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Papa Francesco: volontari prolife occasione di speranza e rinascita.

“Voi, aderenti al Movimento per la vita, in quarant’anni di attività avete cercato di imitare il buon samaritano. Dinanzi a varie forme di minacce alla vita umana, vi siete accostati alle fragilità del prossimo, vi siete dati da fare affinché nella società non siano esclusi e scartati quanti vivono in condizioni di precarietà. Mediante l’opera capillare dei ‘Centri di aiuto alla vita’, diffusi in tutta Italia, siete stati occasione di speranza e di rinascita per tante persone”.

Queste le parole di papa Francesco al Movimento per la vita (Mpv), ricevendo oggi in udienza i partecipanti al 35° Convegno nazionale dei Centro di aiuto alla vita, in corso a Roma. “Vi ringrazio – ha aggiunto – per il bene che avete fatto e che fate con tanto amore, e v’incoraggio a proseguire con fiducia su questa strada, continuando a essere buoni samaritani! Non stancatevi di operare per la tutela delle persone più indifese, che hanno diritto di nascere alla vita, come anche di quante chiedono un’esistenza più sana e dignitosa.In particolare, c’è bisogno di lavorare, a diversi livelli e con perseveranza, nella promozione e nella difesa della famiglia, prima risorsa della società, soprattutto in riferimento al dono dei figli e all’affermazione della dignità della donna. A questo proposito, mi piace sottolineare che nella vostra attività, voi avete sempre accolto tutti a prescindere dalla religione e dalla nazionalità. Il numero rilevante di donne, specialmente immigrate, che si rivolgono ai vostri centri dimostra che quando viene offerto un sostegno concreto, la donna, nonostante problemi e condizionamenti, è in grado di far trionfare dentro di sé il senso dell’amore, della vita e della maternità”.

“Per i discepoli di Cristo, aiutare la vita umana ferita significa andare incontro alle persone che sono nel bisogno, mettersi al loro fianco, farsi carico della loro fragilità e del loro dolore, perché possano risollevarsi”. “Nelle dinamiche esistenziali – ha ricordato il Papa – tutto è in relazione, e occorre nutrire sensibilità personale e sociale sia verso l’accoglienza di una nuova vita sia verso quelle situazioni di povertà e di sfruttamento che colpiscono le persone più deboli e svantaggiate”. “Quante famiglie – ha aggiunto Bergoglio – sono vulnerabili a motivo della povertà, della malattia, della mancanza di lavoro e di una casa! Quanti anziani patiscono il peso della sofferenza e della solitudine! Quanti giovani sono smarriti, minacciati dalle dipendenze e da altre schiavitù, e attendono di ritrovare fiducia nella vita! Queste persone, ferite nel corpo e nello spirito, sono icone di quell’uomo del Vangelo che, percorrendo la strada da Gerusalemme a Gerico, incappò nei briganti che lo derubarono e lo percossero”. E “su quella strada, che attraversa il deserto della vita, anche nel nostro tempo ci sono ancora tanti feriti, a causa dei briganti di oggi, che li spogliano non solo degli averi, ma anche della loro dignità”.

Fonte: Sir

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Convegno dei Centri di Aiuto alla Vita: alleati per Vita e Maternità.

Il messaggio centrale del Convegno CAV appena concluso conferma la vocazione dei volontari prolife italiani da sempre al fianco delle donne e delle mamme.

"Opporsi allo sfruttamento della vita e della maternità a fini commerciali. Lavorare per condizioni di accoglienza per la maternità, per i disabili, per gli anziani. Su questi impegni potremo trovare nuovi e insospettabili alleati." Lo ha detto il presidente del Movim:: ento per la Vita Italiano, On.Gian Luigi Gigli, a chiusura del Convegno dei Centri di Aiuto alla Vita e delle Case di Accoglienza del MpVI, nel 40° anniversario della sua fondazione.

"Dobbiamo spingere la nostra società - ha sottolineato Gigli - a coniugare etica individuale ed etica sociale, affinché tutti i diritti dell`uomo, a cominciare dal primo e fondamentale diritto alla vita, possano essere tutelati. Dobbiamo evitare discriminazioni tra essere umano ed essere umano che mettono in pericolo la democrazia. Dobbiamo ricordare che non è possibile costruire la pace senza rispettare ogni vita, anche quelle degli esseri umani più fragili." Oltre settecento i volontari da tutta Italia che hanno partecipato al Convegno, aperto dall`udienza di Papa Francesco e conclusosi con la celebrazione del 20° anniversario della Evangelium Vitae. 

"Siamo impegnati a testimoniare misericordia e compassione - ha concluso Gigli - mentre lavoriamo per diffondere la verità troppo combattuta per cui ogni essere umano è `uno di noi` e a promuovere opere di giustizia perché questa verità si affermi. E` il nostro contributo alla costruzione del nuovo umanesimo su cui i cattolici italiani si interrogheranno da domani a Firenze e di cui una società autoreferenziale per chi è più forte ha tremendamente bisogno".

Fonte ASKANEWS

La poltrona del Papa, un corto delicato sull’adozione.

Cristina Capotondi: l'esordio alla regia è un inno alla vita e alla famiglia.

Il 13 di marzo scorso, come molti di voi sapranno, il mondo ha festeggiato l’anniversario dell’elezione di Papa Francesco. In questo anno insieme, denso di avvenimenti, ce ne sono stati di toccanti, emozionanti. E tanti eventi curiosi. Senza dubbio uno degli episodi più curiosi è stato quando un bambino, incurante delle barriere, è andato da quel signore vestito di bianco che parlava a tutti. 

E che si è fermato per un attimo a parlare con lui. La sua presenza non lo infastidiva: addirittura si è seduto sulla sua poltrona! Molti hanno pensato: ma i genitori dove sono? Quel bambino fa il comodo suo? Tutti però hanno apprezzato il gesto di tenerezza del Papa: la carezza, il lasciarlo fare. Come se fosse stato suo nonno. C’è chi ha pensato di prendere quel gesto di tenerezza, ed esaltarlo con un cortometraggio. 

Cristiana Capotondi, attrice giovane e coi capelli rossi e le lentiggini, che tutti abbiamo apprezzato in “Notte prima degli esami”, ha voluto fare al Papa un regalo. A lui e al movimento Amici dei bambini, che si occupa di assistere le coppie in attesa di adottare. Una storia delicata, girata con un tocco leggero da lei stessa, in qualità di regista. Lo stesso bambino che si è seduto sulla poltrona del Papa recita nel corto. Alcuni passaggi mi hanno molto impressionato. Anzitutto, le scene iniziali, praticamente mute. Solo un gioco di sguardi ci spiega tutta la drammaticità delle donne che scoprono di essere infertili. Ed è in quel momento che entra in scena Papa Francesco, che dalla tv fa riferimento alla figura di Giuseppe, il padre amorevole che prende in mano la situazione. 

Ed il papà mancato della storia a Giuseppe si ispira, e si muove per adottare. Tanto che, quando il bimbo chiede: “chi è quell’uomo vestito di bianco?” La mamma risponde: “Lui è l’uomo che ci ha fatti incontrare”. In pochi minuti una storia di amore, una storia di famiglia. Pulita, semplice. Che ci insegna che far passare bei messaggi è difficile, perché serve una grande arte per non essere stucchevoli o moralisti. Ma quando ci si riesce, è bellissimo.

Giovani prolife / EP

Giornata per la Vita: festa e impegno.

Gioia corale e tanto impegno nelle diocesi. Papa Francesco: Ognuno si senta chiamato ad amare e servire la vita.

La Giornata per la Vita indetta dalla Chiesa Italiana è stata celebrata in tutte le diocesi italiane. Il tema scelto dai Vescovi per questa edizione è “Generare Futuro”, spiegato nel consueto messaggio della Conferenza Episcopale: “Generare futuro è tenere ben ferma e alta questa relazione di amore e di sostegno, indispensabile per prospettare una comunità umana ancora unita e in crescita”. Proprio al messaggio per l’edizione 2014 è dedicata una riflessione in quattro tappe del blog giovaniprolife.org (il nostro approfondimento Generare futuro, leggi qui

Insieme alle comunità diocesane tanti volontari del Movimento per la Vita Italiano impegnati nella raccolta fondi: una primula in cambio di un contributo per sostenere le azioni concrete del Movimento in difesa della vita. Numerose anche le iniziative di sensibilizzazione da parte delle sedi locali: incontri, dibattiti, testimonianze e proiezioni. Un’ occasione speciale per conoscere il nostro volontariato al fianco delle madri in difficoltà e l’impegno culturale e politico per una società accogliente nei confronti della vita.

 L’esperienza dell’iniziativa europea Uno di Noi è il segno che la difesa della vita è “il punto di partenza di un generale rinnovamento civile” lo afferma Carlo Casini. Presidente MpV, nell’editoriale dell’edizione speciale del mensile del Sìallavita dedicata alla Giornata per la Vita (leggi qui) Per il presidente occorre “Ripetere con Lejeune “The man is a man” è come dire “ciascun essere umano è sempre uno di noi”. E’ l’essenziale, il cuore della questione antropologica”. 

Anche Papa Francesco ha ricordato nell’Angelus l’importanza della difesa della vita dichiarando il suo apprezzamento per le iniziative in atto nella Diocesi di Roma: “Ognuno, nel proprio ruolo e nel proprio ambito, si senta chiamato ad amare e servire la vita, ad accoglierla, rispettarla e promuoverla, specialmente quando è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, dal grembo materno fino alla sua fine su questa terra”.

Papa Francesco: l’aborto è un orrore.

Vita, famiglia, giovani, pace, i temi al centro dell’incontro con il diplomatici.


Il Santo Padre ha incontrato gli ambasciatori durante la tradizionale udienza di inizio anno. Francesco ha affidato ai diplomatici il suo appello ai governi perché tutelino la vita e la famiglia sempre più aggredita dalla crisi economica, e sappiano investire sui giovani  “con iniziative adeguate che li aiutino a trovare lavoro e a fondare un focolare domestico”.

Francesco ha ricordato come “il lessico familiare è un lessico di pace”. Una scuola di fraternità minata dall’aumento del “numero delle  famiglie divise e lacerate, non solo per la fragile coscienza del senso di appartenenza che contraddistingue il mondo attuale, ma anche per le condizioni difficili in cui molte di esse sono costrette a vivere, fino  al punto di mancare degli stessi mezzi di sussistenza".

Francesco ha richiamato anche alla difesa dei bambini dalla violenza degli uomini. Il pontefice ha così denunciato l’orrore dei bambini costretti a combattere e quello dei bambini che “non potranno mai vedere la luce, vittime dell'aborto”. Il Papa ha quindi ricordato il dramma del continente africano, facendo particolare riferimento alla situazione della Repubblica Centroafricana, "dove la popolazione soffre a causa delle tensioni che il Paese attraversa e che hanno seminato a più riprese distruzione e morte".

TE

Clandestino a bordo


Lui è un clandestino.
Non sappiamo come ci sia arrivato. Quali folli promesse lo abbiano spinto a farlo. Da cosa scappava? Chi gli ha detto che poteva fare quel che ha fatto, imbucarsi laddove non era stato invitato? 
Non sappiamo dove sia ora, con esattezza. Non sappiamo a cosa stia pensando, e francamente neanche ce ne importa. 
Di sicuro sta navigando, circondato da acque che sembravano docili all'inizio, ma che si stanno facendo sempre più insicure. 
Certamente guarda dritto davanti a sé, cercando l'orizzonte. Cercando quella piccola isola che per lui rappresenta l'inizio di una vita nuova. 
Lui è convinto di passare inosservato. Tutti i clandestini sono convinti di questo: passerò inosservato. Nessuno farà caso a me. 
In tutto quel trambusto, in quel brulichio di persone e di pensieri, che è dove sto andando adesso, nessuno farà caso a me. 
E in qualche maniera - pensa - ci sarà posto anche per me. 
Da cosa scappo? Scappo dal niente. Perché il posto da dove provengo per me è il niente. Non chiedetemi da dove vengo, non vi dirò niente. 
Questo pensa. 

Ma ignora quello che pensiamo noi di lui. 
Che arrivi o no nelle nostre coste, lui è un clandestino. 
Una persona che ha varcato una frontiera senza essere stato invitato. 
Possiamo noi accogliere tutti quelli che si presentano non invitati? Dove li mettiamo ? Le nostre risorse bastano appena per noi. 
E che ne sappiamo noi per quale motivo questi clandestini vengano da noi? Vengono per collaborare o vengono per nuocere? 

Mossi da questi pensieri, ci convinciamo - poco per volta - che abbiamo una sorta di pulsante rosso. Un pulsante che controlla il destino - scusate il calembour - del clandestino. 
Abbiamo un diritto di proprietà su questo pulsante. E indirettamente, ma solo indirettamente, sulla vita del clandestino. 
Possiamo dire no. Questa è la vera libertà. La nostra libertà di dire : "no, non ti voglio. Torna da dove sei venuto". 
Senza la nostra libertà cosa saremmo? Schiavi degli eventi? Al servizio dei clandestini? 
Non sappiamo dove metterli! 

Pure, ci sono persone tra di noi che non la pensano così. Persone che dicono: non so come, non so se ce la facciamo. Ma i clandestini vanno accolti. Comunque vada, vanno accolti. 
Non perché se lo merita. Ma perché è un essere umano. La sua vita ha un valore. 
Non importa da dove viene. Ma se cade in mare dobbiamo strapparlo alle onde, usando tutte le nostre risorse, se necessario. 
Poi un posto si troverà. 
Gettiamo tanto di quel cibo, che non morirà di fame. Buttiamo via tanti di quei soldi, che qualcosa ci sarà anche per lui. Non vivrà nel lusso, ma un posto a tavola anche per lui si troverà. 

Non hanno molti fans queste persone. E tra questi fans, va detto, ci sono persone col cervello non del tutto a posto. Alcuni hanno solo una gran voglia di maledire chi ha paura del clandestino. Ma la paura va presa per quel che è. Compatita, non condannata. Dobbiamo pensare anche a chi ha paura. Perché anche la sua vita è degna. 

Io credo che il lavoro (non le chiacchiere: il lavoro) di queste persone sia prezioso. 
Il lavoro che da oltre trent'anni noi del movimento per la vita svolgiamo piuttosto bene. 
Aiutare i clandestini a vedere la luce. 





Papa Francesco nella città di Francesco.

L'incontro spirituale tra il Santo e il Papa all'insegna della pace e della vita.


Oggi Papa Francesco sarà nella città di Francesco. Col passare del tempo affiorano i dettagli sulla visita ad Assisi. Scopriamo così che il pontefice pranzerà presso il centro di accoglienza della Caritas insieme ai suoi ospiti abituali. A condividere il giorno di festa con Francesco ci saranno i disoccupati, gli ex carcerati e le ragazze madri. A ben vedere per ciascuno è portatore di una delle tante sfide che questo pontefice ha lanciato alla Chiesa, e a ciascun credente, per dare risposta all’emergenza del lavoro, delle carceri e alla “prima sfida”, quella dell’accoglienza della vita.

Esiste tra i due Francesco una particolare simmetria che possiamo ripercorrere con le parole dello storico Emile Gebhart che indica i caratteri della spiritualità del poverello d’Assisi: “la libertà di spirito, l’amore, la pietà, la serenità gioconda”. Con i dovuti mutamenti anche le vicende storiche sembrano avvicinarsi. Grazie all’apporto del fracescanesimo la religione riuscirà infatti a muoversi liberamente attraverso la metafisica sottile, la teologia raffinata, le inquietudini della casistica, la disciplina e la devozione [1], guadagnando immediatezza e testimonianza. Proprio come il Papa Francesco ci ha abituato a capire in questi mesi di pontificato non tanto con le parole ma con i gesti.

San Francesco è stato tra i primi cantori della maternità e della vita nascente, suo la grande intuizione del presepe che da tanti secoli accompagna la nostra fede nella scoperta e nella meditazione dell’incarnazione (ne abbiamo parlato qui). Come il “suo” santo anche Papa Francesco ha più volte esaltato il valore primario della vita umana invitando a difenderla senza moralismi e con una visione integrale dell’esperienza umana (per esempio in occasione della giornata dell’Evangelium Vitae, leggi qui, oppure parlando ai medici cattolici, leggi qui).

Ci pare significativo allora ricordare che proprio la città di Assisi è stata scelta dai volontari del Movimento per la Vita per il prossimo convegno nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita. Assisi si conferma ancora una volta la città della pace e della vita. Luogo prediletto di testimonianza e impegno cristiano e insieme universale sulla scia dell’invito di Paolo VI “Se vuoi la pace, difendi la vita” [2] che accompagna i giovani prolife.

(Giovani prolife/TE)

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[1] Emile Gebhart, Italie mystique, Parigi, 1906.
[2] Messaggio di Paolo VI per la X Giornata della Pace, 1977.

Francesco: riconoscere il valore della vita dal concepimento.

Il Pontefice incontrando i medici cattolici ha ricordato le parole di Benedetto XVI: Non c’è vero sviluppo senza apertura alla vita.


Qualcuno ha commentato che Francesco non parla di bioetica, al contrario dei suoi precedessori. Un falso mito che il pontefice ha affrontato direttamente nella sua intervista ad Antonio Spadaro e che abbiamo commentato qui. Al contrario forse sono i media che selezionano i passaggi di Francesco a seconda del gusto dei lettori per la bioetica.

Capita così che lo spazio lasciato al discorso del pontefice tenuto in occasione dell’incontro con la federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici sia passato in sordina. Ma nelle parole pronunciate nella sala clementina da Francesco c’è tutta la bioetica della dottrina sociale. Il Papa ha messo in guardia dallo smarrimento della vocazione medica: “Il disorientamento culturale ha intaccato anche quello che sembrava un ambito inattaccabile: il vostro, la medicina! Pur essendo per loro natura al servizio della vita, le professioni sanitarie sono indotte a volte a non rispettare la vita stessa”.

Il papa ha poi ricordato le parole di Benedetto XVI: “Non c’è vero sviluppo senza questa apertura alla vita. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono. L’accoglienza della vita tempra le energie morali e rende capaci di aiuto reciproco (Caritas in Veritate, n. 28)”.

Avviandosi alla conclusione il Pontefice ha poi dato il suo mandato agli operatori sanitari: “siate testimoni e diffusori di questa “cultura della vita”. Il vostro essere cattolici comporta una maggiore responsabilità: anzitutto verso voi stessi, per l’impegno di coerenza con la vocazione cristiana; e poi verso la cultura contemporanea, per contribuire a riconoscere nella vita umana la dimensione trascendente, l’impronta dell’opera creatrice di Dio, fin dal primo istante del suo concepimento”.

Infine, in linea con quanto aveva già chiesto al mondo prolife riunitosi per la Giornata dell’Evangelium Vitae (leggi qui) dello scorso 16 giugno, Francesco ha esortato i presenti e con loro ciascun volontario al servizio della vita: “Il Signore conta anche su di voi per diffondere il vangelo della vita”.
(TE)

Leggi il discorso completo: www.vatican.va

Giovaniprolife con il Papa per la pace in Siria


La redazione di Giovaniprolife invita tutti i lettori ad aderire alla giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria

Accade poche volte, nella storia, di poter dare un segno all'umanità. Un segno senza superbia, senza ridondanze, senza affettate magniloquenze: ma comunque un grande segno. Un segno cristallino e puro di grandezza. 
Il Santo Padre Francesco dal Vaticano chiama l'umanità a unirsi in un globale gesto per la pace. Non una pace astratta, ma una pace concreta: la pace in Siria. 
Dove si rischia di passare da un conflitto interno già sanguinoso e folle, di cui a suo tempo Benedetto XVI aveva chiesto più volte la cessazione, ad un conflitto globale. Di proporzioni non facili da prevedere, visto il calibro delle potenze che si stanno preparando. 
Non vogliamo addentrarci in valutazioni geo-politiche, che sono ben al di fuori della nostra portata.  Ma i caratteri di quello che si prepara sono evidenti. Da una guerra interna, già orrenda, ad una guerra globale, assai peggiore. 

Si può, quando il male sembra inevitabilmente volgere al peggio, pensare di risollevarsi con un colpo di reni e cancellare il male stesso? 

Vale la pena di tentare. 
In fondo, noi giovaniprolife siamo abituati a queste sfide. Vogliamo un mondo dove si difenda la vita: una impresa che sembra disperata, tanto è il silenzio omertoso che regna sulla questione aborto, e più in generale sul rispetto della vita umana. E però noi ci crediamo. 
Ci sono molte assonanze tra la volontà di Sua Santità di scacciar via i demoni della guerra con la preghiera e la penitenza, e la nostra voglia di sconfiggere la morte con l'amore e la gioia. 
La stessa follia, forse. Ma più probabilmente la stessa lungimirante visione. E' proprio quando tutto sembra compromesso, che occorre risollevarsi. 

Per questi motivi, non possiamo fare a meno di apprezzare, e unirci, al gesto di Papa Francesco. 
Che sembra dirci nient'altro che questo: «State qui. Pregate con me.» 
La nostra redazione, simbolicamente a nome di tutti i giovani del movimento per la vita, aderisce con entusiasmo all'appello di Papa Francesco e chiede a chi legge di unirsi in preghiera, oggi, meglio ancora seguendo anche il digiuno. 
Che crediate o meno, oggi avete l'occasione di offrire i vostri migliori pensieri a questo desiderio genuino e grande di pace. E di farlo insieme con tutta l'umanità che vuole la pace.

Servirà? Riusciremo a scacciare la guerra? O a ritardarla, o a ridurne l'entità o la durata? 
Questo lo vedremo. 
Certamente la lotta per la pace e la lotta per il diritto alla vita sono due cose strettamente legate. Ricordiamo ancora una volta la frase di Madre Teresa di Calcutta: se vuoi la pace, difendi la vita. 
Potremmo dire, in questa occasione: se difendi la vita, non puoi non volere la pace. 

La redazione di Giovaniprolife.org


Molte diocesi hanno organizzato momenti di preghiera più o meno in contemporanea con quello di Piazza S. Pietro. Ma per chi non avesse modo di parteciparvi, possiamo indicare la recita del S. Rosario secondo le intenzioni del Papa. Quanto poi al digiuno, niente paura! E' valida anche solo la sostituzione di un pasto principale con del pane e dell'acqua. 
Siate scrupolosi: potrete dire di aver fatto qualcosa di concreto, di sentito e personale, per la pace in Siria. 



Francesco: Difendiamo la vita!

Il Pontefice ricorda il ruolo della difesa della vita come opposizione alla cultura dello scarto

La vita umana deve essere sempre difesa, sin dal concepimento: è quanto afferma Papa Francesco in un Messaggio in occasione della Settimana nazionale della famiglia in Brasile. L'incontro è incentrato sul tema "Trasmissione ed educazione delle fede cristiana nella famiglia".

“[...] di fronte alla cultura dello scarto, che relativizza il valore della vita umana – sottolinea Papa Francesco - i genitori sono chiamati a trasmettere ai loro figli la consapevolezza che essa deve essere sempre difesa, sin dal grembo materno, riconoscendovi un dono di Dio e garanzia del futuro dell’umanità, ma anche nella cura degli anziani, specialmente dei nonni, che sono la memoria viva di un popolo e trasmettono la saggezza della vita”.

Cristiane Murray (RADIO VATICANA)  ha chiesto a mons. João Carlos Petrini, vescovo di Camaçari e presidente della Commissione episcopale brasiliana per la vita e la famiglia, come i vescovi del Paese stiano affrontando le problematiche familiari: "La realtà ci costringe ad affrontare questa situazione, cioè: la mamma che lavora fuori di casa, il papà che lavora fuori di casa; quando rientrano, alla sera, hanno mille cose da fare e noi vediamo che le nuove generazioni sono lasciate un po’ da parte per quanto riguarda l’educazione alla fede".

Fonte sito Radio Vaticana: radiovaticana.va

Le Chiavi della bioetica alla GMG di Rio


Distribuito alla GMG di Rio un manuale di bioetica

La GMG di Rio de Janeiro non è solo un grande evento di fede per i giovani. La chiesa è anche comunità. E come comunità non dimentica quelle che sono le sfide dell'oggi. Tra le sfide che la Chiesa ritiene urgenti c'è quello della bioetica. Ma i giovani sono al corrente delle questioni connesse?

Per venire incontro a questa necessità, verrà distribuito, in milioni di copie e in quattro lingue, un opuscolo chiamato "Keys to Bioethics" con i kit dei pellegrini. Una guida rapida ma esauriente realizzata in collaborazione con la fondazione Lejeune.

Su Zenit è pubblicata una intervista con padre Rafael Fornasier, consultore della Commissione Pastorale Episcopale per la Vita e Famiglia della CNBB (cioè la Conferenza episcopale brasiliana), che spiega la genesi del progetto e le motivazioni che hanno portato ad includerlo nel kit del pellegrino.

GMG Rio 2013:Giovani testimoni dell'accoglienza

La Giornata Mondiale della Gioventù rinnova l'impegno dei giovani prolife. Insieme rispondiamo all'invito della Chiesa a testimoniare l'amore e l'accoglienza nei confronti di ogni uomo e in ogni condizione.

La provvidenza ha voluta che i giovani prolife trascorressero la loro settimana annuale di formazione a Maratea, città scelta dal Servizio Nazione per la Pastorale Giovanile della CEI come punto di ritrovo per quanti non andranno a Rio.

Il filo immaginario che lega questi due luoghi tanto distanti geograficamente è costituito dalle due statue monumentali del redentore presente in entrambe le località. In questo modo anche noi abbiamo la possibilità di sentirci accolti dal duplice abbraccio, di Cristo e del Papa. Sentiamo così particolarmente vicine la Parola del primo e le parole del secondo.

Ci ha colpito in particolare il discorso pronunciato dal suo arrivo dal Santo Padre: "La gioventù è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo. E' la finestra, e quindi ci impone grandi sfide. La nostra generazione si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà offrirgli spazio". Si tratta di un impegno generazionale concreto che Francesco ha voluto definire ancora meglio.

"Questo significa: tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita; garantirgli la sicurezza e l'educazione affinché diventi ciò che può essere; trasmettergli valori duraturi per cui vale la pena vivere; assicurargli un orizzonte trascendente per la sua sete di felicità autentica e la sua creatività nel bene; consegnargli l'eredità di un mondo che corrisponda alla misura della vita umana; svegliare in lei le migliori potenzialità per essere protagonista del proprio domani e corresponsabile del destino di tutti" [1].

Siamo sicuri che gli incontri di Rio, e la speciale comunione con loro vissuta da Maratea, saranno un crescendo di intensità e di appello per la vita di ogni giovane. Oltre che, come abbiamo visto, un richiamo preciso affinchè istituzioni, classe dirigente e non solo, sappiamo rispettare e promuovere il ruolo dei giovani nella vita pubblica e sociale.

Questo ci riguarda da vicino anche come giovani prolife chiamati ad essere portavoci di chi non ha ancora voce: il più indifeso tra gli indifesi, il bambino concepito e non ancora nato che è al tempo stesso il più giovane di noi giovani. E lo stesso ci riguarda nel nostro impegno per il rispetto della dignità umana in tutte le condizioni di vita, oltre che nella sua dimensione familiare.

Nel nostro impegno particolare, riscopriamo continuamente il posto dell'amore. Per quanti di noi si impegnano con fede per testimoniare l'amore e l'accoglienza della vita umana l'invito lasciatoci da Benedetto XVI alla vigilia della GMG è particolarmente significativo: "vorrei invitarvi ad ascoltare nel profondo di voi stessi la chiamata di Gesù ad annunciare il suo Vangelo. Come mostra la grande statua di Cristo Redentore a Rio de Janeiro, il suo cuore è aperto all’amore verso tutti, senza distinzioni, e le sue braccia sono tese per raggiungere ciascuno. Siate voi il cuore e le braccia di Gesù! Andate a testimoniare il suo amore, siate i nuovi missionari animati dall’amore e dall’accoglienza!" [2]
(TE)
___________________
[1] CERIMONIA DI BENVENUTO - DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO Giardino del Palazzo Guanabara di Rio de Janeiro. Lunedì, 22 luglio 2013

[2] MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XXVIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ 2013

Papa Francesco: difendere la vita dal concepimento

Il Pontefice ai prolife irlandesi: rispettare i bambini ancora nati, gli anziani, i poveri, sono capolavori della creazione di Dio. Il messaggio in occasione della Giornata per la Vita locale.

Come già aveva fatto in occasione della mobilitazione nazionale per l'iniziativa "Uno di noi" e durante la giornata dedicata all'Evangelium Vitae nell'anno della Fede (leggi qui), Papa Francesco torna a ribadire la centralità della difesa della vita nell'impegno cristiano, stavolta in occasione della Giornata per la Vita di Inghilterra e Irlanda. A riferirlo è l'agenzia AGI.

Il Pontefice sottolinea il "valore inestimabile della vita umana [...] Anche i più deboli e i più vulnerabili i malati, gli anziani, i non nati e i poveri, sono capolavori della creazione di Dio, fatti a sua immagine, destinati a vivere per sempre, e meritevoli della massima riverenza e rispetto". Il Papa eleva poi la sua preghiera affinchè la Giornata "contribuisca ad assicurare che la vita umana riceva sempre la protezione che le e' dovuta".

Un messaggio estremamente significativo dal momento che l'Irlanda è in procinto di introdurre la legislazione sull'aborto. La nuova legge, ora al vaglio del senato, è stata oggetto di un accesso dibattito politico che ha visto numerosi politici abbandonare il partito popolare di maggioranza favorevole alla norma. Allo stesso tempo numerose sono state anche le manifestazioni prolife in tutta la nazione (per saperne di più leggi qui).

La Giornata per la vita in Inghilterra e Irlanda si festeggia nel mese di luglio. Il clima sarà caldo per entrambi i paesi, e non solo per l'estate: come in Irlanda infatti anche l'Inghilterra vede i prolife in prima linea sul contrasto dell'aborto e dell'eutanasia.

Fonte: (AGI)

Lumen Fidei: la "vita luminosa"

Papa Francesco: i giovani desiderano una vita grande, la strada è avere fede nel Dio della Vita, come Abramo. Il risveglio della fede passa per un nuovo senso sacramentale della vita dell’uomo.

La prima lettera enciclica di Papa Francesco presentata oggi è dedicata al tema della fede in Dio. Nelle sue righe non fatichiamo a scorgere il volto del Dio della Vita a cui già Giovanni Paolo II richiamava lo sguardo dei fedeli nella sua Evangelium Vitae. Per Francesco “quel Dio che chiede ad Abramo di affidarsi totalmente a Lui si rivela come la fonte da cui proviene ogni vita”. Sempre riferendosi ad Abramo possiamo scorgere il legame intimo tra fede e vita: la fede permette di [...] confermare che la sua vita non procede dal nulla o dal caso” (LF 11).

La vita è anche la condizione della rivelazione cristiana e il punto di partenza della salvezza. La “vita luminosa” (LF 30) di Gesù “apre uno spazio nuovo all’esperienza umana e noi vi possiamo entrare” (LF 18). Così la vita del cristiano diviene “vita nella fede” cioè nella certezza dell’amore ricevuto riassunto da San Paolo con l’espressione “Che cosa possiedi che tu non l’abbia ricevuto?” (1 Cor 4,7). La verità iniziale da cui far partire la conversione e in cui rinvenire “l’inizio della salvezza è l’apertura a qualcosa che precede, a un dono originario che afferma la vita” (LF 19). Questa verità illumina anche il volontariato per la vita che operosamente si pone al servizio della vita nascente e della vita morente. Infatti il dono di Cristo ci “dona la luce che illumina l’origine e la fine della vita, l’intero arco del cammino umano” (LF 20).

Di fronte alle incertezze contemporanee sul senso della vita, sulla sua dignità, Francesco ci ricorda che la vocazione all’amore è il caposaldo della realizzazione umana poiché solo l’amore vero può illuminarci verso “una vita grande e piena” (LF 27). In questo appare chiaro come il risveglio della fede non può non passare “per il risveglio di un nuovo senso sacramentale della vita dell’uomo” (LF 40). Questo vale in particolar modo per noi giovani... Il Papa conosce “il nostro desiderio di una vita grande” (LF 53) a ciascuno di noi ricorda come la fede nel Dio della Vita non costituisce un “rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita” (LF 53).

Tuttavia quando l’uomo dimentica l’amore ecco che “viene a mancare il criterio per distinguere ciò che rende preziosa e unica la vita dell’uomo” (LF 54). Sopra ogni realtà umana va infatti posto il perdono perché “la parola con cui Dio afferma la nostra vita è più profonda di tutte le nostre negazioni” (LF 55). La conclusione dell’enciclica, come già nell’Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II, è dedicata a Maria “Madre dei viventi” (EV 105). Colei che accogliendo la vita ha dato il via alla storia della cristianità. Maria è al tempo stesso colei che per prima non esita a correre in aiuto di Elisabetta, la mamma in difficoltà con la sua gravidanza, modello di tutti i volontari per la vita.

TE

Evangelium Vitae: testo di insegnamento in università e parrocchie

Carlo Casini intervistato in occasione
della Santa Messa con Papa Francesco

Giornata Evangelium Vitae: strumento di formazione e approfondimento, un documento che continua a ispirare i prolife di tutto il mondo.

In occasione della Giornata dell’Evangelium Vitae Federico Piana, di Radio Vaticana, ha raccolto le parole del presidente del Movimento per la vita italiano, Carlo Casini: “[...] le aggressioni elencate dal Papa nel ’95 si sono moltiplicate. Basti pensare all’aggressione contro la famiglia, alla sperimentazione sull’embrione, alle aggressioni anche di questi giorni contro l’obiezione di coscienza del personale sanitario... Ma non ci dobbiamo scoraggiare, perché in effetti questa virulenza delle aggressioni dimostra che in realtà il tema centrale oggi – culturale, politico, educativo – è proprio quello della vita umana” 

L’on. Casini si augura che la Giornata dell’"Evangelium Vitae" “[...] risvegli le coscienze, le mobiliti. Ed in questo momento è anche offerta una possibilità straordinaria a livello europeo per far vedere la coscienza dei popoli. Questa iniziativa è la raccolta firme a tutela dell’embrione “Uno di noi”, basta compilare una scheda cartacea, oppure connettersi ai siti Internet come "www.firmaunodinoi.it", "www.oneofus.eu", per poter dare un contributo a far sentire che si è schierati dalla parte della vita. Da qui bisogna ripartire.

Riferendosi all’enciclica “Evangelum vitae” il presidente ha ricordato il bisogno che l’enciclica “diventi un testo di insegnamento, di approfondimento nelle università, nei seminari, nelle parrocchie e nella preghiera. Dovremmo ricordarci ogni domenica di avere un pilastro in difesa della vita, cambieremmo la mentalità, difenderemmo e salveremmo molte vite umane”. Ha poi aggiunto la necessità di rivolgersi alle donne, specialemente quelle che hanno già abortito: “non si tratta di respingerle, di condannarle, ma si tratta di richiamarle al servizio alla vita che anch’esse possono continuare a svolgere perché il Signore le attende. Questo dice l’Enciclica al punto 99”.

L’intervista completa sul sito di radio vaticana (pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/06/15/giornata_evangelium_vitae:_credendo_abbiamo_la_vita._testimonianz/it1-701883)

Papa Francesco: Diciamo Si alla Vita

Papa Francesco durante l'omelia per la Giornata dell'Evangelium Vitae.

Papa Francesco invita i cristiani a difendere la vita umana: rifiutare le logiche egoistiche ricordando che  il Dio cristiano è il Dio della Vita e della misericordia.

L’OMELIA. Papa Francesco si appresta ad iniziare l’omelia in occasione della Giornata dell’Evangelium Vitae davanti a al popolo della vita radunato in piazza San Pietro da oltre venti nazioni differenti. Anzitutto il papa si sofferma sull’occasione speciale: “Con questa Eucaristia, nell’Anno della fede, vogliamo ringraziare il Signore per il dono della vita, in tutte le sue manifestazioni; e nello stesso tempo vogliamo annunciare il Vangelo della Vita”. A questo punto Papa Francesco propone come ci ha abituato dall’inizio del suo pontificato alcuni semplici spunti di meditazione: anzitutto il Dio che è Vita, Gesù che dona la vita ed infine la via di Dio che conduce alla vita. 

DIO VIVENTE. Papa Francesco ricorda come l’uomo quando agisce sostituendosi a Dio, diviene uno strumento di morte. Al contrario Dio è l’autore e il promotore della Vita. Il pontefice disegna il ritratto del Dio Vivente: “colui che dona la vita e che indica la via della vita piena. Penso all’inizio del Libro della Genesi: [...] è grazie al suo soffio che l’uomo ha vita ed è il suo soffio che sostiene il cammino della sua esistenza terrena”. Gli stessi comandamenti ricorda ancora Francesco, non sono un elenco di divieti, di ‘no’, essi sono al contrario un “inno al “sì” a Dio, all’Amore, alla vita. Cari amici, la nostra vita è piena solo in Dio, perché solo Lui è il Vivente!” 

L’INCARNAZIONE. Quale la novità cristiana? Sembra rispondere a questa domanda la seconda di riflessione del Papa: “In tutto il Vangelo noi vediamo come Gesù con i gesti e le parole porta la vita di Dio che trasforma.” Il messaggio cristiano si condensa allora nella frase che Francesco invita a ripetere insieme a tutti i fedeli: “Dio, il Vivente, è misericordioso!”. Ma chi ci introduce alla vita di Dio? A questa domanda Francesco risponde lo Spirito Santo e interroga ciascuno: “Siamo aperti noi allo Spirito Santo? Ci lasciamo guidare da Lui? [...] Chi si lascia condurre dallo Spirito Santo è realista, sa misurare e valutare la realtà, ed è anche fecondo: la sua vita genera vita attorno a sé”. 

SI ALLA VITA. Nonostante l’uomo sia figlio di questo Dio Vivente spesso non sceglie il “Vangelo della Vita”, preferendo ideologie e logiche egoistiche: “E’ la costante illusione di voler costruire la città dell’uomo senza Dio, senza la vita e l’amore di Dio. [...] Il risultato è che al Dio Vivente vengono sostituiti idoli umani e passeggeri, che offrono l’ebbrezza di un momento di libertà, ma che alla fine sono portatori di nuove schiavitù e di morte.” Al contrario per recuperare la vera libertà occorre rispondere “sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai delude”.

Guarda il video:
http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&tic=VA_GIZS621D

Il testo integrale: 
http://www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130616_omelia-evangelium-vitae_it.html

I volontari nelle giornate dell’Evangelium Vitae

Un punti di accoglienza con i volontari impegnati nella raccolta delle firme.
In occasione delle due giornate speciali dedicate all’Enciclica Evangelium Vitae, il popolo della vita si è ritrovato in un abbraccio comunitario benedetto da Papa Francesco. Tanti i volontari del mondo prolife, provenienti da tutto il mondo, ricordati dalle parole del Papa e di Mons. Fisichella durante la celebrazione eucaristica di domenica mattina. 

Ai lati della piazza, poi, e lungo via della Conciliazione, si vedevano girare degli strani personaggi con delle pettorine gialle fosforescenti, che parlavano con i pellegrini e si davano da fare sotto un sole cocente. Erano i nostri volontari, del Movimento Per la Vita e di altre associazioni, provenienti da tutta Italia per porsi ancora una volta a servizio della causa e del Vangelo della Vita. Uomini e donne, ragazzi e ragazze che hanno rinunciato a "vedere" l'incontro con papa Francesco pur di  "far vedere" la forza della solidarietà e testimoniare la sacralità della vita umana, spendendosi -come fanno del resto ogni giorno- nel volontariato per la vita. 

Hanno accolto i gruppi, parlato con i partecipanti, predisposto il materiale divulgativo e ovviamente hanno raccolto le firme di adesione all'iniziativa dei cittadini europei “Uno di noi”. Sono state giornate preziose, infatti, per continuare nla promozione della iniziativa popolare che vuole chiedere all’Europa che il concepito venga riconosciuto come persona, uno di noi appunto, attraverso la richiesta di interrompere i finanziamenti finalizzati alla ricerca con cellule staminali embrionali. 

“Diciamo sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai delude”. Parole di Papa Francesco che si fanno persona, in ognuno dei nostri volontari per la vita.

Evangelium Vitae: perché la Verità rende liberi.


Evento per ricordare l'Evangelium Vitae: perché è importante esserci. La Verità rende liberi. Sabato 15 e domenica 16 giugno saremo a Roma. Il motivo non è il turismo, ma una enciclica. 

Per noi del movimento per la vita, l'enciclica più grande, più importante: l' EVANGELIUM VITAE di Giovanni Paolo II. 

Per noi è una specie di Costituzione. Infatti se Saltovitale ha il suo manifesto, i Giovani prolife hanno il Manifesto di Firenze e l'Equipe giovani ha il decalogo, il Movimento per la Vita ha un testo fondamentale più ampio e più bello. Non se lo è scelto, non c'era quando fu fondato. Ma è comunque la nostra costituzione, dove possiamo trovare veramente tutto. Perché siamo qui, cosa facciamo, perché proprio noi. 

Ognuno di noi è colpito da un passo diverso, a mano a mano che procede nella lettura di questa enciclica. Il primo punto che mi ha colpito, di cui mi occuperò adesso, è la spiegazione di una frase. La frase è questa: 
Conoscerete la Verità, e la Verità vi renderà liberi. E' una frase tratta dal Vangelo di S. Giovanni (8, 32). E' talmente proverbiale, ormai, che nemmeno più ci ricordiamo la sua origine e quel che è peggio, ne abbiamo del tutto dimenticato il significato. Eppure è lì. E lo ritroviamo dappertutto nelle parole veramente grandi. Lo troviamo chiaro e tondo nell'Evangelium Vitae, lì, al paragrafo 19 (che in calce riporto integralmente). 

Perché la Verità rende liberi? 


Adorazione eucaristica: il Dio della Vita.

“La vita che Dio dona all'uomo è ben più di un esistere nel tempo. È tensione verso una pienezza di vita; è germe di una esistenza che va oltre i limiti stessi del tempo” (EV n.34).

Il programma della Giornata dell’Evangelium Vitae è arricchito da un momento di preghiera pensato per prepararsi all’incontro domenicale. La Chiesa di Santa Maria in Traspontina ospiterà l’adorazione eucaristica guidata dai giovani prolife di tutta Italia dalle ore 15.30 alle 18.00.

La preghiera di adorazione sarà scandita in quattro momenti accompagnati dai commenti che il beato Giovanni Paolo II ci ha lasciato nell’enciclica Evangelium Vitae. In questo modo, con semplicità e raccoglimento, ripercorreremo insieme la lezione dell’enciclica e ricercheremo nuovo slancio per rispondere al suo ancora urgente appello in difesa della vita umana. Il momento di preghiera si apre con la meditazione della creazione: E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza (Gen 1,26). “La vita che Dio dona all'uomo è diversa e originale di fronte a quella di ogni altra creatura vivente, in quanto egli, pur imparentato con la polvere della terra, è nel mondo manifestazione di Dio, segno della sua presenza, orma della sua gloria” (EV n. 34).

Segue con il Salmo 139 la meditazione sulla cura del Dio della vita sin dal momento della nostra formazione nel grembo materno. “La vita trasmessa dai genitori ha la sua origine in Dio, come attestano le tante pagine bibliche che con rispetto e amore parlano del concepimento, del plasmarsi della vita nel grembo materno, della nascita e dello stretto legame che v'è tra il momento iniziale dell'esistenza e l'agire di Dio Creatore” (EV 44).

Il Vangelo di Giovanni ci introduce al significato della vita stessa di Cristo per ciascun credente: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Come ci ricorda Giovanni Paolo II “il Vangelo della vita non è una semplice riflessione, anche se originale e profonda, sulla vita umana; […] il Vangelo della vita è una realtà concreta e personale, perché consiste nell'annuncio della persona stessa di Gesù” (EV n. 29). Dopo le intenzioni di preghiera per la difesa della vita in ogni istante, dal concepimento alla morte naturale, la preghiera volgerà al termine con la benedizione eucaristica. In ultimo affideremo a Maria “madre dei viventi” la causa della vita con le parole che concludono l’enciclica Evangelium Vitae (EV n.105).

Evangelium Vitae: ragioni del volontariato prolife

Il Vangelo della vita è un grande dono di Dio e insieme un compito impegnativo per l’uomo. 


Esso suscita stupore e gratitudine nella persona libera e chiede di essere accolto, custodito e valorizzato con vivo senso di responsabilità: donandogli la vita, Dio esige dall’uomo che la ami, la rispetti e la promuova. In tal modo il dono si fa comandamento, e il comandamento è esso stesso dono.
L’uomo è, infatti, prosecutore dell’azione creatrice di Dio: “l'uomo è chiamato a una pienezza di vita che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio”. La vita viene allora affidata all’uomo come un tesoro da non disperdere, e di cui verrà chiesto conto: “Domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo” (Gn 9,5). L’uomo è chiamato a
 
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