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Emergenza amore!

Sono tornata a casa da qualche giorno dal Meeting di CL, intitolato quest’anno “Emergenza uomo”. Ero una dei giovani volontari dello stand del Movimento Per la Vita che in questi giorni girovagavano per tutta la fiera alla disperata ricerca delle 5000 firme che, alla fine, siamo riusciti a raccogliere! 


La novità di questo meeting per noi dell’equipe giovani è stata quella di essere ospitati da diverse famiglie dell’associazione Papa Giovanni XXIII. Sono arrivata dalla “mia famiglia” la sera di mercoledì. Sono arrivata alla fermata dell’autobus di un paesino minuscolo, sulle colline riminesi, e con il mio valigione semi-vuoto, eppure maledettamente pesante, ho imboccato una salita infinita, al termine della quale un cancello spalancato e una casetta con un grande giardino mi hanno accolto. 

Davanti al cancello una ragazzina con un bimbo di pochi mesi in braccio. Dietro di lei, la sua ombra, un bambino su una bicicletta tutto sporco di terra, con un sorrisone da paura. “Ludovica?”- ha detto la ragazzina, così piccola, eppure così adulta negli atteggiamenti. Così è iniziata la mia visita a quella famiglia. Federica – così si chiamava quella donnina undicenne- mi ha parlato di sé e dei suoi 5 (cinque!!!!) fratelli. Giacomo, il piccolo bimbo di 7 mesi che era in braccio a lei, attratto dai miei occhiali e dai miei capelli, mi si è letteralmente buttato addosso. E Pietro… Pietro continuava a ripetere il mio nome e a chiedermi di guardarlo mentre era sulla sua bicicletta. Poi è comparso Giuseppe, 8 anni, sguardo timido, sorriso silenzioso. Intanto la mia valigia era ancora lì, in mezzo al verde. Giacomo pesava più del previsto e l’unica cosa che desiderassi in quel momento era un letto comodo su cui stendermi. 

Ero lì, tra tutta quella gioia, quell’entusiasmo, quello stupore e non riuscivo a godermelo. In quel momento si è affacciata Rosita, la mamma. Rosita era radiante. La luce sul suo viso illuminava tutto quello che le stava intorno. Mi ha invitato a salire e così sono entrata in casa loro. Lì ho conosciuto Giovanni, quindicenne riservato, che guardava con curiosità la sconosciuta che avrebbe occupato il suo letto. Infine è comparsa Chiara, la più grande. Sedici anni e, almeno all’inizio, nessuna voglia di parlare. 

Mi chiedevo dove mi avessero mandata. Nessuna stanza singola per me, nessun bagno subito disponibile (il bagno era uno per ben 9 persone!). E mentre mi pensavo queste cose, Rosita ha iniziato ad impastare. E gli altri intorno a lei la guardavano e guardavano me. E mi facevano domande. E morivano dalla voglia di conoscermi e di farsi conoscere. Si interrompevano a vicenda, desiderosi di raccontarmi un pezzo della loro vita. In quella cucina, in quell’impasto di piadine fatte in casa (veramente eccezionali!), ho capito quanto fossi stata superficiale fino a quel momento. La sera è arrivato Enrico, il papà. Abbiamo cenato tutti in giardino. Abbiamo mangiato cose deliziose e abbiamo parlato, parlato e… PARLATO! 

Ci siamo raccontati, ci siamo confidati, tutti insieme. I più piccoli a una certa ora hanno ceduto alla stanchezza. Ma i quattro più grandi sono tutti rimasti ad ascoltare. TUTTI! Quanta sintonia, quanta felicità si respirava in quella cucina. Quanto amore! Sono andata a dormire con Chiara, con cui avrei diviso la stanza quella notte. E siamo rimaste sveglie fino a tardi, molto tardi. E quella ragazza, che mi era sembrata così silenziosa e anche un po’ scocciata del mio arrivo, improvvisamente diventava una mia amica, una persona a cui sentivo di voler bene. 

I giorni successivi sono stati davvero meravigliosi. Sono stata poco in quella piccola casa accogliente, ma quando ero lì gustavo ogni singolo istante. Quella casa era veramente piena. Piena di gente e, soprattutto, di amore! Enrico, Rosita, Chiara, Giovanni, Federica, Giuseppe, Pietro e Giacomo mi hanno fatto capire come in realtà la vera crisi non è quella economica. Mi hanno fatto capire che l’unica vera emergenza è quella di amore. E che, in fondo, basta veramente poco per essere felici. La mia emergenza, la nostra emergenza, deve diventare quella di amare. Amare chi ci è accanto, amare chi è in difficoltà, amare chi non può difendersi. Insomma desideriamo di meno e godiamoci quello che abbiamo; lamentiamoci di meno e amiamoci di più! Grazie, grazie davvero a quella splendida casetta troppo piccola, dove l’aria sapeva di felicità!

(Ludovica Cerasuolo)

Meeting 2013: esperienza e opportunità prolife.

La Testimonianza personale del volontariato prolife dal Seminario Quarenghi al Meeting di Rimini: un percorso emozionante dal valore della vita all'impegno per la sua difesa.


Mentre lasciavo Rimini, osservando il mondo scorrere velocemente dai finestrini di quel treno, ho pensato a quanto spesso la Vita ci corra accanto, a quanto, senza accorgercene, le ore e i giorni passano e noi rimaniamo sempre gli stessi, talvolta immersi in miliardi di impegni che ci impediscono di vivere in modo autentico e spontaneo.

Negli ultimi mesi mi sono spesso interrogata sulla mia quotidianità, sulle mie relazioni ma soprattutto ho cercato di dare un senso al mio desiderio di felicità, cercando di inscatolarlo nello scomparto del mio cuore dedicato alle cose da cercare con maggior tenacia, non troppo convinta tuttavia di come avrei dovuto fare per ottenerla.

Tornata dalla bella settimana a Maratea, ho cominciato a sentire un fuoco ardere dentro; la nascita di nuove amicizie, la scoperta di persone che non avevo mai potuto incontrare prima, il grido gioioso di un “SI” alla Vita che mi ha rigenerato, sono state la base di una nuova consapevolezza, che tuttavia ha necessitato di essere rafforzata in questa ulteriore occasione: il meeting.

Esperienza nuova per me, questa opportunità è stata segnata da tre parole: Amore (comprensivo) – Gioia (autentica) – Condivisione (sincera).

I giorni al meeting sono stati un dono d’Amore, amore e passione verso la Vita, la nostra –dato che abbiamo scelto di darci la possibilità di essere parte di un evento così grande- e di quella del bambino non ancora nato, grazie all’impegno per la diffusione della petizione europea “UNO DI NOI”. Una scelta d’amore, vero e autentico, di quello per cui ti svegli alla mattina e ti senti pronto a sfidare il mondo, di quello che ti accende la fiammella nel cuore e la luce agli occhi; e… che c’è di meglio, se non la sfida per la tutela della Vita umana?

Poi la gioia, e la ricordo con queste parole della Beata M. Teresa di Calcutta.
“La gioia è assai contagiosa. Cercate, perciò, di essere sempre
traboccanti di gioia dovunque andiate.”

In questi giorni lo stand del MpV è stato animato da musica, canti, balli, palloncini colorati, grida di bambini, giovani impegnati nella raccolta delle firme; è stato impregnato di migliaia di sorrisi che si sono alternati a parole emozionate di relatori e uditori: parlare di Vita, proclamare la Vita, è motivo di una gioia tale da rovesciare anche i cuori più ostinati!

Per interiorizzare tali emozioni, non è mancata e non deve mancare la condivisione: essere “Movimento per la Vita” è per me come essere in una famiglia, in cui a sera si fa il bilancio della giornata, magari compiacendosi per il successo di alcuni o discutendo con altri. È tenersi per mano sempre, anche quando ci sentiamo così deboli e fragili.È saper coltivare, custodire ed amare le persone che incontriamo, siano esse vicine o lontane dal nostro ideale, e saper vedere, nel bene e nel male, qualcosa di buono negli occhi di ciascuno. È saper aprire le porte del proprio cuore affinché “l’altro” possa entrarvi, in modo totale e gratuito, perché accogliere e difendere la Vita, in qualsiasi forma, in qualsiasi luogo e in qualsiasi circostanza, sia sempre ciò che rende “straordinario” il nostro quotidiano.

Un “GRAZIE” speciale lo dedico quindi a tutti coloro che mi hanno portato a capire che la felicità non necessità di essere cercata molto lontano perché, in realtà, essa ci accompagna ogni qualvolta amiamo la Vita e si fa luce nei nostri occhi quando parliamo di essa.

(Giovani Prolife / Elena Borin)

Un giorno da Meeting

L'impegno nello stand del Movimento per la Vita a Rimini: esperienza mai banale e scontata.


Mille colori, microfoni che rimbombano da ogni parte, persone che camminano con occhi stupiti e rapiti sempre da qualcosa, ma nonostante tutto il mio cuore e la mia testa concentrati su una sola causa, la stessa ormai da un po’, quella causa che forse sarebbe la più vera e grande risposta all’emergenza uomo: la difesa della Vita in ogni suo singolo momento!

Tante le voci alternatesi allo stand del Movimento per la Vita: dai volontari Cav allo psichiatra Alessandro Meluzzi, che con un abilità pazzesca, ognuno nel loro campo, ci han lasciato delle perle di saggezza da conservare. Se c’è qualcosa che nel lavoro continuo allo stand mi ha concesso di fermarmi, anzi incantarmi un’oretta, sono stati proprio questi due interventi l’uno più bello dell’altro.

Ripenso a Valentina, giovane ed emozionata mentre raccontava delle esperienze con il suo Movimento locale, ripenso ai suoi occhi che brillano e alla sua voce indiscutibilmente commossa in alcuni tratti (come d’altronde lo eravamo anche noi che la stavamo ascoltando). Ripenso anche a Meluzzi, che con professionalità  e cordialità ci sprona: “Portate avanti la custodia del creato come la custodia della Vita, seppure le persone talvolta vi si scaglieranno contro… la vostra causa è più importante di tutto il resto”.

Poi mi guardo intorno e ho il piacere di vedere la stand pieno di persone ad applaudire, altrettante a firmare per Uno di Noi, e ancora giovani da ogni parte che corrono con volantini e che si fermano a palare con le persone, a spiegare loro quanto sia importante ogni singola firma per l’iniziativa cittadina!

Beh… scusate la presunzione ma io qui vedo tutti gli elementi per sanare la tanto urgente emergenza uomo di cui si è parlato: vedo i talenti di ognuno impiegati nella maniera migliore e più consona, vedo passione nelle parole e nelle azioni di chi al pubblico dimostra chiaro e forte il suo “ Sì alla Vita”, vedo felicità negli occhi di questi ultimi e il sorriso di chi scopre che la collaborazione e l’amicizia sono due tra i beni migliori a questo mondo!

Allora, forse, il segreto è proprio questo: farsi disarmare da ciò che ci disarma il cuore… il resto verrà poi da sé. A noi il cuore l’ha disarmato la Vita, e per il resto speriamo semplicemente di essere all’altezza di rispondere alla sua chiamata… quel che c’è nel mezzo sono semplicemente istanti di cui far tesoro!

(Giovani Prolife / Daniela Sensini)

Meeting: il web ci rende liberi?

L’età del messagi(in)o e le nuove forme di comunicazione. 

Davide Rondoni che ha introdotto il dibattito sulla funzione e l’uso delle nuove forme di comunicazione con Simona Panseri, di Google - Italia e Gianni Riotta, editorialista e professore alla Princeston University.


Panseri dall’osservatorio privilegiato di Google ha spiegato: “Le informazioni costituiscono potere e il modo in cui vengono usate definiscono le persone perché metterle a frutto porta alla vera conoscenza. [... ]“Internet ha migliorato il mondo del lavoro e dell’economia dando la possibilità alle piccole imprese di fare specifici studi di mercato agevolando l’import-export”.
Nei paesi nei quali è più diffuso l’uso del web si nota una minor crisi dell’occupazione giovanile, per questo è fondamentale portare internet ai giovani e i giovani a internet. Conclude Panseri: “Se il web è uno strumento con grandi potenzialità, usiamolo bene con grande responsabilità individuale e non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello sociale”.
“Ci sono quelli che sostengono che il web sia male, quelli che sia bene e c’è chi invece dice che sia neutrale” così esordisce Gianni Riotta “io non sono d’accordo con nessuno di loro”. Oggi siamo completamente affascinati dalla tecnologia e non capiamo che la vera rivoluzione quando c’è comunicazione è il cambiamento dei contenuti. “Siamo noi a decidere le sorti della rivoluzione attraverso i nuovi contenuti che sapremo creare”.
LìEx direttore del TG1 ha aggiunto: “Questa è la sfida più grande. Il web aiuterà la libertà dell’uomo a patto e in quanto noi saremo in grado di alimentare nei nuovi media digitali valori classici, tolleranza, ragione, critica soprattutto a noi stessi, dialogo e confronto”. Il nuovo sistema di comunicazione non è l’opposizione tra il mondo reale e virtuale ma è il rapporto con la realtà”.

(Fonte: www.meetingrimini.org V.L., C.R.)

Rondoni: il verso della vita

Il poeta emiliano, nostro ospite nell'incontro dei giovani MpV di Firenze, continua la riflessione sul senso della vita insieme ai poeti Donati e Lauretano.

Il motivo stesso dell’esistenza dell’arte è l’emergenza dell’umano”. Così Davide Rondoni ha aperto la serie di incontri con i poeti e gli scrittori del ciclo “In che verso va la vita”. Il verso non è solo evidentemente il verso poetico, ma anche il verso, la direzione di una vita. Il poeta di Forlì ha evidenziato come i poeti siano, sulla scia dei trovatori medievali, “chiarificatori dell’universo” e come essi siano in un certo qual modo “suonati dalle parole”.

Samuele Donati, poeta emergente di Rimini, classe ’85, ha raccontato invece il proprio rapporto con la poesia, “compagna di viaggio e strumento privilegiato per capire, per guardare, come in uno specchio d’acqua, la propria esperienza”. Ha letto alcune poesie della sua raccolta “Non essere soli” (Raffaelli editore), che ha scritto in occasione di eventi drammatici, quali la morte di un’amica e della madre di un suo amico, o di eventi felici, quali la nascita di Elia, il figlio di sua sorella. Fatti che, trasfigurati dalla lingua poetica, mostrano che la poesia è come la crosta, perché “leggere e dire dei pezzi di sé è come strapparsi dei pezzi di carne”.

Anche Gianfranco Lauretano, poeta e scrittore, autore del recente volume “Incontri con Clemente Rebora” (ed. Bur), ha evidenziato che “il fatto stesso che le cose ci siano è il punto di partenza della poesia. Infatti “non c’è prima l’io, ma c’è prima il mondo”, nonostante la tendenza della poesia contemporanea sia quella di “ridurre il senso del lavoro dei poeti a fare poesia”. Le liriche poetiche e la stessa vita di Clemente Rebora, nato a Milano nel 1885 da una famiglia laicista dalle idee liberali e filorisorgimentali, battezzato di nascosto per volere di una zia, giudicato dapprima inadeguato al sacerdozio e infine prete rosminiano, mostrano che è vero l’esatto opposto.

Per dirla con lo stesso Rebora, infatti, “santità soltanto compie il canto”. Dunque la poesia non è il fine della vita del poeta, ma soltanto la santità costituisce il pieno compimento della vita dell’uomo. Tale idea si concretizza nella sua esistenza, allorquando, prima di entrare nell’ordine del beato Antoio Rosmini, Rebora volle bruciare le sue liriche, a segno che “la poesia non è il senso della vita, ma è l’ideale che muove il cuore dell’uomo”. Per questo motivo in una lirica del poeta milanese si può leggere: “vorrei palesasse il mio cuore / Nel suo intimo l’umano destino”.

(Fonte www.meetingrimi.org / F.Pi., C.R.)
(Foto Giovani Prolife. (C) 2013)

Difesa della vita: impegno di civiltà

A ricordarlo mons. Tomasi, Nunzio della Santa Sede presso le Nazioni Unite: " la strada della vita è un bene per tutto il mondo". Anche se da più parti arriva l'allarme per le posizioni abortiste prese sotto l'egida dell'ONU.


Il Parliamentary Network for Critical Issues (PNCI), associazione che lavora per identificare, unire e coordinare gruppi prolife a livello internazionale, ha recentemente lanciato l’allarme per il pressing delle ONG abortiste sulle conferenze ONU (ne abbiamo parlato qui: america-latina).

La strategia adottata dalla lobby internazionale si basa su tre passaggi. Il primo è l’individuazione delle conferenze regionali o settoriali da cui vengono emanate dichiarazioni di indirizzo politico. A questo punto viene fissato un coordinamento nei giorni precedenti per richiamare tutti all’azione coesa, spesso sotto la finta bandiera della libertà riproduttiva.

Infine prendere parte ai lavori targati ONU indirizzando le dichiarazioni finali verso il sostegno e la promozione dell’aborto, specie nei Paesi in via di sviluppo o in rapida crescita economica. Questo è possibile sia grazie alla forza semplicemente numerica, PNCI parla di oltre cento ONG schierate, sia attraverso gli enormi mezzi economici messi a disposizione delle ONG da parte delle lobby abortiste.

L’allarme è stato ripreso anche da S. E. Mons. Mons. Silvano Tomasi, nunzio apostolico presso l'ONU durante la sua visita allo stand del Movimento per la Vita al Meeting 2013 (padiglione A1). Il Nunzio ha ricordato come la sua esperienza: “è legata al contesto della Nazioni Unite dove alle volte si vogliono cercare scorciatoie per risolvere i problemi eliminando le persone. Tuttavia vediamo che per questa strada in realtà i problemi si moltiplicano e al contempo si perdono vite umane”.

Mons. Tomasi ha poi aggiunto: “La lotta, lo sforzo che viene attuato per sostenere la vita in tute le sue forme e situazioni è un impegno di grande civiltà e di grande “compromesso”, nel senso americano di “compromise”. Ma lo sguardo del Nunzio Apostolico è rivolto anche all’Europa e all’iniziativa Uno di noi: “la demografia dell’Europa sta cambiando appunto perché manca il rispetto della vita nel contesto legale dei Paesi dell’Unione e perché senza nuove vite cambia non solo la cultura e l’economia ma anche la religione di una regione del mondo”.

Lasciando lo stand mons. Tommasi ha sottoscritto l’iniziativa europea “Uno di noi” e ha dato la sua benedizione hai volontari: “vi faccio tanti auguri perché possiate sempre continuare a camminare sulla strada della vita che è un bene per tutto il mondo”.

(giovani Prolife/TE)

Prolife: emergenza Uno di noi

La presenza del Movimento per la Vita a Rimini.

Uno stand dell'edizione 2013 del Meeting dedicato alla raccolta firme e agli incontri sul volontariato in difesa della vita umana.


Lo stand dei volontari prolife occupa il padiglione A1 ed è animato ogni giorno da incontri dedicati all’iniziativa europea Uno di noi e all’impegno in difesa della vita umana, dal concepimento alla morte naturale. Negli incontri, guidati dal vicepresidente vicario Pino Morandini, si è parlato dell’impegno dei Centri di aiuto alla Vita durante il recente terremoto emiliano. Ad intervenire la presidente di FederVita Emilia Romagna, Antonella Diegoli e lo psicologo Gino Soldera.

Valter Boero ha invece illustrato il funzionamento del Progetto Gemma del Movimento per la Vita italiano: un servizio per l'adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà, tentate di non accogliere il proprio bambino. Il professore ha inoltre illustrato il recente corso di Maternity Care le cui lezioni hanno come filo conduttore lo sguardo al figlio che nel suo venire al mondo richiede attenzioni supplementari soprattutto se i parametri non sono quelli standard e se si profilano difficoltà di carattere medico.

Negli incontri non poteva mancare la testimonianza dell'equipe giovani, che anima insieme a tutti i volontari la raccolta firme per Unodinoi. I giovani hanno raccontato come dal Seminario Quarenghi al Meeting e alle azioni locali l'impegno prolife sia stato un crescendo di gioia e amicizia oltre che di consapevolezza della responsabilità affidata alla loro generazione nella difesa della dignità umana.

Tra gli ospiti anche il presidente di FederVita Lombardia Paolo Picco che ha illustrato le attività di CAV e MPV della regione e il Nunzio Apostolico presso le Nazioni Unite che ha ricordato l’importanza della difesa della vita come impegno di civiltà per il bene di tutto il mondo. Mons. Silvano Tomasi, sottoscrivendo l'iniziativa europea Uno di noi, ha voluto ringraziare il Movimento per la Vita: “state facendo un grande servizio non solo per la Chiesa, ma anche per tutta la società”.

(Giovani Prolife / TE)

Rimini: La concezione dell’uomo

Al Meeting 2013 l'incontro con Costantino Esposito, Eugenio Mazzarella e Salvatore Natoli, su filosofia e libertà.


“La libertà sta o cade perché l’uomo possa fare esperienza di una sua irriducibilità e originarietà”. Con queste parole Costantino Esposito, docente di Storia della Filosofia all’Università degli Studi di Bari ha introdotto il tema dell’incontro filosofico sul tema della libertà. I due colleghi filosofi che hanno risposto alle domande del moderatore sono stati Eugenio Mazzarella, docente di Filosofia Teoretica all’Università di Napoli e Salvatore Natoli, docente di Filosofia Teoretica all’Università di Milano-Bicocca.

Esposito ha posto la prima questione relativamente al paradosso della libertà nel contesto attuale, sottolineando che la libertà di autodeterminazione dell’uomo si manifesta da un lato come indefinita, mentre dall’altro si esperisce come “esistenzialmente bloccata, o perlomeno condizionata dalla gabbia in cui viviamo”. Rispetto a tale problema Mazzarella ha evidenziato come oggi si sperimenti da un lato “un individualismo di massa opportunistico, mentre tale illusione antropologica si scontra con la delusione della libertà sul piano sociale”. 

Sulla stessa linea Natoli ha rilevato tale contrasto tra “un soggetto che contesta il potere e gli fa domande di legittimità e la logica infinitaria di avere diritto a tutto. La libertà si muove dunque tra emancipazione e delirio di onnipotenza”. Per mediare tra questi due poli, occorre allora considerare che “non possiamo scegliere di contraddire il nostro telos, il nostro fine”. 

Il docente dell’università milanese ha proposto così l’ascesi come rimedio alla tendenza libertaria dell’uomo, da intendersi però non come rinuncia, ma come “capacità di sottrarsi per diventare liberi, in modo da poter distinguere ciò che è realmente necessario dal superfluo”. Teorizzando un’etica del finito, Natoli ha anche sottolineato la necessità di “prendersi cura della finitezza dell’altro”. 

Come ulteriore questione Esposito ha posto il problema del rapporto tra libertà e verità, tenendo sullo sfondo la perenne tensione esistente tra “una ‘libertà negativa’ o assenza di interferenze nella scelta arbitraria degli individui, dovuta solo alla propria autodeterminazione, a prescindere dal significato di ciò che si sceglie, e una ‘libertà positiva’, in cui si deve scegliere solo ciò che vale di per sé e detta il dovere”. Rispetto a tale problema Natoli, che si è autodefinito “un cristiano non credente”, afferma che “la libertà come scelta è una condizione, ma la scelta del bene è un processo infinito di liberazione”. 

Al contrario Mazzarella ha replicato che tale legame tra liberà e verità esiste al punto che “si può vivere senza sapere il perché, ma non si può vivere senza sapere per chi”, citando un celebre detto napoletano. Per dirla ancora con Mazzarella, parafrasando don Giussani, “se la libertà è apertura alla vibrazione dell’essere, allora dobbiamo affidarci a ciò che abbiamo di più caro”.

(Fonte: www.meetingrimini.org / F.Pi.)

Meeting: Europa istituzione aperta all'uomo

Il meeting di Rimini si è aperto on l'inaugurazione della mostra Sinfonia dal “nuovo mondo”. Un’Europa unita, dall’Atlantico agli Urali. L'Europa sempre più diviene la nostra casa, come cittadini e come prolife. L'iniziativa Uno di noi ne è un esempio, ma conosciamo davvero la nostra casa?

Il titolo del Meeting “Emergenza uomo”- ha esordito Emilia Guarnieri, presidente della fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli – “oggi è un grido acuto e drammatico, proprio perché ciò che rischia di scomparire, di diventare anestetizzato, è il desiderio del cuore. La grandezza dell’uomo è invece costituita dalla libertà. La libertà per le persone e i gruppi di costruire, di educare, di intraprendere”. 

È poi stata lanciata la videointervista di Roberto Fontolan, direttore del centro internazionale di Comunione e liberazione, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha rimarcato l’amicizia e la fiducia che lo lega al popolo del Meeting ed in particolare ai giovani che sono il futuro dell’Italia e dell’Europa. Il presidente ha ricordato che dopo l’unificazione della moneta l’Europa ha avuto un grosso impulso con l’entrata di nuovi paesi nell’area euro, ma sono “mancati altri elementi per garantire un nuovo dinamismo alla crescita economica e sociale europea”.

“L’Europa ha bisogno di una nuova unità ed integrazione per svolgere il suo ruolo in un mondo globalizzato e non perdere il suo peso nel mondo”, ha affermato Napolitano. Per questo ha bisogno di maggiore coscienza di se stessa, di rinverdire la sua memoria storico-culturale, nel grande progetto che affonda le sue radici in uomini come Monnet, Schuman, De Gasperi, Adenauer. Infine – ha concluso il presidente - l’emergenza che stiamo vivendo “è quella di un forte impoverimento spirituale, culturale e di motivazioni umane e per reagire abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte. A questa ripresa possono fare molto le istituzioni sociali, come ad esempio la chiesa cattolica sta già facendo”.

Giorgio Vittadini ha poi introdotto il presidente del consiglio Enrico Letta illustrando la mostra Sinfonia dal “nuovo mondo”. Un’Europa unita, dall’Atlantico agli Urali. Ha sottolineato che alla radice del processo di unificazione europeo c’è “un idea di uomo non come individuo isolato, ma come essere relazionale, che accetti la diversità, tanto quanto desidera la convivenza pacifica”.

Enrico Letta inizia la sua riflessione rievocando il discorso di Giorgio Napolitano al Meeting 2011. “Lì è cambiata la storia del nostro Paese”. In quell’occasione il presidente faceva appello ad usare “il linguaggio della verità”. “In questi anni in Italia non hanno funzionato né la politica, né le istituzioni; dunque, se vogliamo parlare il linguaggio della verità, dobbiamo parlare delle procedure di urgenza da introdurre: una legge elettorale che consenta a ognuno di noi di scegliere il proprio rappresentante, di tornare a essere arbitro. Ma insieme a questo anche la possibilità per i cittadini che lo vogliano di sostenere finanziariamente i partiti”. “A febbraio 2013 . 

Prosegue Letta - è successo un terremoto: è stata l’ultima richiesta di cambiamento del sistema politico. Oggi noi dobbiamo far vincere la logica dell’incontro su quella del conflitto, contro gli stessi professionisti del conflitto che vogliono solo coprire il merito dei problemi veri che per anni hanno lasciato a lato”. 
E qual è il linguaggio della verità se parliamo d’Europa? “Si basa sugli stessi valori su cui è fondata l’idea europea originaria”. Certo non tutto nel vecchio continente va per il meglio: c’è bisogno di una “democrazia sostenibile”. 

Letta contestualizza l’importanza dell’Unione in un mondo che ha assunto le dimensioni della globalizzazione e confronta il sistema Europa con gli Stati Uniti: “Le istituzioni europee così non funzionano: devono camminare nella direzione della sussidiarietà”. “Per questo - continua - bisogna rimettere la finanza al proprio posto. Le bolle finanziarie sono oggi quello che nel passato sono state le guerre”. Conclusione: “Noi ce la faremo, perché dalla nostra parte abbiamo il culto del tempo, della terra e della bellezza”.

(Fonte www.meetingrimini.org / L.G./S.A.)

Meeting: gettare il fuoco sulla terra

Emergenza Uomo: dal concepimento alla morte naturale

Dignità, Unicità e Preziosità: nelle parole di Papa Francesco l'urgenza di servire l’uomo, andando a cercarlo fin nei meandri sociali, e di restituire "l’uomo a se stesso".


Ieri è ufficialmente iniziato il Meeting 2013 dedicato all'emergenza uomo. Un'edizione dedicata alla questione antropologica che non rimarrà però immune al tema della crisi economica e sociale che attraversa l'Europa e l'Italia. Al contrario ci ricorda come al centro del sistema economico l'emergenza principale sia appunto quella dell'uomo, nella sua integralità.

Un centralità sempre ricordata anche dalla dottrina sociale. Lo ripete ancora una volta Papa Francesco nel suo saluto: "L’uomo è la via della Chiesa [...] perché è la via percorsa da Dio stesso". Il Pontefice ha poi ricordato: "l’urgenza di restituire l’uomo a se stesso, alla sua altissima dignità, all’unicità e preziosità di ogni esistenza umana dal concepimento fino al termine naturale"

Il primo appuntamento è stato con la Santa Messa presieduta dal Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi. Commentando il Vangelo della domenica il Vescovo ha ricordato il primo impulso della salvezza dato dal dono della vita di Gesù nella passione. Un dono che però non lascia indifferenti chi si apre a riceverlo: "La croce è il vero roveto ardente dell’amore più grande, che accetta anche la morte perché ne venga la salvezza di tutti."

Il pastore ha dunque interrogato i giovani, e non solo, partecipanti al Meeting: "Ma qual è la nostra risposta a questo desiderio incandescente di Gesù?". Lambisi ha poi continuato: "Una vita sazia e annoiata, che non genera una testimonianza, non colora una esistenza, non accende una gioia. Ma, d’altra parte, c’è un segno positivo, ed è la sorprendente novità di oggi. Il vento dello Spirito ha ricominciato a soffiare forte e il suo fuoco ha ripreso fiamma".

Dal discernimento occorre poi passare all'azione, che è anzitutto apertura e incontro all'altro: “Andiamo incontro a tutti, senza aspettare che siano gli altri a cercarci!". Ritorniamo così alla missione indicata dalle parole di Papa Francesco: "servire l’uomo andando a cercarlo fin nei meandri sociali e spirituali più nascosti".

I giovani prolife e tutti i volontari del Movimento per la Vita sono pronti ad andare incontro a ogni vita umana, in qualsiasi momento o condizione. Pronti a riconoscerne l'inviolabile dignità e il riflesso del Dio della Vita che ogni vita ha pensato per il suo amore sin dall'eternità.

Emergenza uomo: la sfida del Meeting 2013

Come sopravvivere al potere che fa tacere le coscienze?

E' una sfida quella che ci pone la Fondazione Meeting per l'amicizia fra i popoli quest'anno. Il titolo, della trentaquattresima edizione del Meeting, fa già pregustare una settimana piena di incontri e mostre; volti a far riscoprire il vero bisogno dell'uomo. Emergenza uomo è una frase che precede una domanda chiara e semplice: come si fa a vivere? 


Si tenta un risveglio delle coscienze sopite, un voler mostrare all'Italia, in crisi economica e non, che c'è un punto dal quale si può ripartire ed è proprio il desiderio profondo dell'uomo verso il Bene. Non stupisce, allora, se tra le mostre in programma troviamo quella dal titolo: "La luce splende nelle tenebre. 

La testimonianza della chiesa ortodossa russa negli anni della persecuzione sovietica", proprio a voler testimoniare che una luce c'è e sta lì, nella cristianità che, anche nelle avversità profonde di un periodo storico non felice, riesce a portare speranza in quelle "periferie esistenziali" che tante volte Papa Francesco ha invitato a visitare. 

Due incontri importanti per i giovani prolife: martedi 20 agosto alle ore 19 in sala Mimosa B6 conferenza dal titolo: “Le cellule staminali adulte: una ricchezza per l’uomo”(in collaborazione con la Fondazione InScientiaFides) e venerdì 23 agosto ore 15 in sala Tiglio A6 testimonianza dal titolo: “Terapia fetale ed accoglienza: l’esperienza delle Quercia Millenaria ONLUS”, oltre, ovviamente, allo stand permanente del Movimento Per la Vita Italiano, che ci terrà compagnia durante la settimana, con tante iniziative per far conoscere il più piccolo e indifeso tra gli uomini, il bambino concepito e non ancora nato. 

Soprattutto lui, questo piccolo uomo invisibile, infatti, paga le spese di questa emergenza! Sarà possibile firmare, anche al Meeting, per l’iniziativa europea Uno di Noi. L’augurio che voglio fare a coloro che visiteranno il Meeting dal 18 al 24 agosto è solo uno: lasciarsi ferire dallo stupore. 

C’è un’alternativa alla confusione dei tempi moderni e sta lì, dove tanti giovani e adulti si incontrano e mettono insieme i loro “talenti”, gratuitamente, per costruire una grande opera di cultura cristiana, per mostrare al mondo non di essere migliori degli altri, ma attenti alle esigenze prime ed ultime del cuore umano. 
Buon Meeting e buona sfida a tutti!

(Alessia Prosperoso)

Meeting: Morandini descrive la presenza di Uno di Noi.

Dal 18 al 24 agosto si svolgerà la 34a edizione del Meeting di Rimini (www.meetingrimini.org) sul tema “Emergenza Uomo”.  “Emergenza uomo”, un tema che contiene il forte e netto richiamo alla questione antropologica attorno alla quale, da decenni, ruota l’impegno del Movimento per la Vita.

"Uno di Noi”, l’Iniziativa popolare Europea, che si occupa appunto dell’emergenza del piccolo uomo a livello di istituzioni europee, sarà presente tutti i giorni al Meeting, grazie ad uno stand del Movimento per la Vita. Da vari anni ormai il MPV è presente alla grande manifestazione culturale per essere la voce del bambino non nato.

“Il titolo del Meeting 2013 – si legge nella presentazione nel sito ufficiale – mette a tema la cosa più bella e al tempo stesso più drammatica che esista sulla faccia della terra: l’uomo, più precisamente ‘l’emergenza uomo’. L’uomo nel suo bisogno di esistere come realtà unica ed irripetibile”.

La cultura europea della vita si dirige, anche autonomamente, verso il tentativo di rendere libero l’uomo di esistere. L’iniziativa “Uno di Noi” è riuscita a risvegliare questo pensiero nei 28 paesi UE, e sta ottenendo un successo inaspettato non solo per il numero di firme ma anche e soprattutto per l’unità che sta creando tra popoli, religioni e civiltà diverse. “Uno di Noi” è sicuramente l’evento europeo che più incarna quella che il meeting definisce la “emergenza uomo”.

A Rimini ci saranno due eventi sulla vita “emergente”: uno sulle cellule staminali adulte come ricchezza per l’uomo, il 20 agosto, e l’altro su “Terapia fetale e accoglienza” con l’esperienza della Quercia Millenaria onlus, entrambe con il Dr. Domenico Coviello co-presidente di Scienza&Vita. Per saperne di più, ZENIT ha intervistato Pino Morandini, vice Presidente Vicario del Movimento per la Vita Italiano, da alcuni anni referente del MPV italiano per il Meeting.

Leggi l''intervista di Elisabetta Pittino qui: www.oneofus.eu/it/
 
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