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L’uomo è l’oggetto.

 L’uomo è un oggetto al pari degli altri da smontare e rimontare, da modificare e sperimentare. Così il trattamento che fino ad oggi era riservato al massimo alle cavie da laboratorio  riguarderà anche gli embrioni umani.

Il Regno Unito si prepara a dare il via libera alla ricerca su embrioni umani geneticamente modificati. Un via libera che permetterà attraverso il sistema dal “gene editing” di creare uomini geneticamente modificati, portando così la scienza ad un passo dalla creazione di una nuova umanità.
In passato alcuni scienziati cinesi della Sun Yat-sen University hanno condotto simili ricerche senza specificare in modo chiaro i protocolli seguiti e gli esiti ottenuti. 

Questa volta i ricercatori britannici guidati da Dr Kathy Niakan vogliono mettere in piedi una sperimentazione rigorosa su oltre 120 embrioni per una durata di sette anni. Il progetto ha appena avuto il primo permesso dall’autorità pubblica competente, la Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA) oltre a raccogliere il plauso scontato del direttore del Francis Crick Institute che ospiterà l’esperimento. Ora è atteso il via libera da parte del comitato etico. Una volta ottenuto i primi test inizieranno a marzo  per l’estate il gruppo inglese conta di avere tra le mani il primo embrione geneticamente modificato.


Gli embrioni saranno destinati solo alla ricerca in laboratorio e non sono destinati all’impianto, rassicurano... Come se questo ne cancellasse l’umanità e la dignità. Al contrario sapere il loro impianto sarà negato in partenza non fa che aggiungere altre note stonate a un progetto già controverso. Fortunatamente in Italia il Comitato Nazionale di Bioetica l’embrione è un essere umano a tutti gli effetti e lo hanno ribadito anche i cittadini europei con la recente iniziativa Uno di Noi che ha chiesto alla Commissione Europea di conformare a questa verità le proprie politiche di finanziamento alla ricerca. Un anno fa Bruxelles si è rifiutata di ascoltare questo appello, chissà se cambierà idea oggi che è divenuto  ancora più urgente. 

TE

Europa: licenza di uccidere.

Non un film ma il risultato della discussione nel Parlamento Europeo del Rapporto Tabarella: l’aborto spacciato per diritto umano.

Da tempo una delle principali preoccupazioni degli europarlamentari del partito socialista sembra essere quella di guadagnare, a suon di votazioni, una licenza di uccidere per tutti i paesi membri attraverso la piena legittimazione dell’aborto nell’Unione Europea. La propaganda abortista del resto da anni imperversa nelle istituzioni e nelle organizzazioni internazionali, come da tempo segnaliamo sul nostro blog (vedi qui se vuoi saperne di più).

Nel dicembre 2013 ci fu il tentativo di far passare l’aborto come diritto attraverso la Risoluzione Estrela. Per chi non lo sapesse, la risoluzione su “Salute e diritti sessuali e riproduttivi”, che prende il nome dalla firmataria Edite Estrela, è un testo non vincolante del Parlamento Europeo che proponeva la qualificazione del “diritto all’aborto”, nella forma di diritto umano, senza alcuna concessione al diritto alla vita del concepito. All’epoca la proposta Estrela non giunse mai in votazione all’emiciclo parlamentare.

La storia si ripete: il deputato socialista Tarabella presenta l’ennesimo rapporto, questa volta su “Uguaglianza tra uomini e donne nella UE”. Questa volta il Rapporto viene approvato a larga maggioranza (441 voti a favore, 205 contrari, 52 astenuti). Così il Parlamento di Strasburgo definisce l’aborto come elemento del diritto alla salute sessuale e riproduttiva e per questa ragione va reso sempre più accessibile. Una vera e propria legittimazione di tutte quelle pressioni politiche che spingono sempre più per il libero accesso all’aborto.

La votazione di Strasburgo porta nuovamente l’Europa in contrasto la difesa della vita. Nemmeno un anno fa la Commissione Europea disattendeva la richiesta di riconoscere i diritti del concepito attraverso l’iniziativa “Uno di noi”, firmata da due milioni di cittadini. 

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(Foto CC waltercolor .European Parliament Strasbourg 41)



Bocciatura Uno di Noi: l'autogol europeo.


Una stroncatura feroce... La comunicazione della Commissione Europea che di fatto ferma l’iter della prima Iniziativa dei Cittadini Europei è un complicato mix velenoso. 


La Commissione europea da una parte finge di non vedere la pressante richiesta per la tutela del diritto alla vita, giunta da oltre due milioni di cittadini, dall’altra finge di assolvere a tale richiesta col mantra dei diritti riproduttivi, perorato da poche potenti lobbies. L'iniziativa in difesa del concepito aveva sfiorato i due milioni di adesioni , per la presentazione basta un milione di firme, superando le altre due proposte avanzate alla Commissione. Con questo risultato tanto immediato i cittadini europei hanno rimesso al centro dell’agenda politica dell'Unione la difesa della vita umana.

Una stroncatura miope... perché giunge proprio in un momento di forte disaffezione dei cittadini e degli elettori nei confronti delle istituzioni europee. Così questa Commissione conferma la sua indifferenza agli elettori europei sempre più sedotti dai fronti antieuropeisti. E proprio lo strumento dell’Iniziativa dei Cittadini, prevista dal Trattato di Lisbona per riallacciare il filo democratico tra cittadini e governo dell’UE, viene licenziata in meno di quaranta pagine.

Iniziativa europea Uno di Noi,
un momento della raccolta firme.
Per Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita italiano, la Commissione conferma “quel deficit di democrazia che rappresenta il problema più grave che affligge la Ue e che pone a rischio il futuro del grande sogno europeo. [...] Hanno ignorato una volontà popolare diffusa che avrebbe meritato ben altra attenzione ed almeno un serio dibattito nelle aule dell'Europarlamento che fino a prova contraria è l'unica istituzione eletta dal popolo”. L’on. Casini commenta anche la tempistica, tutto è avvenuto “nel modo più subdolo aspettando il vuoto di potere democratico con il Parlamento sciolto e non ancora ricostituito e dribblando le elezioni che avrebbero potuto essere segnate dalla giusta indignazione popolare. Ma quei burocrati e le lobby che li sostengono non si illudano di aver messo definitivamente in cantina la questione”.

“Grave tradimento della volontà popolare” è il commento dell’Associazione Scienza & Vita, altrettanto indignato il coro di risposte delle tante associazioni che hanno sostenuto l’iniziativa in tutta l’Europa. Mentre si studiano i prossimi passi, ancora una volta il percorso della difesa della vita si presenta come un cammino in salita... Ma i prolife sono pronti anche per questa nuova sfida!

Giovani prolife.

“Uno di Noi”: una festa nella festività natalizia


Le vacanze natalizie dei giovani prolife.


Quest’anno il popolo della vita ha un motivo in più per festeggiare il Natale. Noi credenti potremmo dire che quest’anno il Bambino Gesù ci ha portato un nuovo dono. Si tratta del successo che ha avuto l’iniziativa dei Cittadini Europei “Uno di noi”. Questa iniziativa ha dato i natali in Europa al percorso che può portare al riconoscimento giuridico e politico di chi non ha voce: Il bambino concepito e non ancora nato.
E’ dunque arrivato il momento in cui le Istituzioni Europee dovranno dare una risposta alla questione antropologica: L’uomo è sempre tale nella sua dignità, anche nelle condizioni di estrema vulnerabilità come quando si trova all’inizio della sua vita e quindi fini dal concepimento?
La risposta sarà un punto di svolta decisivo per l’intera cultura europea e quindi per la concezione su cui si basano i diritti umani, nonché il rinnovamento morale sul quale costruire le nuove strutture civili e politiche comunitarie.
Il dato da cui partire è che “Uno di noi” ha avuto un successo senza precedenti. La campagna europea di sensibilizzazione e raccolta firme, che ha coinvolto tutti i 28 Paesi dell’Unione, è andata a buon fine e ha permesso di totalizzare la cifra molto significativa di un milione894.mila 693 adesioni.
Con questo vincente risultato, (poiché bastavano solo un milione di firme in sette stati europei), possiamo dire con le parole del Comitato Italiano per Unodinoi che: “ I popoli europei chiedono alle istituzioni comunitarie di uscire dall’equivoco e di affermare senza reticenze che ogni uomo è titolare di diritti, senza distinzioni o limiti, in particolare il concepito non ancora nato.
L’iniziativa dei Cittadini Europei “Uno di Noi”, quale forma di partecipazione democratica alla gestione di interesse collettivo che è entrata in vigore il 1 aprile del 2012 ha chiesto: “Dignità e diritti umani fin dal concepimento”.
In occasione della conferenza stampa ufficiale, tenuta presso il Palazzo del Viminale a Roma, sede del Ministero dell’Interno, alla presenza dei funzionari ministeriali incaricati della ricezione e dei giornalisti, il Presidente Nazionale del Movimento per la Vita, Carlo Casini, ha affermato che nello specifico “La campagna chiede che nel bilancio europeo non si postino voci di spesa per iniziative che danneggino o distruggano l’embrione umano”.
In questo modo non sarà più possibile dare fondi per iniziative che contribuiscano a tale distruzione e che “la ricerca scientifica non venga finanziata qualora preveda l’uso dell’embrione con procedure che ne comportino la distruzione”. Inoltre le Strutture dell’Unione, terminata la fase delle verifiche, “dovranno prendere atto della volontà dei cittadini espressa attraverso questa iniziativa europea, discutendo le questioni poste”.
In Italia le 631. 024 firme rappresentano sicuramente uno straordinario risultato di cui dobbiamo sicuramente andare fieri perché a dire del Presidente: “mostra come nel nostro Paese sia forte la sensibilità per tutto ciò che riguarda la vita, l’uomo, la sua dignità, dal concepimento alla morte naturale”.
Noi Calabresi abbiamo avuto l’onore e la gioia di avere incominciato e terminato la campagna. Questo perché la campagna “Uno di Noi” è partita dalla conferenza stampa tenuta a Catanzaro presso la sede del Centro di Aiuto alla Vita e Movimento per la Vita di Catanzaro, circa un anno e mezzo fa, lanciata dallo stesso Presidente Nazionale Carlo Casini. L’evento finale invece, dal titolo non casuale: “Unodinoi-attofinale” organizzato dalla Federazione Regionale del Movimento per la Vita si è tenuta a Rossano Calabro nella Sala Rossa del palazzo San Bernardino.
Il Presidente di Federvita Calabria, Francesco Saverio Ardito, ha annunciato il superamento del traguardo di oltre 20.000 adesioni nella regione Calabria.
Questo è stato reso possibile dall’impegno e collaborazione con i parroci, le varie associazioni e movimenti del laicato cattolico che hanno raccolto le firme nelle parrocchie e nel corso di eventi.
Un ringraziamento di cuore lo dobbiamo in primis ai Vescovi della Calabria che ci hanno incoraggiato e dimostrato la loro vicinanza e sostegno nel corso di questi mesi. Ringraziamo inoltre tutti coloro i quali hanno sottoscritto la petizione e quanti in questi mesi si sono spesi in prima linea nel raggiungimento di un traguardo così importante.
Festeggiamo così un nuovo Natale, una nuova nascita, sapendo che sarà necessario continuare a lavorare affinchè il cuore pulsante dell’Europa che sono i quasi due milioni di cittadini europei che hanno partecipato alla campagna, possano trovare risposta affinchè le Istituzioni volgano lo sguardo sull’uomo concepito per riconoscere finalmente la sua dignità e diritto di essere “Uno di Noi”.

Manuel Massara
Responsabile Regionale Giovani MPV
Vicepresidente MpV e Centro di Aiuto alla Vita di Catanzaro



Anche noi stiamo con Caterina

Caterina Simonsen, la ragazza di Padova affetta da malattie rare, insultata perché ha ringraziato la sperimentazione animale: noi siamo con lei


Caterina Simonsen, 25 anni grazie alla sperimentazione animale. 
Si potrebbe così sintetizzare il suo messaggio affidato ai social network. E' quanto lei ha scritto: «Io, Caterina S. ho 25 anni grazie alla vera ricerca, che include la sperimentazione animale. Senza la ricerca sarei morta a 9 anni. Mi avete regalato un futuro»

Come certo sapete è stata bersaglio di insulti da parte degli animalisti italiani. Persone che hanno apertamente detto che preferivano una cesta di topini vivi e lei morta. 
Caterina ha manifestato incredulità davanti a queste frasi. Di quella incredulità che ti fa aggrottare la fronte finché le sopracciglia non toccano i capelli. 
Ma com'è possibile? 

Sentiamo il bisogno, in quanto giovani prolife, non solo di dare il nostro sostegno a Caterina, ma di prendere apertamente posizione in questa faccenda, come già alcuni personaggi di pubblica notorietà hanno già fatto. 

Sappiamo infatti che insieme alla nostra grande iniziativa europea dei cittadini "UNO DI NOI" è passata al vaglio del milione di firme, ma per il rotto della cuffia, anche una iniziativa che si definisce "stop vivisection". 
In sintesi, questa iniziativa auspica il divieto di sperimentazione sugli animali, costringendo la ricerca medica a sperimentare i farmaci e le terapie direttamente sull'uomo. 

Questo perché, dicono, comunque i farmaci e le terapie devono essere sperimentate sull'uomo prima di essere messe in commercio… dunque perché prendersela coi poveri topini? 

Questa iniziativa è falsa, bugiarda e disumana. 

FALSA, perché parla di vivisezione quando in realtà il suo oggetto è la sperimentazione animale. Allarmano la popolazione mostrando fotografie di scimmie seviziate, senza indicare il contesto o indicandone uno farlocco. Hanno necessità di suscitare orrore e raccapriccio, e raccontano la favola dei ricercatori sadici che si divertono ad aprire i pancini degli animali… come se ne avessero bisogno.
Ma chi veramente fa ricerca, sa bene anzitutto che vi sono dei protocolli piuttosto restrittivi sull'uso degli animali (altro che animali aperti per divertimento!) ; inoltre lo scopo della ricerca non è seviziare, né le sofferenze sono inflitte gratuitamente. Nè tantomeno ogni sperimentazione comporta delle sofferenze. Nè la sensazione di sofferenza in un topo è paragonabile a quella che ha un uomo. 

BUGIARDA, perché afferma l'inutilità di questa sperimentazione, dal momento che "comunque le terapie vanno sperimentate sull'uomo prima di essere messe in commercio". 
La bugia è talmente grande ed evidente che non posso pensare ad un errore derivante da crassa ignoranza. E' infatti chiaro che quando si sperimenta una terapia, il primo passo è che essa sia plausibile in teoria. Ma dato che non di sola teoria si vive, ma anzi lo scienziato deve sempre arrendersi all'evidenza dei fatti e non adeguare questi alle proprie convinzioni ed ai propri scopi, è chiaro che la terapia debba trovare un momento di verifica empirica. 
Ecco che la sperimentazione diventa un dovere: prima di capire se un qualcosa è letale per l'uomo, almeno si verifichi se è letale per il topo o per la scimmia. 
E non è la stessa cosa: molte terapie valide in teoria si fermano già alla fase di sperimentazione animale. O tornano indietro. O fanno progressi proprio attraverso gli animali. 

DISUMANA, perché postula una cosa terribile anche solo da scrivere e da leggere: che la vita umana non vale la vita di un topo. Che anzi è meglio salvare la vita di un animale (anche se, essendo cavia di laboratorio, senza il laboratorio non sarebbe affatto nata) che quella di un uomo. 
C'è dietro tutta una visione antropologica pessimistica e anti-uomo. L'uomo è crudele, avido, superbo, lussurioso, eccetera eccetera. Quanto è meglio la bestia!

Per un prolife queste affermazioni sono inaccettabili. Oserei dire che chi mette vita umana e vita animale sullo stesso piano non può definirsi prolife. Perché noi - diversamente da quanto ci dicono - non difendiamo un "bios", una lucina su un monitor o un "bip" elettronico che ci dicono che l'essere è vivo e non morto. Difendiamo la vita umana, difendiamo l'uomo! E se non abbiamo capito l'uomo cos'è, dove sta la sua dignità e la sua nobiltà, allora non possiamo dirci prolife!

Per questo noi non possiamo mettere uomo e topo sullo stesso piano. Per questo non possiamo che sentirci offesi, quando vediamo quanti al contrario lo pensano. 

Per questo noi stiamo dalla parte di Caterina. 

di V per Vita

Uno di noi: giovani al Parlamento Europeo.

Al via il viaggio premio degli studenti vincitori del concorso scolastico.

Partiranno martedì i giovani vincitori della 26° edizione del Concorso Europeo indetto annualmente dal Movimento per la Vita Italiano e dal Forum delle Associazioni Familiari. Oltre cento tra ragazzi e ragazze da ogni regione d’Italia si recheranno presso le istituzioni europee di Strasburgo per un soggiorno di approfondimento e confronto.

Al centro dell’incontro europeo il tema del concorso: l’embrione umano è “uno di noi”. Il titolo richiama il pronunciamento del Comitato Nazionale di Bioetica sullo statuto giuridico dell’embrione del 1996 e l’Iniziativa dei cittadini europei “Uno di noi” appena conclusasi che ha visto quasi due milioni di adesioni da tutta Europa per chiedere il riconoscimento del diritto alla vita di ogni essere umano sin dal concepimento.

Il programma europeo che attende i ragazzi è intenso quanto avvincente: la visita al Parlamento Europeo, per scoprirne funzionamento e ruolo nella politica dell’Unione, l’incontro con alcuni degli europarlamentari impegnati nella sessione di novembre, la celebrazione della messa con il Nunzio Apostolico, la simulazione di una seduta nell’emiciclo del Consiglio d’Europa e per concludere la cena finale.

Un’esperienza unica che sarà offerta anche ai futuri vincitori della prossima edizione . Il tema previsto per il 2014 è il matrimonio ed è già possibile scaricare il dossier con tutte le indicazioni per la partecipazione di studenti del triennio delle scuole superiori e universitari fino al compimento dei 25 anni. Trovate tutte le informazioni su sito www.prolife.it e www.giovaniprolife.org.

(Giovanna Sedda)

I giovani prolife: tanti “Uno di noi”



Si sta per concludere la raccolta firme “Uno di noi”, con la quale il Movimento Per la Vita Italiano e diverse Associazioni vogliono chiedere al Parlamento Europeo che il concepito venga riconosciuto come persona, interrompendo in primis il finanziamento europeo nei confronti delle ricerche si si servano e distruggano cellule staminali embrionali.

I risultati della raccolta sono stati ottimi: 500 mila firme solo in Italia! Non è certo il momento di arrendersi o di fermarsi ad ammirare i risultati, pensando a quanto siamo stati bravi nel portare avanti questa iniziativa. È al contrario tempo del rush finale, di quella spinta energica che nonostante l’obiettivo sia stato raggiunto, è quella che ci dà ancor più entusiasmo. E non si tratta di soddisfazione, né personale né comunitario. Si tratta di una forza che si può definire un nuovo entusiasmo che si genera con la constatazione di non essere soli, di essere realmente un popolo che insieme vuole affermare che la vita è meravigliosa e va tutelata, sempre e comunque.

È però, sempre, il momento di dire grazie. Un grazie che va a ogni persona che ha firmato e a ogni persona che ha passato parola, divulgando l’iniziativa che si pone dalla parte dei diritti di chi non ha voce, del più debole tra i deboli. A volte è una causa difficile, proprio perché la voce non si sente e gli occhi non vedono. Ma a tutto ciò sopperisce il cuore, l’unico capace di andare oltre la percezione sensibile e di arrivare a cogliere tutte le sfumature, talvolta intangibili, e la vera essenza delle cose.

I ringraziamenti vanno senz’altro alla Presidenza del MPV , ai comitati nazionali, al coordinamento europeo. Ma ci piace ringraziare anche quanti, si sono adoperati nel silenzio e umilmente e sono passati inosservati. Grazie, Giovani Prolife, per tutti i banchetti fatti per le strade, per le varie raccolte firme che avete organizzato o per cui avete prestato servizio, per la gioia che avete negli occhi nel diffondere questa bella notizia, che la vita è ciò che abbiamo di più caro e dobbiamo custodirla come il più prezioso dei tesori, e perché lo fate nel modo più genuino, cantando a squarciagola la canzone o difendendo con passione un’obiezione. Voi sapete che il dono della vita non si protegge chiudendolo in cassaforte ma mettendosi al servizio dell’altro. Ed è ciò che voi testimoniate con il vostro volontariato. Grazie.

Giovanna Sedda

Maratea aspetta il Quarenghi a braccia aperte


Si è svolta a Maratea, presso Villa Tarantini, la conferenza stampa di presentazione della 30° edizione del seminario V. Quarenghi, organizzata dal Movimento Per la Vita con il patrocinio del Comune di Maratea, della diocesi di Tursi-Lagonegro e del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile della CEI. 

L’edizione di quest’anno, intitolata “Uno di noi- Se vuoi la pace, difendi la vita” si svolgerà presso il Centro Congressi Hotel Villa del Mare, ad Acquafredda di Maratea, dal 28 Luglio al 4 Agosto. Parteciperanno alla settimana di vacanza e formazione sui temi della bioetica e del volontariato per la vita circa 200 giovani provenienti da tutta Italia.

La Conferenza è stata aperta dal sindaco di Maratea, Rag. Mario Di Trani che ha sottolineato il sostegno dell’amministrazione a questa iniziativa e l’importanza dell’evento per il territorio. Don Antonio Zaccara, ha poi portato i saluti di Don Adelmo Iacovino, responsabile dell’Ufficio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Tursi-Lagonegro, e ha messo in risalto la continuità del Seminario Quarenghi con la Giornata Mondiale della Gioventù, che a Maratea vedrà un momento importante –seppur a distanza da Rio- ai piedi del Cristo Redentore. Ha salutato con entusiasmo l’iniziativa anche la direttrice del Centro Congressi, Mariangela De Biase, che si è detta lieta di ospitare i ragazzi e di partecipare alla realizzazione del Life Happening.

Il programma della settimana è stato presentato dal Dott. Giuseppe Grande, membro della Giunta esecutiva del Movimento Per la Vita Italiano, che ha ricordato l’intervento al Quarenghi di tanti nomi illustri tra cui Mons. Mupendawatu, il giornalista e conduttore Dott. Rosario Carello e l’On. Carlo Casini. A testimoniare l’impegno dei giovani nel volontariato per la vita, il Responsabile Giovani Dott. Tony Persico, che ha ricordato l’iniziativa europea “Uno di noi” a cui anche il Life Happening è dedicato.

L’appuntamento è per tutti per domenica 28 Luglio con l’inaugurazione dell’evento. Quotidianamente sarà pubblicato il resoconto dei diversi interventi sul sito dei giovani del Movimento Per la Vita: www.giovaniprolife.org.
il servizio tv sulla conferenza stampa:
https://docs.google.com/file/d/0B8SlphrSDN8bZHJHeFVIMFV5aTg/edit

Ricerca sugli embrioni: urgente la tutela giuridica

La liberalizzazione della ricerca sugli embrioni umani scelta dalla Francia ci ricorda l'urgenza della tutela giuridica da parte dell'UE, come richiede l'iniziativa "Uno di noi".

La svolta francese è oggetto di un approfondimento sul sito di Avvenire. Il quotidiano della CEI sottolinea come "in Francia, non sono mancati gli appelli dal basso al dibattito e i messaggi d’allerta lanciati da associazioni o cittadini indignati, dalla Chiesa o da scienziati fuori dal coro. Ma tutto questo non è bastato a infrangere il muro di gomma che ha permesso [...] la «liberalizzazione inquadrata» della ricerca sugli embrioni".

Gli oppositori della nuova norma parlano anzitutto di una "occasione mancata per la democrazia". Il voto è stato infatti blindato dall'esecutivo impedendo un reale dibattito politico, come hanno denunciato anche le associazioni prolife scese in strada per protestare. La tutela giuridica dell'embrione è una materia su cui può pronunciarsi anche l'UE. E proprio un intervento dell'Unione sul tema della ricerca con cellule staminali embrionali è quanto stanno chiedendo le associazioni prolife europee attraverso l'iniziativa "uno di noi".

Se i prolife riusciranno nel loro intento di raggiungere il quorum del milione di adesioni, la Commissione Europea, come previsto dal Trattato di Lisbona, sarà obbligata ad ascoltare la proposta nel corso di un dibattito con ipiù alti funzionari. Un occasione imperdibile di farsi voce di chi non ha ancora voce.Aderire all'iniziativa è ancora possibile anche on line, sull'apposito sito certificato previsto dalla Commissione europea.

Aderisci all'iniziativa dei cittadini europei "Uno di noi": puoi firmare qui

Leggi l'articolo di Daniele Zappalà qui avvenire.it


700.000 firme per Uno di Noi


Il traguardo delle 700.000 firme è stato commentato su Avvenire dall'editorialista Giuseppe Anzani, vicepresidnete del Movimento per la Vita italiano.

Anzani ci tiene a sottolineare l'obiettivo finale: "Il traguardo è un milione di firme e il termine è il 1 novembre prossimo. La campagna è in pieno vivo, accesa dal forte sostegno di tutte le associazioni pro-life dei 28 Paesi dell’Europa, rinvigorita dall’impegno del mondo cattolico, in sintonia profonda con quanti difendono la vita". Inoltre Anzani evidenzia come l'iniziativa Uno di noi sia una novità per tre importanti aspetti: "Il primo è la sperimentazione della democrazia diretta" in una europa dominata dalla politica economica e non dalla democrazia diretta.

"La volta prima e suprema è appunto la vita. Se i popoli d’Europa non si fanno ascoltare su questo punto non si faranno sentire su altro che importi. Il secondo rilievo è la scossa culturale che la difesa della vita innesta nella coscienza della cultura europea". Terzo è il richiamo al messaggio evangelico della fede nell'Amore in una Europa spesso incurante delle sue radici, che passa proprio attraverso la difesa della vita. C'è spazio infine per un ultimo invito:"C’è ancora qualche tempo per firmare, e fare massa democratica, e segnare dentro la storia dell’Europa dei popoli d’aver votato la Vita".
  • Foto: Giuseppe Anzani, incontra i ragazzi e le ragazze del Life Happening. © Giovani Prolife 2009.

I volontari nelle giornate dell’Evangelium Vitae

Un punti di accoglienza con i volontari impegnati nella raccolta delle firme.
In occasione delle due giornate speciali dedicate all’Enciclica Evangelium Vitae, il popolo della vita si è ritrovato in un abbraccio comunitario benedetto da Papa Francesco. Tanti i volontari del mondo prolife, provenienti da tutto il mondo, ricordati dalle parole del Papa e di Mons. Fisichella durante la celebrazione eucaristica di domenica mattina. 

Ai lati della piazza, poi, e lungo via della Conciliazione, si vedevano girare degli strani personaggi con delle pettorine gialle fosforescenti, che parlavano con i pellegrini e si davano da fare sotto un sole cocente. Erano i nostri volontari, del Movimento Per la Vita e di altre associazioni, provenienti da tutta Italia per porsi ancora una volta a servizio della causa e del Vangelo della Vita. Uomini e donne, ragazzi e ragazze che hanno rinunciato a "vedere" l'incontro con papa Francesco pur di  "far vedere" la forza della solidarietà e testimoniare la sacralità della vita umana, spendendosi -come fanno del resto ogni giorno- nel volontariato per la vita. 

Hanno accolto i gruppi, parlato con i partecipanti, predisposto il materiale divulgativo e ovviamente hanno raccolto le firme di adesione all'iniziativa dei cittadini europei “Uno di noi”. Sono state giornate preziose, infatti, per continuare nla promozione della iniziativa popolare che vuole chiedere all’Europa che il concepito venga riconosciuto come persona, uno di noi appunto, attraverso la richiesta di interrompere i finanziamenti finalizzati alla ricerca con cellule staminali embrionali. 

“Diciamo sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai delude”. Parole di Papa Francesco che si fanno persona, in ognuno dei nostri volontari per la vita.

Tutti insieme al Seminario Quarenghi 2013


Il Life Happening estivo dei giovani del MpV, intitolato alla memoria di Vittoria Quarenghi, prima segretaria del MPV Italiano, è una settimana nella quale oltre 200 giovani provenienti da tutte le regioni d’Italia si ritroveranno insieme per confrontarsi, discutere e formarsi, con relatori di alto prestigio, sui temi inerenti la difesa della vita umana. Sarà una settimana di formazione, confronto, condivisione e vacanza. Nel corso della settimana è inoltre inserita una

Uno per tutti, tutti per “Uno di noi”


Migliaia di persone unite dalla stesso messaggio e dalla volontà di comunicarlo al mondo: “Sì alla vita, sempre e comunque”. È stato questo lo scenario della Mobilitazione Nazionale per “uno di noi” e della Marcia nazionale Per la Vita che si è svolta domenica a Roma, perché la vita è preziosa e va tutelata, fin dal momento del concepimento. 

Tante le adesioni e tanti i messaggi positivi che raccontano la mobilitazione di Roma e delle altre città italiane che a distanza hanno fatto parte di quel popolo della vita così entusiasta e così unito. Un popolo fatto di famiglie, sacerdoti, bambini, vari gruppi religiosi e laici. Numerosi i volti noti, della politica ma non solo, a testimoniare come la vita sia un valore che accomuna partiti, religioni e lingue. 


Particolarmente preziose le storie dei partecipanti, che vengono riportate in un articolo di Zenit: “si parla tanto di morte ma troppo poco di Vita – racconta Simone, 27 anni, arrivato da Siracusa per partecipare alla manifestazione pro life – gli abortisti rivendicano la libertà della donna di abortire ma io ho una concezione diversa della libertà. Per me libertà è la possibilità di scegliere di fare il bene piuttosto che il male soprattutto quando sembra impossibile. Dov’è la libertà dell’essere umano se, di fronte alle situazioni difficili, l’unica soluzione possibile è quella di scappare dalle proprie responsabilità?”. Il bisogno della gente è che siano veicolati messaggi positivi, carichi di speranza, come fa la marcia stessa nel suo universale “Sì alla vita”. 

E come una benedizione che arriva dall’alto, le parole di Papa Francesco che danno nuova forza e nuovo entusiasmo al popolo pro life: “"Saluto i partecipanti alla 'Marcia per la vita' che ha avuto luogo questa mattina a Roma e invito a mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento. A questo proposito, mi piace ricordare anche la raccolta di firme che oggi si tiene in molte parrocchie italiane, al fine di sostenere l’iniziativa europea “Uno di noi”, per garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza”. 

Sì, perché il popolo per la vita si è unito alla marcia anche spiritualmente, dalle diverse parrocchie in cui è proseguito il lavoro comune di tutela della vita, portando avanti la campagna di sensibilizzazione volta a riconoscere "pieno statuto" all’embrione e a dire ’no’ ai finanziamenti per la sperimentazione sugli embrioni umani (http://www.mpv.org/uno_di_noi/). 

Il prossimo appuntamento giunge direttamente dalle parole di Papa Framcesco “un momento speciale per coloro che hanno a cuore la difesa della sacralità della vita umana sarà la “Giornata dell’Evangelium Vitae”, che avrà luogo qui in Vaticano, nel contesto dell’Anno della fede, il 15 e 16 giugno prossimo”. Come si fa a dire di no?

Uno di noi: lo sguardo sul concepito

Il Movit di Roma vi aspetta Mercoledì 8 maggio alle 17,15 presso la sua sede dell'Università Cattolica del S. Cuore di Roma per un evento su "UNO DI NOI" . Saranno presenti alcuni professori dell'università cattolica, e parteciperanno in particolare il ginecologo Prof. Riccardo Marana, il Prof. Noia fondatore della "Quercia Millenaria", la studiosa di Bioetica Marina Casini e Rosario Carello, conduttore del noto programma televisivo di Rai 1 "a sua immagine". Concluderanno la giornata Leo Pergamo e Tony Ernesto Persico, responsabili nazionali del gruppo Giovani del Movimento per la Vita Italiano. 

Vi aspettiamo presso l'università Cattolica di Roma l'8 maggio!

SE QUESTO È ...UNO DI NOI!


Il CAV di Rivoli organizza un appuntamento di discussione in occasione del 25° anniversario associativo. Sabato 4 maggio, in occasione del 25° anniversario dell’Associazione, il Centro di Aiuto alla Vita e Movimento per la Vita “G. Foradini” ONLUS di Rivoli, organizza l’incontro “Se questo è ...UNO DI NOI” che si terrà presso il Salone Beato Antonio Neyrot, nel sottochiesa della Parrocchia Santa Maria della Stella in via Fratelli Piol 44 a Rivoli alle ore 20.45. 

Nell’incontro verrà presentata l’iniziativa dei cittadini europei denominata “Uno di noi”, promossa dalle principali associazioni pro-life d’Europa, fra cui anche il Movimento per la vita italiano, che intende chiedere alla Commissione europea il riconoscimento del bambino concepito e non ancora nato. 
Affrontando il tema dal punto di vista giuridico e scientifico, la serata avrà l’obiettivo di capire se davvero possiamo considerare il concepito “Uno di noi”.

Per l’occasione interverranno Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita Italiano e presidente della commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo, e Massimo Gandolfini, presidente Associazione Medici Cattolici Regione Lombardia e Vice-presidente nazionale Associazione “Scienza & Vita”. Modera Claudio Larocca, presidente CAV-MPV “G. Foradini”. 
Ospite della serata sarà Andrea Piccirillo, vincitore del Jubilmusic 2012. 

Per informazioni:
Cel. 328 2653764 – 329 4033909 – 340 6574867 info@cavrivoli.it
 
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