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Davide: il mio Quarenghi e la meraviglia della Vita.

Ogni anno per una settimana d'estate, tra il mare ed il cielo, dall'alba al tramonto si accende una stella bellissima : Il Quarenghi. Può sembrare un evento come tanti altri,  ma non è cosi perché nasconde un qualcosa di unico e profondo  da  accorgertene  solamente quando lo vivi. 

Maratea, una località con un bel clima,  un'acqua cristallina, una bella location ed una natura incontaminata che fa' da cornice ad una esperienza che ti porta senza accorgertene, in un'altra dimensione, contrastante dalla realtà spesso triste e grigia del mondo in cui viviamo. Mai avrei pensato che in questo mondo spento dagli egoismi, dalla mancanza di valori autentici, potesse esistere una luce di speranza capace di illuminare, dare colore e sapore ai cuori delle persone che lo vivono.

Se io stia esagerando? Non penso, perchè vi giuro che l'esagerazione a parole non basterebbe per descrivere tutte le emozioni che questo evento trasmette ogni anno, se potessi farei un balletto per comunicarvi la felicità che ho ricevuto. Sono 200 i ragazzi  venuti  da ogni angolo della penisola, per urlare il loro “Nati per vivere” .  Tra questi c'è  chi non poteva fare a meno di ritornare dall'anno precedente, chi è venuto per caso o per sentito dire e chi è venuto con una buona dose di scetticismo.  La cosa sicura è che ognuno di questi è ritornato a casa con qualcosa in piu' nella valigia, una ricchezza da  portare per un lungo periodo della vita. Alcuni sono entrati con un'idea ben precisa ed  usciti  con una nuova, chi era indeciso  è uscito determinato, chi era disinteressato  ha capito l'importanza di intervenire nelle tematiche che sono state trattate anche nella vita di tutti i giorni.

“Nati per vivere”, questo è lo slogan proposto e sono anche le   parole giuste da utilizzare per racchiudere il significato  profondo che ha trasmesso ad ogni persona questo Quarenghi. 2015.
Nati per vivere la vita e  le sue bellezze ,le emozioni e le ricchezze che da ogni uomo possiamo ricevere. E' da qui che nasce la dignità  di vivere di un uomo, perchè oltre che ad avere il  diritto a godere delle bellezze della vita, come abbiamo fatto noi in questa settimana, ogni uomo   rappresenta una ricchezza irriproducibile  per l'umanità, grazie al suo carattere unico. Il piu' grande insegnamento è stato questo.

Sono stati giorni di confronto sulle problematiche relative agli attacchi alla dignità della vita umana come l'aborto e l'eutanasia, tutti problemi che suscitano ad ognuno di noi  notevoli difficoltà nel comprenderne la giustizia o meno. Spesso non ci pronunciamo, rimaniamo indifferenti  perchè siamo influenzati da quella cultura dello scarto, dettata dall'egoismo, dell'indifferenza  che ci chiude  gli occhi verso gli altri. Ma  il miracolo del Quarenghi è che  ci ha fatto aprire gli occhi, esaudendo i dubbi spesso  in una maniera spontanea e naturale, non con lunghi sermoni, ma spontaneamente, con la condivisione di momenti autentici ed unici. Difatti ai  dubbi  qui la risposta è presente. Le soluzioni, per esempio, sono presenti nelle “storie di amore immenso” raccontante da uomini che hanno dedicato la propria vita e messo tutta la propria dedizione per la difesa della vita altrui, sentendosi responsabili della difesa della dignità di ogni individuo, offesa ed oltraggiata. Ma le risposte ai tuoi dubbi  le trovi solamente  lasciandoti andare nella condivisione di momenti autentici  per coglierne il significato profondo  che magari non riuscivi a capire a causa della solitudine collettiva cui è soggetto il nostro mondo, nonostante sia abitato da 7 miliardi di individui.

L'ingrediente che rende speciale l'esperienza del Quarenghi è principalmente uno solo, siamo noi, con il nostro essere se stessi, gettando via le maschera, in nome nell'unicità che ognuno di noi porta e che, come il Quarenghi ha insegnato, è ricchezza per gli altri senza se  e senza ma. Senti, alla fine del Quarenghi, la ricchezza della vita di ogni persona, grazie ai momenti condivisi, alle  emozioni trasmesse, alle loro storie e parole ed il tuo pensiero si sposterà, quasi meccanicamente a quei problemi che limitano la nascita di queste ricchezze per l'umanità, la nascita di una vita.
Se prima eri accecato dalla cultura dell'egoismo e dell'individualismo, sentirai amplificata nel tuo cuore la certezza che gettare un bambino, gettare una vita è un abominio, una perdita di una ricchezza che mai, dico mai, verrà riprodotta, la ricchezza dell'essere di ogni uomo indipendentemente dallo stato fisico o mentale in cui si trova. Capirai che l'uomo non può essere utilizzato come un mezzo perchè ha un fine.

“Storie di un amore immenso” è Peggy (di Heartbeat International) con il suo impegno nel salvare migliaia di vite all'anno nel mondo, penso ad Hamara ed alla sua avventura dall'Africa alla ricerca della vita, oltraggiata e soppressa nel suo paese, penso alla storia di Le Jeune, raccontataci dal Presidente della Fondazione a lui dedicata, Le Méné: uno scienziato che ha combattuto portandosi contro corrente  per la difesa della Vita dei più deboli, arrivando a sacrificare anche la sua carriera.

Ma le “storie di  amore immenso” siamo anche noi perché dalle riflessioni è emerso di quanto amore  siamo capaci di donare. Alla  bellissima proposta di Tony di modellare un oggetto con il pongo, da donare al prossimo sono emersi pensieri nobilissimi dettati solamente dalla nostra profondità, ognuno caratterizzato da un significato diverso e proprio. C'è chi ha fatto un ancora per donare la stabilità nel mare tempestoso  della vita, chi ha fatto un fiore per donare bellezza, chi ha fatto una mano nel significato di donare se stessi. Sono questi i momenti autentici, i momenti semplici ma profondi di cui parlavo prima che  arricchiscono e lasciano il segno.

Ragazzi provenienti  dal Nord come dal profondo Sud della Penisola, a rappresentare che l'Italia, nonostante tutto e tutti, è unita per la battaglia della vita, per combattere chi vuole rendere il mondo grigio, senza colori né sapore. Dopo le emozioni che sono nate da questa esperienza, la voglia di colorare e dare sapore al mondo con  emozioni vere è presente ed è forte. Le rivoluzioni le fanno i figli e il MPV, le organizzazioni PRO-LIFE e noi, nonostante rappresentiamo una minoranza, siamo una scintilla nelle tenebre che può trasformarsi in un fuoco grandissimo capace di divampare, alimentato con il vento “dell'amore immenso” che ognuno di noi possiede.. Il Quarenghi è un'emozione, una speranza che ci da' forza e che  insegna che possono distruggere un fiore, ma non  impedire alla primavera di fiorire.
Quarenghi ti ringrazio di avermi stupito...

Davide

Seminario Quarenghi: il posto del Cuore.

Inizia con questo post il racconto del Quarenghi 2015. Dopo la comunicazione istituzionale, che vi ha raccontato il Seminario in maniera il più possibile oggettiva, ecco a voi le parole dei ragazzi. Parole che cercano di delineare sentimenti e che lasciano emozioni in chi il Quarenghi l'ha vissuto e in chi, proprio attraverso le parole di questi giovani, le vivrà. Buon viaggio tra i giovani prolife!

Il Quarenghi... E pensare che all'inizio la mia intenzione era di non andarci. Il fatto di non conoscere nessuno; il fatto di non sapere minimamente cosa fosse e di cosa si parlasse in quel "seminario". 
Ecco. Stavo per fare l'errore più grande della mia vita. Il Quarenghi è vita, allegria, gioia. Un'insieme di emozioni che riempiono il cuore e ti fanno stare bene. Le tematiche sono state fantastiche ma soprattutto le persone. Anzi. Gli Amici. Persone davvero stupende. Con un Cuore, con la C maiuscola.

Non credo di aver mai conosciuto persone così diverse tra loro, magari con dialetti diversi (bellissimi), ma così unite dallo stesso desiderio di vivere e rispettare la vita fin dall'inizio.
Non credo che dimenticherò mai questa esperienza fantastica. Ho imparato, mi sono divertito. 
Il Quarenghi... solo storie d'amore immenso.

Nicola, Perugia.

Formare sé stessi: un esercizio di amore



Terza e quarta giornata del Quarenghi dedicate al relax e alla scoperta dell’altro e del volontariato prolife.
Il mercoledì è dedicato alla visita alla città di Paestum, con visita ai templi. Si tratta di un’importante occasione di crescita culturale ma anche relazionale: già sul pullman verso la città partenopea, le relazioni iniziano a diventare più profonde. Gli sguardi diventano più complici, si inizia a comunicare sé stessi altro. In serata la comunicazione diventa spirituale con la preghiera ecumenica di Taizè, un importante e toccante momento di raccoglimento e di meditazione.
Il giovedì si apre con un’esperienza laboratoriale. Il responsabile giovani, Tony Persico, guida i ragazzi alla conoscenza del volontariato attraverso l’utilizzo del das. I ragazzi si trovano a modellare il das, similitudine di sé stessi, in virtù dell’altro che ci sta accanto e in particolare in relazione alla donna che affronta una gravidanza difficile. In maniera “virtuale” i ragazzi sperimentano cosa significa smussare gli angoli, plasmare sé stessi in virtù degli altri, da materia informe fino ad arrivare al ferro di cavallo, che accoglie in un abbraccio e a culla che accoglie, protegge ma lascia autonomia.
La mattinata prosegue con la testimonianza dell’Equipe giovani del Movimento Per la Vita, organizzatori dell’evento Quarenghi. Ognuno porta la testimonianza del proprio servizio nelle diverse realtà regionali all’interno dei Centri di Aiuto alla Vita, delle Case di Accoglienza, dei Movimenti Per la Vita. I ragazzi hanno poi spazio per fare delle domande ai giovani dell’Equipe e lo fanno con l’entusiasmo che caratterizza la loro età.

Emozione e protagonismo le due parole che caratterizzano queste giornate, nell’attesa della formazione vera e propria che riprende domani con l’intervento di Arturo Bongiovanni e con la testimonianza di un ragazzo rifugiato che racconterà ai ragazzi la sua partenza, il viaggio e l’arrivo in Italia. Perché l’accoglienza diventi uno stile di vita e non una riflessione teorica, distaccata dalla quotidianità.

Idee per un post Quarenghi



Il periodo successivo al Quarenghi è sempre stato usato come un periodo di riflessione, per registrare i buoni risultati e per capire come migliorare le cose andate meno bene.

La prima riflessione deriva dai luoghi in cui il Life Happening si è svolto: il Polo universitario di Novoli e il monastero benedettino di S.Marta. Abbiamo scelto S.Marta, il posto in cui 40 anni fa fu fondato il primo Cav d’Italia, perché volevamo che i partecipanti respirassero il “clima” di quegli amici fiorentini che dettero il primo impulso alla nostra esperienza. È importante che l’Equipe giovani capisca di far parte di una storia di amicizia oltre che di un impegno pro vita.

L’altro luogo scelto è il Polo universitario di Novoli, in cui si è svolta la conferenza "Obiezione di coscienza, nulla da obiettare?", questo ci indica il nostro dovere di prendere sul serio l’essere studenti, come ricordato da S.E. Mons.Mario Meini e la prof.ssa Assuntina Morresi, dobbiamo essere, prima di tutto, validi studenti per ottenere quella formazione personale che ci farà essere dei professionisti apprezzati. Non siamo “collezionisti” di attestati di partecipazione ad eventi pro life, ma siamo persone che vogliono formarsi.

Grazie al concorso scolastico europeo e a professori sensibili alle nostre tematiche, i nostri gruppi giovani locali possono entrare nelle scuole secondarie per dare input di bioetica a studenti liceali. Dal confronto con i ragazzi ci accorgiamo di quanto questo scambio sia importante, il Mpv non può delegare questa responsabilità di formazione.
Ma accanto a questo impegno consolidato, è necessario riscoprire il lavoro dei Movit, gruppi universitari del Mpv, e valutare l’opportunità di fondarne altri, dato che, attualmente, ne esistono 3 in tutta Italia. Perché fondare altri Movit? Per calare ciò in cui crediamo nel nostro presente di studenti e provare ad avvicinare ai nostri valori giovani di altri ambienti. L' Università è il luogo dell'alta formazione, sede primaria della ricerca scientifica, dove tutte le idee si dovrebbero confrontare senza nessun pregiudizio, ecco perché è qui che dovremmo essere più presenti! Purtroppo in passato, e per nostra responsabilità e per diffidenza di alcuni docenti, non siamo stati capaci di far sentire le nostre idee in questo luogo. I Movit cercano di smuovere l’inerzia e devono diventare “ruote motrici” del cambiamento culturale; per farlo devono essere fondati nelle città universitarie, hanno senso solo se sono realmente collegati agli atenei, se offrono formazione nelle università e per gli studenti universitari, cercando di coinvolgere docenti, dottorandi e altri gruppi studenteschi. L’obiettivo è riflettere scientificamente sulle grandi sfide della bioetica e non occuparsi di rappresentanza studentesca. Il desiderio di potenziare i Movit non dovrà essere a discapito dei gruppi giovanili locali che continueranno a formare giovani fra 18 e 35 anni (liceali, neolaureati e coloro che hanno deciso di non intraprendere percorsi universitari) e a collaborare coi cav e i mpv locali. Insomma fondare altri Movit non è una svolta elitaria; siano consapevoli che il nostro gruppo giovani debba essere lievito per il popolo della Vita e non per una giovane élite.

Marco Alimenti

breve storia di un viaggio intenso



Pubblichiamo un articolo di una partecipante del Molise al XXI Quarenghi di quest'anno, svoltosi a  Scalea (Calabria) dal 27 luglio al 3 agosto. 

Sto lasciando una terra fantastica, la Calabria, con la sua splendida Scalea, lo sfondo perfetto per una di quelle manifestazioni in grado di lasciare un segno nel cuore di tutti; ma è stato il seminario “Quarenghi” con i suoi giovani (e non) il vero protagonista di queste giornate, un’esperienza unica che è riuscita ad aggiungere a quest’estate una luce inaspettata. 

Una settimana fa partivo con una valigia stracolma, ebbene oggi torno a casa non solo con la valigia più piena di prima, ma con un bagaglio in più, anche lui pieno zeppo, ma non di vestiti o souvenir, un bagaglio sul quale non devi sederti per riuscirlo a chiudere, un bagaglio immenso che riesce a contenere tutto… ogni singolo sorriso, regalato o ricevuto, ogni emozione, ogni nuova amicizia, ogni giornata passata insieme. 

Ecco. il “Quarenghi” mi lascia questo fantastico tesoro da custodire nel mio cuore, ricordi ed esperienze da cui attingere in momenti in cui le certezze vengono meno e il mondo fa finta di dimenticarti. Con l’aiuto di persone speciali sono riuscita a rispolverare vecchi pensieri, formarne di nuovi e rendere più salde convinzioni troppo strane per questo mondo che non smette di correre la sua folle corsa. 

Ho capito quanto sia importante proteggere un sogno, l’immenso coraggio che il verbo “Amare” racchiude, la bellezza nascosta dell’ “Ascoltare” ed il diritto che ha «una goccia di vita scappata dal nulla di rotolarsi vittoriosa nel Sole». 
Tra conferenze, testimonianze, giochi, gruppi di lavoro e giornate passate insieme, il tempo è volato!! Tanti i temi affrontati, piccole finestre che ci permettono di intravvedere uno spiraglio di luce ai giorni nostri. 

Mi sento viva e pronta per affrontare con il sorriso la vita che mi aspetta. 

GRAZIE!! 

Ilenia Ciccotelli



Seminario Quarenghi: bioetica per i giovani.

Torna l’appuntamento annuale aperto a tutti i giovani, con lo scopo di scoprire, approfondire, dibattere, cantare e testimoniare la cultura della vita. 

L’iniziativa ospitata quest’anno dalla regione Calabria si svolgerà a Scalea, in provincia di Cosenza, dal 27 luglio al 3 agosto 2014. La 31° edizione, dedicata al tema della famiglia come elemento irrinunciabile di promozione e difesa della vita, sarà l’occasione per conoscere da vicino le attività del Movimento per la Vita italiano. Come ogni anno la settimana sarà piena di incontri con esponenti del mondo scientifico e della cultura, di testimonianze preziose “raccolte sul campo”, oltre che di laboratori per mettersi alla prova, condividere e progettare insieme. Un modo tutto speciale di impegnarsi al servizio degli altri fondato sulla difesa dei più indifesi: la madre in difficoltà, il bambino concepito, il malato rifiutato. Tutte persone che sempre più sono viste dalla società come “scarti” anziché con il desiderio dell’accoglienza.

Particolare attenzione sarà dedicata all’ideologia del gender che pretende di annullare la famiglia naturale per sostituirla con un modello relativizzato. Un dibattito che si fa sempre più concreto ella vita quotidiana dei giovani trasformando le istituzioni in terreno di scontro mettendo a repentaglio la normale associazione educativa tra scuola e famiglia. Vogliamo al contrario riscoprire insieme la bellezza della famiglia, della dimensione relazionale e procreativa, ricordando le parole di Madre Teresa: ognuno di noi è al mondo “per amare ed essere amato”. Il seminario Quarenghi rappresenta insieme un momento di formazione e anche una proposta di impegno: ogni anno l’incontro dei giovani ha portato frutti di speranza. Nelle città che hanno ospitato il seminario sono nati Centri di Aiuto alla Vita, iniziative di sostegno alle mamme in difficoltà, gruppi universitari impegnati nel mondo accademico. Senza contare i numerosi gesti di impegno quotidiano che hanno fatto la differenza nella vita di tante mamme e anche dei loro bambini.

La recente festa per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II ci ricorda come promozione della famiglia e difesa della vita rappresentano un binomio inscindibile. Per Papa Roncalli la famiglia « è e deve essere considerata il nucleo naturale ed essenziale della società». Giovanni Paolo II, nella enciclica Evangelium Vitae sottolinea, come  «La famiglia è chiamata in causa nell'intero arco di esistenza dei suoi membri, dalla nascita alla morte. Essa è veramente “il santuario della vita, il luogo in cui la vita, dono di Dio, può essere adeguatamente accolta e protetta contro i molteplici attacchi a cui è esposta, e può svilupparsi secondo le esigenze di un'autentica crescita umana”. Per questo, determinante e insostituibile è il ruolo della famiglia nel costruire la cultura della vita» (EV92).

Info e aggiornamenti:
http://seminarioquarenghi.blogspot.it

Da Maratea al cuore della vita


Un percorso dal concorso europeo al seminario Quarenghi: la speranza di cambiare il mondo 


“L’Europa di domani è nelle vostre mani. Siate degni di questo compito. Voi lavorate per restituire all’Europa la sua vera dignità: quella di essere luogo dove la persona, ogni persona è accolta nella sua incomparabile dignità” (Giovanni Paolo II, 23 novembre 1986. Convegno sul diritto alla vita e l’Europa).
Volevo iniziare questa riflessione su ciò che è stato per me il "Quarenghi" con questo bellissimo messaggio che papa Giovanni Paolo II ha lanciato ai giovani, coloro i quali devono portare in alto la bandiera della Vita, la cultura della Pace. 

Il 30° Life Happening "Vittoria Quarenghi" è innanzitutto un modo per ricordare, e, aggiungerei, non dimenticare mai, l'impegno profuso nel difendere la vita dalla prima segretaria del MpVI, Vittoria Quarenghi, ma contemporaneamente dei giorni stupendi condivisi insieme ad un vero e proprio "popolo della vita", dei giovani favolosi con cui ognuno ha avuto la possibilità di confrontarsi, discutere e formarsi sui temi cari alla vita. 

Questa esperienza è stata davvero un dono importante per tutti quelli che l'hanno vissuta con il cuore. Ha lasciato ad ognuno qualcosa di grande, qualcosa in più rispetto a quanto si era appena arrivati. 

Il tema del seminario "Uno di Noi - Se vuoi la pace, difendi la vita" mi fa riflettere sul bisogno di un vero e proprio "risveglio delle coscienze". Perché proteggere l'embrione deve essere un obiettivo condivisibile da tutti, anche da chi non crede (nel cristianesimo, nel cattolicesimo), obiettivo comune di tutto il "popolo della Vita" per portare la persona umana nel cuore dell'Europa. 
Ma anche per portare il diritto alla vita al cuore dell' Europa, per dar voce a chi voce ancora non ha, per tutelare però colui il quale i diritti ce li ha: il bambino concepito ma non ancora nato. 

Ho conosciuto nuovi amici, che scrivono e scriveranno la storia di questo mondo. Ragazzi e ragazze gioiosi e speranzosi di cambiare un mondo che è segnato dalle guerre, per far trionfare la pace, per mobilitare la nostra Europa. E' questa un'ardua sfida, eppure "Io ci sto". E tu? 

Per salutarvi, vorrei condividere con noi una poesia di Madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace nel 1979 e proclamata beata il 19 ottobre 2003 da Papa Giovanni Paolo II, "Ama la vita così com'è". 
Grazie a tutti di vero cuore! 

Ama la vita così com’è
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

(Madre Teresa Di Calcutta)

Umberto M. Pandolfi 

Al Quarenghi, la persona umana è via per la pace



I ragazzi del Movimento Per la Vita che si trovano in Basilicata per partecipare al Seminario Quarenghi, hanno vissuto un momento di svago- grazie all’impegno del sindaco di Maratea, il Rag. Mario DI Trani- visitando il centro storico della bellissima città che li accoglie. Più di cinquanta giovani che, lasciato per un pomeriggio l’Hotel Villa del Mare ad Acquafredda di Maratea dove svolgono la formazione, hanno invaso le vie del paese, curiosi di conoscerne la storia ed i monumenti. Perché, in quello che i ragazzi chiamano familiarmente “il Quarenghi” si vivono momenti di formazione e approfondimento e momenti di crescita culturale e umana, come è stata la gita di ieri pomeriggio.

Le attività di formazione sono riprese in mattinata con una bellissima relazione del Dott. Giuseppe Anzani, magistrato, editorialista di Avvenire e poeta, nonché vicepresidente del Movimento Per la Vita Italiano. Anzani, con una relazione intitolata “ La persona umana, via per la pace”, ha commosso i duecento giovani presenti in sala parlando loro della bellezza del cosmo e dell’essere umano che si trova in esso. “ La bellezza viene da sempre collegata al concetto dell’essere” -ha spiegato Anzani, aggiungendo che “il conflitto è una contrapposizione tra persone.

Al cuore del problema della guerra ci sono sempre grosse dimenticanze o mistificazioni sul concetto di persona, che da essere umano diventa nemico. In questo modo l’altro viene denigrato e, da questo non riconoscimento dell’altro come altro io nascono i conflitti”. Anzani ha invitato i ragazzi a un doppio esercizio: di immersione nella bellezza e di lettura non distaccata da ciò che vediamo. Solo così possiamo riconoscere l’altro come “altro io”, affermare realmente il concetto di uguaglianza e costruire la pace. “Fai la pace con la vita e metterai vita dentro il sogno della pace” è il motto che Anzani ha regalato ai ragazzi, chiedendogli di farlo proprio.

Particolarmente gradito dai ragazzi è stato anche l’intervento del giornalista e conduttore televisivo, Rosario Carello, che ha parlato di “Comunicare la vita, costruire la pace”. Carello ha sottolineato la scarsa presenza delle tematiche dell’inizio vita e in generale delle tematiche legate in qualche modo alla bioetica in tutti i sistemi mediatici. Esiste una sorta di censura dei mezzi di informazione, sia nell’informazione che nella narrazione e quindi nella fiction. Stesso discorso per il cinema.

Discorso opposto per la pace che viene trasmessa e strumentalizzata in diversi modi, ma mai legata alla difesa della vita. Carello ha invitato i giovani ad essere protagonisti della società e della realtà mediatica, partendo dagli strumenti che si hanno a disposizione, in primis Internet e i blog che permettono ai giovani di esprimersi in prima persona e di condivider e opinioni anche su tematiche importanti.

Maratea aspetta il Quarenghi a braccia aperte


Si è svolta a Maratea, presso Villa Tarantini, la conferenza stampa di presentazione della 30° edizione del seminario V. Quarenghi, organizzata dal Movimento Per la Vita con il patrocinio del Comune di Maratea, della diocesi di Tursi-Lagonegro e del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile della CEI. 

L’edizione di quest’anno, intitolata “Uno di noi- Se vuoi la pace, difendi la vita” si svolgerà presso il Centro Congressi Hotel Villa del Mare, ad Acquafredda di Maratea, dal 28 Luglio al 4 Agosto. Parteciperanno alla settimana di vacanza e formazione sui temi della bioetica e del volontariato per la vita circa 200 giovani provenienti da tutta Italia.

La Conferenza è stata aperta dal sindaco di Maratea, Rag. Mario Di Trani che ha sottolineato il sostegno dell’amministrazione a questa iniziativa e l’importanza dell’evento per il territorio. Don Antonio Zaccara, ha poi portato i saluti di Don Adelmo Iacovino, responsabile dell’Ufficio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Tursi-Lagonegro, e ha messo in risalto la continuità del Seminario Quarenghi con la Giornata Mondiale della Gioventù, che a Maratea vedrà un momento importante –seppur a distanza da Rio- ai piedi del Cristo Redentore. Ha salutato con entusiasmo l’iniziativa anche la direttrice del Centro Congressi, Mariangela De Biase, che si è detta lieta di ospitare i ragazzi e di partecipare alla realizzazione del Life Happening.

Il programma della settimana è stato presentato dal Dott. Giuseppe Grande, membro della Giunta esecutiva del Movimento Per la Vita Italiano, che ha ricordato l’intervento al Quarenghi di tanti nomi illustri tra cui Mons. Mupendawatu, il giornalista e conduttore Dott. Rosario Carello e l’On. Carlo Casini. A testimoniare l’impegno dei giovani nel volontariato per la vita, il Responsabile Giovani Dott. Tony Persico, che ha ricordato l’iniziativa europea “Uno di noi” a cui anche il Life Happening è dedicato.

L’appuntamento è per tutti per domenica 28 Luglio con l’inaugurazione dell’evento. Quotidianamente sarà pubblicato il resoconto dei diversi interventi sul sito dei giovani del Movimento Per la Vita: www.giovaniprolife.org.
il servizio tv sulla conferenza stampa:
https://docs.google.com/file/d/0B8SlphrSDN8bZHJHeFVIMFV5aTg/edit

Prolife: è gioco di squadra!


Se le battaglie della vita sono le partite, il Quarenghi è un valido momento di allenamento. Metafora un po' estremizzata, forse...

Ma si..il Quarenghi è un allenamento fatto di mister e compagni con cui ti alleni e prepari, ti forma su diverse tematiche che non ne sentiresti parlare in giro, crea gruppo come deve essere ogni squadra e sopratutto è momento di crescita personale condividendo con altri le esperienze di vita.
Non è utopia! L'ho vissuto io proprio l'anno scorso in una settimana, immaginando fossero dei giorni impegnativi e pallosi..ma mi sono accorto che erravo nei miei pregiudizi..e devo dire, che se uno pensasse la stessa cosa che credevo io, non lo giudico...però gli voglio dire di rischiare, di tuffarsi senza pensarci troppo, come è buona cosa fare molte volte nella vita.
La settimana purtroppo finisce senza accorgersi e il problema non è andare a casa dal luogo di mare, ma salutare quella famiglia nuova e grandiosa che solo l'mpv può dare.
grazie ad ognuno dei partecipanti dell'anno scorso!

Seminario Quarenghi: Uno di noi

“Uno di noi- se vuoi la pace difendi la vita” è il titolo della trentesima edizione del Life Happening per giovani e giovani famiglie organizzato dai giovani del Movimento Per la Vita Italiano, che si terrà ad Acquafredda di Maratea (PZ), presso il Centro Congressi dell’Hotel Villa del Mare, dal 28 luglio al 4 agosto. 

Un modo divertente per diventare cittadini attivi della società. Il Life happening, dedicato alla memoria di Vittoria Quarenghi, prima segretaria del Movimento per la Vita Italiano, riunisce ogni anno più di 200 giovani e tante giovani famiglie provenienti da tutta Italia che hanno voglia di condividere una settimana di vacanza e di approfondimento sulle principali questioni della bioetica e che si interrogano sull’importanza del volontariato e della tutela dei diritti umani. Formazione ma anche amicizia, condivisione e vacanza costituiscono lo “stile Quarenghi”.

Appuntamento consueto ma sempre nuovo, arricchito ogni anno da riflessioni specifiche e da relatori di grande spessore. Quest’anno, i ragazzi saranno accompagnati nel loro percorso di formazione dalle parole di Rosario Carello, giornalista e conduttore di Rai 1 e da Mons. Jean M. M. Mupendawatu, che parlerà della tutela della vita e della pace nella realtà africana. Uno sguardo aperto al mondo intero, anche attraverso i collegamenti video con la Giornata Mondiale della Gioventù, a cui i ragazzi parteciperanno a distanza. Non manca neanche l’appoggio e la presenza della comunità locale, soprattutto nella presenza di S.E. Mons. Francesco Nolè, Arcivescovo di Tursi-Lagonegro, che celebrerà la messa a conclusione della settimana. L’evento ha infatti avuto il patrocinio della Diocesi di Tursi-Lagonegro e del Comune di Maratea. 

Il titolo del Quarenghi 2013 ha un duplice intento: da una parte vuole continuare ad affermare che il bambino concepito è “Uno di noi”, riprendendo le parole dell’iniziativa europea che il Movimento Per la Vita Italiano sta portando avanti in questi mesi (http://www.oneofus.eu/), dall’altra vuole sottolineare l’interdipendenza che esiste tra la tutela della vita umana e la realizzazione della pace. Pace e vita, le due parole chiave che si ritrovano nell’ammonimento di Papa Paolo VI “Se vuoi la pace, difendi la vita”. Infatti, solo tutelando ciò che di più caro abbiamo, solo credendo che ogni vita è bella e degna di essere vissuta, con qualsiasi caratteristica e in ogni condizione, saremo capaci di accogliere l’altro e di amarlo. Ed è questo il vero e saldo fondamento della pace e il compito che spetterà ai giovani.

Aperivita Firenze

Appuntamento venerdì al James Joyce Pub per la volata finale delle attività di quest'anno del Movit fiorentino.

Anche quest'anno il Movit fiorentino conclude l'annata rilanciandosi.
Lo faremo al James Joyce pub (lungarno Benvenuto Cellini). La serata si preannuncia calda al punto giusto: non troppo né troppo poco.
Avremo infatti modo di parlare delle attività svolte quest'anno (un numero veramente impressionante) e di programmare l'ultima tirata: la partecipazione al Bando per le attività culturali dei gruppi universitari che ogni anno l'azienda per il diritto allo studio della regione organizza.
Parleremo anche di Uno di Noi e del Seminario Quarenghi che è veramente alle porte.
Se quindi passate dalle parti di Firenze, non dimenticate: venerdì 21 giugno, ore 19, James Joyce pub!

E se  volete "segnarvi", eccovi qui il link all'evento facebook! Vi aspettiamo allora! 




Tutti insieme al Seminario Quarenghi 2013


Il Life Happening estivo dei giovani del MpV, intitolato alla memoria di Vittoria Quarenghi, prima segretaria del MPV Italiano, è una settimana nella quale oltre 200 giovani provenienti da tutte le regioni d’Italia si ritroveranno insieme per confrontarsi, discutere e formarsi, con relatori di alto prestigio, sui temi inerenti la difesa della vita umana. Sarà una settimana di formazione, confronto, condivisione e vacanza. Nel corso della settimana è inoltre inserita una

Seminario invernale Quarenghi

Il Quarenghi è appena trascorso, e logicamente non si può non ripensare alle sensazioni, ai paesaggi, alle persone che in questi 5 giorni hanno letteralmente inondato il cuore di ognuno.


Il primo giorno dopo l’arrivo, abbiamo avuto la fortuna di visitare il complesso della Sacra di S. Michele; sì, avete capito bene, Sacra e non Sagra (anche se con quel vento gelido un bel bicchiere di vin brûlé sarebbe stato l’ideale). Un luogo da favola, quasi tolkieniano: conoscerne la storia, le difficoltà e il tempo che ci sono voluti nel costruirlo, portano ad una riflessione:
qualsiasi difficoltà può essere affrontata se l'impresa e il fine sono buoni.

Tornati a Susa ha avuto luogo il primo incontro del Quarenghi, tenuto dal dottor Fracchia (ogni riferimento a personaggi filmici è vietato) oncologo, che ci ha guidati in una riflessione sul ruolo che il medico deve avere e sul valore 
dello sguardo delmalato e per il malato. 
Lo stesso sguardo che ognuno di noi dovrebbe avere verso gli altri.


La sera si è tenuta, nella sala incontri, la tavola rotonda aperta al pubblico, che ha visto riuniti il presidente del Movimento per la Vita Italiano Carlo Casini, il vicario del vescovo di Susa, il sindaco di Susa, il dottor Fracchia e come moderatore Fabio Tanzilli, presidente del Cav di Ulzio (il Cav più alto d'Italia, a ben 1.100 metri). Particolarmente toccante e intima la lettera che il sindaco ha voluto leggere a noi giovani, di un suo congiunto mancato proprio il giorno prima a causa di una lunga e dolorosa malattia. In questa lettera si manifestava un forte e chiaro sì alla Vita nonostante la sofferenza, vista come un mezzo di miglioramento e di preparazione alla vita dopo la morte. 
Un porta spalancata nell'intimo dell'animo umano,
in uno dei momenti più importanti della vita.


La seconda riunione è stata una "relazione di coppia", vale a dire di due coniugi, Lorella e Mario Campanella, che ci hanno parlato di come una concezione dell'amore più completa e meditata sia la più confacente a livello di dignità umana che ognuno di noi auspica. 


Non poteva mancare un cenone di capodanno ricco e ricercato, curato dal nostro Leo, che quella sera ha coordinato anche il cuoco. Se vi diciamo che solo gli antipasti erano di cinque tipi, potete capire di cosa stiamo parlando..


 

Insomma... Non siamo andati a dormire proprio presto, ecco...


L'ultima relazione è stata fatta dai nostri cari amici Claudio e sua moglie Emmanuela. 
La loro storia d'amore è stata veramente affascinante, per come hanno deciso di reagire alla tendenza comune ed impostare il loro rapporto sul rispetto dell'altro: e i risultati sono arrivati eccome... 
come si vede dalla foto, uno dei risultati è lì in mezzo a loro!


Sera del primo dell'anno: Torino, Messa al santuario della Consolata...

...e visita, successivamente, all'oratorio del Valdocco, cioè l'originario oratorio salesiano fondato da Don Bosco. Siamo stati guidati nel piccolo museo da un responsabile salesiano e abbiamo poi visitato la cappella Pinardi, la prima cappella che Don Bosco realizzò.


Ultimo giorno: nuova gita a Torino presso il SERMIG 
(Servizio Missionario Giovani) 
realtà fondata da Ernesto Olivero.
In quei grandi spazi, una volta arsenale bellico, dove tutto era stato fatto per la guerra e la distruzione del prossimo, si è attuato un concreto disarmo fatto di servizio, preghiera e restituzione


La visita all'ambulatorio del Sermig ci ha fatto scoprire quanto questa realtà sia vicina al Movimento per la Vita: quella scatola gialla che vedete nella foto sopra, è una culla per la vita, presente in tanti CAV ed anche qui al Sermig, a dimostrazione che il disarmo e il servizio al prossimo, non possono che partire dalla difesa della vita nascente.


Più di 30.000 giovani ogni anno passano dal Sermig come 
reale esercito di pace
che disarma con la bontà i cuori più duri.
Nel nostro ultimo giorno di Quarenghi noi ci siamo uniti a loro.


I giovani del Quarenghi Invernale


 
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