono una gravidanza difficile, ma anche alla realtà sociale fiorentina in genere, i servizi che i CAV e MPV offrono come alternativa concreta alla tentazione facile ma estremamente dolorosa dell’aborto.

La mostra sarà allestita nei locali della Residenza Universitaria Calamandrei, in Viale Morgagni 51 a Firenze, dal 26 Maggio al 26 Giugno con ingresso gratuito.

Gli scatti presenti in mostra saranno spiegati in occasione dell’inaugurazione, con gli interventi di Giovanni Gori dottore in scienze politiche e Presidente del Movit Firenze Siena, del Prof. Leonardo Bianchi, che parlerà sulla legge regionale “Mamma segreta” e dell Prof. Passaleva, docente emerito di medicina dell'Università di Firenze, già Vice Presidente della Giunta Regionale della Toscana e cofondatore del CAV fiorentino, che illustrerà i servizi che offrono i Centri di Aiuto alla Vita.

L’appuntamento è per lunedì alle ore 18 in Viale Morgagni per l’inaugurazione della mostra.

GS


La difficile scelta per essere...


Scegliere, una parola semplice, eppure così complessa, scegliere cosa bere la mattina, scegliere cosa indossare per andare a lavoro, scegliere, scegliere, scegliere.
Eppure ci sono cose per cui la semplice scelta non basta, non basta scegliere di sì o di no, bisogna esserne sicuri, sicuri di ciò che si sta facendo.
L’aborto è una di queste scelte, abortire significa togliere il diritto alla vita a un qualcuno, che sia maschio o femmina, che sia sano o malato, che sia per o contro il suo bene.
Abortire non è come spingere un pulsante, non è come premere ON ed OFF, abortire significa avere tra le mani il destino di una vita.
I vivi possono decidere i destini degli altri vivi, ma se ciò comportasse qualcosa di più che scegliere se far vivere o meno una persona?
Se ciò, invece, significasse privare una vita di ciò che la rende tale?
Non si pensi di essere egoisti nel tenere in vita una persona, che abbia difetti o meno, solo per motivi personali; La vita è una medaglia, ha sempre due rovesci:
Conosceremmo la gioia, se non conoscessimo il dolore?
Conosceremmo la felicità, se non conoscessimo la tristezza?
Conosceremmo l’amore, se non conoscessimo l’odio?
Detto ciò lascio a voi la scelta, non pensate che un problema possa far diventare la vita di una persona una sofferenza, non pensate che le sue difficoltà non possano essere superate, non siate egoisti, non decidiate a scapito della vita stessa, decidiate per il bene di coloro che non sanno ancora di essere amati.


Absence
E fu la vita, in quest’attimo.
In questa via, in questo calvario.
In questo mondo di paure, di angosce.
Di mille momenti, come di lacrime al vento.
Come di tenebra alla luce, di ombre al sole.
Di lunghi istanti al valico delle ragioni, delle vite.
A quando il fatal sospir chiese.
Quale, qual è la vita.
Nel mare delle nostre ragioni il motivo, affonda.
Nel silenzio dei nostri pianti, si perde il senso, la pura ragione del gesto.

Di quella singola scelta, della vita e del no.

G. A.

Ungheria: l’amore e la vita generano un miracolo


31 anni, in stato di morte cerebrale da tre mesi, 27 settimane di gestazione. Il pensiero immediato è che si tratta di un caso disperato, sul quale non resta che pregare.
Succede a una donna di Decrecen, Ungheria, che era incinta di 15 settimane era in casa quando in seguito ad un ictus ha perso conoscenza. La donna non ha più ripreso conoscenza ed è caduta in coma. Dichiarata clinicamente morta, è stata sottoposta a ventilazione artificiale per mantenere i suoi organi in funzione.
Gli esami cui è stata sottoposta hanno mostrato che il feto non solo era in vita, ma si muoveva attivamente. E così, la vita ha mostrato la sua forza, superiore a quella che gli uomini si aspettano: la donna ha dato alla luce un bimbo sano, con parto cesareo straordinario.
Il bimbo, dopo il parto è stato portato in terapia intensiva ma è sano con tutti gli organi ben sviluppati e con un peso di 1420 grammi.
La forza della vita e la forza dell’amore: la famiglia e i medici hanno deciso di tentare quello che sembrava impossibile e hanno ottenuto il più bel risultato, facendo nascere il bambino.  L’operazione non è stata facile ma, dopo innumerevoli problemi medici il team è riuscito a far sviluppare il feto nel ventre della madre.  A partire dalla 20esima settimana le infermiere hanno iniziato a parlare al feto e a chiamarlo per nome. La famiglia lo visitava regolarmente; il padre e le nonne accarezzavano il ventre della madre e parlavano col bimbo.

L’amore continua, per la vita e oltre la vita: dopo la nascita del piccolo, la famiglia del bambino ha deciso di donare gli organi della madre per aiutare altre persone.

Giovanna Sedda

Commuoversi (e far commuovere) a dieci mesi



Il fluire dell'amore tra madre e figlia. 

Il video della bambina di 10 mesi che si commuove ascoltando il canto della mamma sta facendo il giro del mondo, sorprendendo molti ma, soprattutto, lasciando una sensazione di dolcezza in quanti sono disposti ad andare oltre le immagini e a percepirne il senso profondo.

La commozione non è un evento che fa audience al giorno d’oggi, per lo più viene imputata ai caratteri deboli, a coloro che non riescono a controllare a pieno il fluire delle proprie emozioni.

Eppure la commozione mostra la cosa più semplice del mondo, la bellezza della nostra anima. Commuoversi, ovvero “muoversi insieme” indica una relazionalità tra il soggetto che prova il vortice di emozioni e l’oggetto che lo provoca.

Ma non un oggetto fisico o un semplice atto (nel caso di specie il mero atto del cantare della madre). No, c’è molto altro.

C’è una relazione tra soggetti, c’è il fluire dell’amore, quell’empatia che fa sì che la bambina possa riconoscere in quella voce la stessa voce che interiormente ha detto sì, quell’anima che ha accettato il formarsi nel suo grembo di quella creatura, quel corpo che le ha donato la vita e ,con essa, la capacità di potersi stupire dei suoi simili, sino alle lacrime.

Vedendo questo video il pensiero corre a quella fase della vita in cui il bambino è una presenza assente: la vita prenatale. Mi piace immaginare che la mamma cantasse quella canzone alla sua bimba mentre era nel suo grembo. Mi piace pensare che questa relazione di stupore e amore sia iniziata da subito: perché la vita è accogliere l’inaspettato, è stupirsi dell’avvento del nuovo, è relazionarsi con un bene grande che ci è stato donato.

E allora niente vergogna quando una lacrima riga il nostro viso tra un sorriso e un senso di gratitudine inaspettato: è il Mistero della Vita che penetra nel nostro essere. C’è solo da contemplare la grandezza, la bellezza e l’amore di Chi ha voluto che tutto questo accadesse. Il grazie si trasforma in preghiera.

Guarda il video qui.

Alessia Prosperoso

Gloria, tetraplegica, scopre una grande emozione: diventare mamma.


Riportiamo di seguito una lettera che viene riportata dai principali social network. La scrive Gloria, una ragazza tetraplegica, che ci racconta la sua gioia nell'aspettare e dare alla luce il suo bambino. Una storia che riempie di emozione e di speranza e ci ricorda come la diversità allontana ma l’accoglienza unisce…

"Era il 31 marzo dell’anno scorso quando scoprii di essere incinta (è già passato quasi un anno),sembra ieri quanta emozioni, dopo un aborto e quando abbiamo deciso di riprovarci il mese dopo è avvenuto il miracolo…..la prima eco all’ottava settimana ho potuto vedere il cuoricino del mio amore battere forte….al 4°mese mi dicono che arriva un maschietto…io ero già li a pensare com’era…ero cosi impaziente di vederlo….è stata una bellissima gravidanza senza troppi fastidi, sono andata in vacanza, diciamo che non mi sono risparmiata nulla e ne sono contenta….l’ho vissuta proprio a 360°….che bei ricordi….alla 32°settimana la mia gine mi ha detto che il piccolo poteva nascere prima e di stare un po’ piu attenta x arrivare almeno al 36° settimana, rallento un po’ i ritmi e cerco di fare quello che riesco…. la sera del 29 novembre sento qualche dolorino ma non mi sembravano tanto forti da dover andare in ospedale, vado a letto e a mezzanotte i dolori aumentano ma sopportabili, vado in bagno e si rompono le acque…mi faccio una doccia calda mi preparo e all’una arrivo in ospedale.. in macchina scherzavo e ridevo con mio marito…al primo figlio si è proprio inconscienti ma meglio cosi,non sapere cosa accadrà…quando arrivo mi dice l’ostretrica che sono solo di 1 cm e che comunque devo rimanere in ospedale perche si sono rotte le acque, alle 3 mandano mio marito a casa perchè gli dicono che è troppo presto….dal monitoraggio solo deboli contrazioni…mi mettono in camera con altre due ragazze che hanno già i loro pargoli ma i miei dolori aumentano e vado avanti e indietro dal bagno... arriva l’ostetrica e mi propone di andare nella camera dei monitoraggi e di fare una bella doccia calda, seguo il suo consiglio e ci sto x un’ora, l’acqua calda mi attenua i dolori…arriva alle 6 m i visita e mi dice che sono di 6 cm e che dobbiamo andare in sala parto, alle 6.45 chiamo mio marito, lui era cosi tranquillo che gli avevano detto quando è andato via la sera prima se non partorisce x domani sera si fa l’induzione…(cavoli io pensavo domani sera, sono arrivata all’una di notte…)lui era già x strada quando l’ho chiamato… arriva mi vede che sono già in pieno travaglio…grazie al lui e al suo amore e all’ostretrica(arrivata al cambio delle 7)che è stata veramente molto umana e amorevole, alle 8.38 sento il mio amore piangere…un’emozione indescrivibile… tremavo come una foglia…me l’hanno subito messo sulla pancia, era un batuffolino cosi piccolo…3300kg x 50 cm di puro amore…ancora ora quando ci penso mi viene da piangere….cosi è venuto al mondo il mio Nicholas…oggi ha tre mesi e mi riempie la vita di gioia, il suo sorriso è ossigeno x il mio cuore…l’amore piu’ grande che possa esistere…. Ah dimenticavo è nato lo stesso gg della mia madre e cosi ha fatto un regalo in piu’ anche alla nonna… Grazie amore mio di riempire le nostre giornate…." Gloria

Legge 40 ancora sotto attacco

In nome del popolo, ma contro la sua volontà... C’è un Paese in cui gli esiti referendari sono un dogma quando riguardano i “beni comuni”, ma sono trascurabili quando riguardano la persona. Un Paese dove i giudici decidono in aperto contrasto con quanto deciso dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e dove tali decisioni sono scucite da avvocati di partito e difese da associazioni di partito. Dittatura? No, è il Bel Paese, dove nella serenità popolare continuano gli attacchi alla Legge 40.
Questa volta la bordata arriva dal Tribunale di Milano che ha chiesto alla Corte costituzionale se esiste una questione di legittimità sul divieto di fecondazione eterologa. L’avvocato che assiste i proponenti del ricorso è Marilisa D’Amico, consigliere PD di Milano. “Ormai ricorsi come questo sembrano succedersi a raffica e arrivano in genere da giudici evidentemente molto interessati alla materia”. Il commento di Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita.
I giudici della Corte Europea
per i Diritti dell'Uomo
L’ennesimo ricorso arriva nonostante il pronunciamento della Grande Camera della Corte europea dei Diritti dell’Uomo che ha riaffermato la titolarità dei parlamenti nazionali sulla legislazione a riguardo. Casini ricorda inoltre che “Nel caso italiano la disposizione della legge 40 non solo è stata adottata a grande maggioranza dal Parlamento ma vi è stato anche un successivo referendum nel quale il popolo italiano ha manifestato con una maggioranza schiacciante la volontà di non cambiare la legge. Come se non bastasse la Corte Costituzionale ha già respinto al mittente ricorsi simili a quello in oggetto. Non è quindi chiaro cosa i giudici milanesi pensino di ottenere". 

Vuoi saperne di più...

Io sono, da quando



Il CAV di Legnago ci segnala una iniziativa rivolta ai giovani.
Un concorso chiamato "Io Sono...da Quando" (la vita miracolo o casualità) rivolto ai giovani tra i 15 e i 19 anni. La scadenza è il 20 aprile 2013.
Si partecipa producendo un video della durata di 8 minuti. I video verranno scelti da una commissione di esperti del settore, e il primo classificato verrà proiettato in occasione del musical "IO SONO" il 25 maggio a Legnago.

QUI trovate il link al sito del CAV di Legnago, dove è indicato il regolamento e i contatti necessari.
Che aspettate? Prendete la cinepresa e uscite fuori a riprendere la Vita!!

 
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